Recensione La vita è facile ad occhi chiusi

Tramite La vita è facile ad occhi chiusi David Trueba inscena un racconto di formazione on the road alla ricerca di un John Lennon impegnato in Almeria nelle riprese di Come ho vinto la guerra.

recensione La vita è facile ad occhi chiusi
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Se l'apertura del lungometraggio diretto dal cineasta iberico David Trueba - autore tra l'altro, de La buena vida (1996) - mostra immagini di repertorio di John Lennon e dei Beatles il motivo è semplicissimo: il titolo La vita è facile ad occhi chiusi (2013) altro non è derivato che dal verso "Living is easy with the eyes closed" che colui che ci ha regalato Imagine e Happy Xmas incluse nella sua Stawberry fields forever.
Perché quella raccontata nel corso della oltre ora e quaranta di visione è una vicenda ispirata a quanto realmente accaduto a Juan Carrión, professore d'inglese che, con l'obiettivo di chiedere al futuro compagno di Yoko Ono di correggere i testi trascritti nel proprio quaderno per poterli poi insegnare ai suoi alunni, pare lo abbia incontrato sul set di Come ho vinto la guerra (1967) di Richard Lester.
Un incontro dopo cui sembrerebbe che i quattro "scarafaggi del beat" (e di seguito tutte le band musicali) abbiano cominciato a riportare i testi delle proprie canzoni nel retro degli LP e che Trueba riporta sullo schermo ponendo l'almodóvariano Javier"Parla con lei"Cámara nei panni del protagonista Antonio: professore che, appunto, nella Spagna del 1966 intraprende un lungo viaggio in macchina verso il Sud, in quanto ha appreso che Lennon si trova in Almeria (Andalusia) per interpretare la pellicola sopra citata.

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Lungo viaggio durante il quale offre un passaggio al sedicenne scappato di casa Juanjo, ovvero Francesc Colomer, e alla giovane Belén alias Natalia de Molina, anche lei apparentemente fuggita da qualcosa; personaggi destinati ad affiancare l'uomo della sua missione ed a stringere con lui una amicizia il cui progressivo sviluppo non finisce altro che per essere posto al centro di una storia di formazione on the road volta a ribadire, tra l'altro, che ci sono canzoni che ti salvano la vita.
Del resto, alcune canzoni parlano di felicità e malinconia in quanto è la vita stessa a parlarne, come lo fa anche la delicata operazione in questione, che, non priva di ironia, non appare neppure esente da citazionismo cinefilo.
Infatti, man mano che viene osservato che il segreto per capire le donne è rinunciarci e che se hai talento, a volte, un cattivo insegnante può spingerti a decidere da solo, viene tirata verbalmente in ballo Claudia Cardinale e non manca un'escursione all'interno di una sala cinematografica che proietta El padre Manolo (1966) di Ramón Torrado.
Mentre qualcuno asserisce che, se gli inglesi bevono sul serio, gli italiani che girano gli spaghetti western sono più per il cibo... e il cast e la più o meno desolata, avvolgente ambientazione arrivano a rappresentare il maggiore punto di forza di un insieme oltretutto mirato a ricordare che non bisogna mai farsi rubare la dignità.

La vita è facile ad occhi chiusi “Lo sfondo di La vita è facile ad occhi chiusi è la Spagna degli anni Sessanta: contradditoria, grigia, in piena dittatura. La generazione più anziana è ancora condizionata dalla guerra civile e quella più giovane desidera libertà morale e sociale. Questo contrasto è evidente soprattutto nel sud del paese, come la poverissima provincia di Almeria (Andalusia), dove le prime ondate di turismo di massa e le grandi produzioni cinematografiche straniere si scontrano con ritardi e limitazioni. In questo contesto, l’arrivo di John Lennon per partecipare alle riprese del film Come ho vinto la guerra di Richard Lester sottolinea lo stato d’animo di una parte della popolazione giovanile: è un simbolo di libertà, di nuova morale, di progresso”. È sufficiente questa dichiarazione del regista David Trueba per esprimere un giudizio nei confronti di una dolceamara commedia on the road i cui tre protagonisti rappresentano altrettanti forme di ribellione all’ordine costituito, testimoniando che i veri eroi sociali sono sempre persone comuni capaci di superare aspettative e limiti. Perché la vita è come un cane: se sente che hai paura, ti viene a mordere.

6.5

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