Recensione Le regole del caos

Kate Winslet veste i panni di Sabine De Barra, donna passionale e determinata che riuscirà a imporre la propria 'caotica' ma avvolgente visione artistica nella progettazione dei giardini di Versailles.

recensione Le regole del caos
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Parigi, 1682. Sabine De Barra (Kate Winslet) è inaspettatamente convocata presso la corte di Luigi XIV (il cosiddetto Re Sole) per concorrere all'incarico di giardiniere deputato alla progettazione e ristrutturazione dei giardini di Versailles (in particolare Rockwork Grove), dove sovrano e seguito dovranno di lì a breve trasferirsi. Tra tanti potenziali concorrenti ben più ‘referenziati' di Sabine (che è dopotutto una donna e per giunta non nobile) e nonostante le prime ostilità nutrite nei suoi riguardi dall'incaricato alla selezione (ovvero il celebre architetto di corte André Le Notre interpretato dall'attore belga Matthias Schoenaerts), la De Barra risulterà infine essere proprio la prescelta per il prestigioso quanto delicato incarico. Da quei progetti a prima vista caotici e privi di rigore, schizzi di esterni dominati da teorie scomposte di aree verdi e fontane, la donna lavorerà infatti indefessamente per far venire alla luce la passione e l'amore che lei stessa nutre per la Natura, (di)svelando al mondo un'armonia particolare e non geometrica per lo più invisibile agli altri. Uno slancio artistico volto a celare anche le ombre di dolore che avvolgono in maniera ancora serrata il suo amaro passato. Sarà, infine, proprio la sua capacità di vedere oltre la precisione e la pulizia degli spazi (e dare vita a quelle che poi diventeranno Le regole del caos), immaginando invece realtà recondite tramite cui inseguire un'idea di pace interiore, a convincere poco alla volta prima Andrè e poi strada facendo anche tutti gli altri, della genuina e rivoluzionaria portata dello sguardo artistico della De Barra. Una conquista ai tempi degna di nota che riscattava la figura di una donna comune e priva di sangue blu, sostenuta fino in fondo solo dalla passione e dal talento, elementi che le saranno determinanti per sopravvivere in un mondo ostile dove sesso di appartenenza e posizione sociale giocavano, di fatto, un ruolo prioritario.


Kate Winslet è la volitiva Sabine De Barra

L'attore inglese Alan Rickman torna dietro la macchina da presa a distanza di ben diciotto anni dalla sua apprezzata opera prima L'ospite d'inverno, per realizzare un film in costume (siamo nella Francia a cavallo del 17° secolo) che cavalca la forza indomabile di una figura di donna volitiva e romantica, passionale e nostalgica, un'eroina moderna coniugata di fatto a un tempo antico. A vestire i panni della protagonista Madame De Barra una sempre brava Kate Winslet che si getta a capofitto nelle avventure e disavventure di questa donna dal passato gravoso intenta a risanarsi (interiormente) attraverso il contatto con la natura e le proprie passioni. Le regole del caos (A little chaos) segue dunque sin da subito il filo di una dimensione amorosa che unirà i due protagonisti attraverso gli stadi del loro dolore passato (nel caso della De Barra) e della loro insoddisfazione presente (nel caso di Le Notre), ponendo l'accento su come sia attraverso la perdita dei freni inibitori (nell'arte come nell'amore) a dare spesso i risultati più belli, soddisfacenti. Un'estetica originale e ben tradotta soprattutto nella ricostruzione dei magnifici spazi di Versailles che suo malgrado si perde nell'eccessivo sottotesto drammatico e nella (fin troppo) esile risoluzione di un giardino paradisiaco capace di risanare dolori più o meno antichi attraverso un nuovo verdeggiare di prati e sentimenti. Un lavoro che infine convince poco per l'indolenza con la quale mette a fuoco quelli che invece potevano essere i tasselli narrativi più interessanti, a partire da quelle Pericolose relazioni cortigiane e dal folclore arbitrario di certe esistenze tipiche di quegli entourage (va menzionato in tal senso il breve ma incisivo passaggio del sempre ottimo Stanley Tucci nel ruolo dell'eccentrico Duca d'Orleans) forse da sole più interessanti dell'intero apparato di drammi e tempeste esistenziali che sembrano - a più riprese - offuscare Le regole del caos.

Le regole del caos L’attore e regista britannico Alan Rickman porta al cinema la storia di Sabine De Barra e di quella che sarà la sua lotta per affermare il proprio talento all’interno di un’epoca (1600) e un mondo (nobiliare) solitamente ad esclusivo appannaggio di uomini dal sangue blu. Una storia interessante e visivamente avvolgente che finisce per appiattirsi sulla scia di un romanticismo nel ‘verde’ ma senza troppa verve.

5.5

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