La vendetta: Aftermath, la recensione del film con Arnold Schwarzenegger

Un controllore di volo e un uomo che ha perso la famiglia in un incidente aereo sono i protagonisti di La vendetta: Aftermath, tratto da una storia vera.

recensione La vendetta: Aftermath, la recensione del film con Arnold Schwarzenegger
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La sera del primo luglio 2002 il volo Bashkirian Airlines 2937 ed il volo cargo DHL 611 entrarono in collisione sopra Überlingen (Germania), causando la morte di 74 persone: tra i principali responsabili della tragedia fu additato il controllore di volo al lavoro in quelle ore. Ispirato liberamente ai fatti realmente avvenuti, e di cui non sveliamo l'epilogo per non instillare potenziali spoiler, La vendetta: Aftermath cambia l'ambientazione (dal suolo germanico si passa a quello statunitense) e alcune dinamiche nella psicologia dei due principali protagonisti, il controllore di volo interpretato da Scoot McNairy e il lavoratore edile di Arnold Schwarzenegger, sopravvissuto alla moglie e alla figlia (incinta) che hanno perso la vita nella collisione tra i due aerei.

Guardare al futuro?

E' un confronto a distanza, destinato a collimare inesorabilmente nell'intenso finale, quello orchestrato dal regista britannico Elliott Lester in questo thriller drammatico che gioca tutte le sue carte su toni sommessi e dolorosi, affidandosi gioco forza alle performance degli attori: ritroviamo così un Arnold Schwarzenegger in uno scavo psicologico non banale e a tratti commovente, sulla sorta di quanto già visto in Contagious - Epidemia mortale (2015), e una parte altrettanto complessa per il caratterista Scoot McNairy, a suo agio in un ruolo da vero e proprio co-protagonista. Per la maggior parte del minutaggio La vendetta: Aftermath (distribuito direttamente per il mercato home video nostrano da Eagle Pictures) si muove così su due archi paralleli che indagano nelle vite dei due uomini scossi, seppur in modo diverso, dalla tragedia, col il controllore distrutto dal senso di colpa e colui che ha perso la famiglia nel disastro incapace di tornare ad una vita normale, soffocato eternamente dal dolore. Il cineasta si fa prendere però troppo la mano nell'esasperazione introspettiva, proponendo un a tratti stancante reiterarsi di solitarie scene madri, accompagnate costantemente da una dolente colonna sonora, per ribadire l'impatto che l'incidente ha avuto sulle esistenze dei due contendenti a distanza, con diverse riprese di aerei in volo a sottolineare la potenziale resa dei conti da lì a venire. Si ha l'impressione che la retorica gratuita rischi di minare le buone intenzioni di partenza, destabilizzando il ritmo narrativo in una ripetizione di topoi in cui i toni emotivi, spazianti su diverse reazioni quali lo stesso, comprensibile, istinto di vendetta, prendono il sopravvento sul film e sulla storia.

La vendetta: Aftermath Arriva a coinvolgere emotivamente in più occasioni, grazie anche alle sofferte performance di Arnold Schwarzenegger e Scoot McNairy e ad una regia che fa sua un'opprimente enfasi drammatica, ma al contempo si perde in una costruzione narrativa lenta ed esasperata, tutta incentrata sul potenziale superamento del dolore e del senso di colpa. La vendetta: Aftermath è ispirato ad una storia vera, liberamente aggiornata per il grande schermo, ma finisce per concentrarsi troppo suoi suoi protagonisti lasciando in secondo piano la narrazione che trova ispirati e non banali guizzi tensivi solo nell'intensa resa dei conti finale.

6

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