La Bella e La Bestia: la recensione del live-action Disney

Emma Watson, Dan Stevens e Luke Evans arrivano al cinema con La Bella e La Bestia, film troppo perfetto per essere 'umano'. La recensione.

recensione La Bella e La Bestia: la recensione del live-action Disney
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La nostalgia sembra essere ultimamente il motore che muove il mondo, almeno quello della cinematografia. Prequel, sequel,reboot, revival e remake sono ormai all'ordine del giorno e dopo il burtoniano Alice in Wonderland, la versione "Malefica" de La Bella Addormentata nel Bosco e la Cinderella di Kenneth Branagh, Disney ha deciso di (ri)portare sul grande schermo (rigorosamente in live-action) la fiaba francese che già nel 1991 fu oggetto del suo Classico numero 30, La Bella e La Bestia. Se la Cenerentola impeccabilmente diretta da Branagh è stata una vera e propria copia in carne ed ossa del lungometraggio di animazione degli anni '50, il lungometraggio diretto da Bill Condon con protagonisti Emma Watson (Belle), Dan Stevens (La Bestia) , Luke Evans (Gaston) palesa fin dal suo prologo la forte volontà di voler caratterizzare in maniera più moderna e completa i personaggi della storia, senza però rinunciare al 'sound' dell'originale, ovvero alle canzoni (ritradotte, a onor del vero senza troppo tener conto della metrica), oltre che al plot. Tutto ciò che ha reso il film del 1991 uno dei simboli del Rinascimento Disney nonché uno dei cartoon più apprezzati di sempre.


Un inno alla diversità

Belle è da sempre considerata la prima eroina Disney veramente emancipata: a differenza delle sue colleghe principesse, infatti, la splendida protagonista de La Bella e La Bestia è appassionata di libri, è immune dall'amore a prima vista e viene presentata fin da subito come "una ragazza proprio originale", sia rispetto a quelle che fino agli anni '90 la Disney aveva "disegnato", sia rispetto agli abitanti del suo provinciale e settecentesco paesino. Il lato "girl power" di Belle - complice la sua interprete dichiaratamente femminista, Emma Watson - viene accentuato nel live-action di Condon in più modi, ma soprattutto nel suo rapportarsi con la Bestia di Dan Stevens che in questa versione della storia non vede in lei la sola speranza di poter tornare uomo, ma una persona in grado di tenergli testa e soprattutto l'unica capace di capire cosa vuol dire davvero sentirsi "diverso". Il lento ma inesorabile evolversi del rapporto tra Belle e l'animalesco principe Adam è la parte narrativa più interessante di questo lungometraggio d'animazione, insieme al delicato bromance dal sorprendente finale che vede come protagonisti il villain Gaston e il suo fedele e di lui infatuato galoppino LeTont, interpretati rispettivamente dagli straordinari Luke Evans e Josh Gad.

Tanto sfarzo, poca anima

Se della storia di questa nuova versione de La Bella e La Bestia ciò che più colpisce è l'inedito rapporto tra i due protagonisti - fatto di profonda complicità e della capacità di riconoscersi al di là delle apparenze - quello che dal punto di vista visivo strabilia lo spettatore sono le sfarzose ambientazioni. Il paesino bigotto ma multietnico di Belle è una girandola di colori e di personaggi subito riconoscibili da minuziosi dettagli, mentre al contrario il castello della Bestia pur essendo cupo e oscuro è uno spietato inno al rococò che meglio non poteva rendere palpabile alla vista ciò che nei disegni del Classico anni '90 era solo poco più che immaginabile. Anche il lavoro di computer grafica fatto sugli oggetti animati, sui servitori famelici di libertà del vizioso e viziato principe, vittime loro malgrado della maledizione della strega/fata è perfetto per bellezza e precisione tanto da essere orfano di quell'umanità che ha caratterizzato e reso iconici i loro predecessori animati. Purtroppo quel che rimane, una volta usciti dalla sala, di questo live-action da "favola" non è una sensazione d'incanto ma la sterile consapevolezza di essere stati spettatori di un compito svolto egregiamente ma consegnato al pubblico privo di anima, solo per senso del dovere.

La Bella e La Bestia Al contrario di quello che tutti temevano, il remake in live-action del Classico Disney La Bella e La Bestia non è una mera copia dell'originale bensì un discreto tentativo di modernizzare una favola che non aveva comunque alcun bisogno di essere "riscritta". Politicamente corretto, post-femminista, sfarzoso e visivamente impeccabile, il film di Bill Condon rasenta oggettivamente la perfezione ma - al di là dei personaggi interpretati da Luke Evans e Josh Gad - tale peculiarità non fa altro che rendere "paradossalmente" poco umano un lavoro palesemente privo di magia e fantasia.

6

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