Recensione La Scuola Più Bella Del Mondo

Luca Miniero porta in classe l'annoso contrasto Nord-Sud già mostrato nei suoi precedenti film

recensione La Scuola Più Bella Del Mondo
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Dopo lo strepitoso successo ottenuto da Benvenuti al Sud (2010) e Benvenuti al Nord (2012), il napoletano classe 1966 Luca Miniero sembra aver preso particolare gusto nel raccontare tramite il genere della commedia i contrasti tra la parte settentrionale dello stivale tricolore e quella - spesso denigrata - meridionale.
Non dimentichiamo, infatti, che ha firmato anche Un boss in salotto (2014) interpretato da Paola Cortellesi, Luca Argentero e Rocco Papaleo prima di dedicarsi a questo La scuola più bella del mondo, a proposito del quale osserva: "La ‘scuola' è un tema di cui tutti parlano non solo al cinema. Ogni governo cerca di affrontarlo con una riforma, che ignora quella precedente creando un terremoto sull'istituzione scuola che spesso aggrava i problemi invece di risolverli. La scuola italiana è vecchia sia a Nord che a Sud! Questo è lo sfondo del film, ma più probabilmente della nostra vita di genitori. Più semplicemente, io racconto lo scambio scolastico fra una scuola ‘sgarrupata' ed accorpata di Acerra ed un'altra della Val d'Orcia che non ha problemi di sopravvivenza. Il confronto poveri-ricchi oltre che quello Sud-Nord si rivela in ambito scolastico animato da un profondo divario".

Benvenuti al centro

E, affiancato dalla collega Wanda Pacini alias Angela Finocchiaro, è proprio il citato Papaleo a concedere anima e corpo all'eccentrico professore Gerardo Gergale, il quale, fermamente convinto che il Nord sia da Mondragone in su, accompagna una classe di ragazzini scalmanati di Acerra (Napoli), che, a causa di un errore, vengono accolti con lo striscione "Benvenuta Africa" da una scuola media Toscana intenta ad organizzare - per vincere la Coppa di Scuola dell'Anno - un gemellaggio con alcuni studenti di Accra, Ghana (!!!).
Scuola media il cui preside è il puntiglioso Filippo Brogi che, con al proprio fianco la giovane professoressa Margherita Rivolta, ovvero Miriam"Fratelli unici"Leone, è un Christian De Sica lontano dall'annuale cinepanettone De Laurentiis ad incarnare, oltretutto alle prese con una esilarante conversazione via computer insieme ad un ritrovato Lello Arena.
Un De Sica di cui viene recuperata all'interno della colonna sonora - comprendente Curre curre guagliò dei 99 Posse e Surfin' bird dei Trashmen - la Bongo bongo bongo incisa nel 1994, ma che risulta, però, tenuto un po' troppo a freno nel corso della visione.
Infatti, pur riuscendo nell'impresa di regalare la maggior parte delle poche risate, finisce per ritrovare decisamente poco valorizzata la sua impeccabile verve comica, qui fagocitata da un racconto per immagini che, in maniera evidente, strizza l'occhio al pubblico dei ragazzi(ni).
Anche se, mentre a testimoniarlo provvedono sequenze animate e messaggi di twitter in sovrimpressione e viene ribadito che tutti vivono per l'amore ma, in fondo, nessuno sa cosa sia, non manca neppure uno scivolone piuttosto volgare a base di peni disegnati.
Il resto, lo fanno tornei di bigliardino, gare di sputi e gioco del rubabandiera, al servizio, però, di un'operazione che non può fare a meno di apparire martellante e del tutto priva di una regia che sia in grado di conferirle il giusto ritmo di narrazione.

La Scuola Più Bella Del Mondo L’incontro tra una scolaresca toscana ed una di Napoli offre a Luca Miniero il pretesto per poter tornare ad inscenare nell’ambito della commedia il contrasto tra Nord e Sud, dopo il notevole consenso di pubblico riscosso da Benvenuti al Sud (2010), Benvenuti al Nord (2012) e Un boss in salotto (2014). Si strizza in parte l’occhio a Io speriamo che me la cavo (1992) di Lina Wertmüller, ma il risultato finale, con un sempre ottimo Christian De Sica sfruttato meno del dovuto, situazioni difficilmente capaci di strappare risate e caos narrativo imperante, è un pasticcio su celluloide che sembra molto più vicino a determinati c-movie partenopei come Una banda di matti in vacanza premio (1988) di Ninì Grassia (curiosamente autore, tra l’altro, dell’Italian gigolò con protagonista il Roberto Farnesi qui coinvolto in una fugace apparizione).

4.5

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