Kong: Skull Island: la recensione del film con Tom Hiddleston

Torna al cinema il mito di King Kong, in una rivisitazione dall'animo rock. Nel cast anche Brie Larson, Samuel L. Jackson e John C. Reilly.

recensione Kong: Skull Island: la recensione del film con Tom Hiddleston
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1944. La Seconda Guerra Mondiale imperversa nel Pacifico. Due funamboli dell'aviazione precipitano con i rispettivi biplani su un'isola misteriosa, ignorata dalle cartine geografiche. I due superstiti tentano di eliminarsi a vicenda esplodendo numerosi colpi di pistola sulla spiaggia, vicino ai relitti dei propri caccia bombardieri. Segue, causa mira da schifo dei due, una lotta furiosa all'interno della giungla. È in quell'ambiente esotico e primitivo che appare loro un'aberrante figura dell'altezza di un palazzo di dieci piani: è il mostruoso signore delle scimmie, mattatore assoluto di Kong: Skull Island. Fin dalle prime battute del film diretto da Jordan Vogt-Roberts è facile immaginare che la rivisitazione del mito de La Bella e La Bestia, che aveva caratterizzato le tre precedenti e illustri versioni di King Kong ('33, '76, '05), sarà praticamente (quasi) assente nella pellicola che annovera nel cast le due star Tom Hiddleston e Brie Larson. Dopo un preambolo che coniuga war movie e avventura, Kong: Skull Island compie un balzo temporale di 28 anni, portando all'attenzione dello spettatore le agitazioni studentesche, i tumulti politici e le proteste per il conflitto in Vietnam degli anni '70.


Kong Park: Il mondo perduto

Così, tra una copertina di Life e una hit dei The Hollies (la splendida Long Cool Woman), fanno capolino i protagonisti del film: c'è Bill Randa (John Goodman), agente del Monarch, un ente governativo il cui campo di azione è quello del MonsterVerse. Randa dà la caccia ai MUTO (Massivo Organismo Terrestre Non Identificato, con cui abbiamo già familiarizzato in Godzilla di Gareth Edwards). Il visionario uomo del Monarch riesce ad ottenere l'appoggio del governo per una spedizione "scientifica" dopo che il Landsat 1, pioniere di tutti i satelliti, ha tracciato una mappatura mondiale, rivelando, al di sotto di una violenta perturbazione a Sud del Pacifico, un'isola a forma di teschio che sembra celare al suo interno la presenza di qualcosa di sinistro. Vengono così reclutati geologi e studiosi, oltre al veterano della SAS James Conrad (Tom Hiddleston) e alla fotoreporter Mason Weaver (Brie Larson). Un manipolo di soldati, al cui comando troviamo il tenente colonnello Preston Packard (lo impersona Samuel L. Jackson), accompagnerà il team di ricercatori su Skull Island. La spedizione maschera in realtà un'operazione top secret (di cui molti partecipanti ignorano le motivazioni) volta a stanare Kong, il predatore alpha dell'Isola del Teschio. Il mostruoso primate non tarderà a fare la propria apparizione, decimando gli "invasori" e costringendo i superstiti ad addentrarsi nella giungla inesplorata, in un mondo perduto in cui mito e scienza si incontrano, dando vita ad un ecosistema primordiale in cui l'uomo smarrisce la propria centralità acquisita nel corso dei millenni.

Kong di Tenebra

A Vogt-Roberts va il merito di aver saputo conciliare, con Kong: Skull Island, le vicende storiche del '900 e la fascinazione di una delle icone del Cinema. Dietrologia (i test nucleari del '45 servivano in realtà ad abbattere i MUTO), esotismo e lampi antimilitaristi fungono da pretesto ad una rocambolesca avventura che cita apertamente un cult come Jurassic Park - "Che nessuno si muova" esclama Conrad dinanzi ai mostri dell'isola - sia nel plot (c'è una spedizione che si avventura in un luogo primordiale infestato da predatori giganti come ne Il Mondo Perduto di Spielberg) che nella messa in scena. Ma se l'ambientazione primitiva favorisce logicamente il link alla saga nata dalla penna di Michael Chrichton, Kong: Skull Island guarda nella sostanza a war movie come Platoon e Apocalypse Now: la pellicola, scandita efficacemente da hit rock degne di nota (da Bad Moon Rising dei Creedence Clearwater Revival a Ziggy Stardust di David Bowie) prima sale sugli elicotteri Black Hawk per sorvolare l'ignoto e poi scivola via su un fiume tropicale a bordo di un battello; nel mezzo, scontri a fuoco e piastrine militari recuperate dai cadaveri (d'altronde è il mese di Logan - The Wolverine). Impossibile, quindi, non ravvisare l'omaggio al capolavoro bellico di Francis Ford Coppola da parte del reboot di King Kong, popcorn movie girato alla vecchia maniera che ha il merito di prendersi raramente sul serio. Un film corale (mostri e umani che siano) dagli effetti speciali strabilianti e in grado di regalare sequenze thrilling e personaggi secondari non indifferenti (su tutti l'Hank Marlow di John C. Reilly, comic relief del film). E poi c'è Kong, eroe romantico XXL che impressiona sul serio. Perché le dimensioni, checché se ne dica, contano. Almeno al cinema.

Kong: Skull Island Un'operazione folle giocata su due fronti: andare a caccia di un mostro primordiale e partorire un blockbuster che mescola fantasy, guerra e avventura. Sopravvivono alla missione sia il capitano Tom Hiddleston (nel film) che il regista Jordan Vogt-Roberts (nella realtà), autore del rocambolesco ed entusiasmante Kong: Skull Island. Un film a tutto napalm e rock 'n' roll con una star XXL.

7

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