Recensione Klip

Dalla Serbia un film che scandalizza ma non privo di anima

recensione Klip
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Se soltanto pochi anni fa la cinematografia serba aveva scioccato buona parte dei cinefili horror con la violenza estrema di A serbian film, ora una nuova pellicola proveniente da quei lidi è pronta a scandalizzare la critica e il pubblico di mezzo mondo. Presentato venerdì 17 gennaio al Trieste Film Festival, in concorso nella sezione lungometraggi, Klip è il film d'esordio dell'attrice e scrittrice trentenne Maja Milos, autrice anche della sceneggiatura. Un'opera aspra e dura, che non ha mancato di suscitare diverse polemiche per le scene sessuali assai spinte, in più occasioni al limite della pornografia, che vedono impegnata per la prima volta su grande schermo la giovane Isidora Simijonovic , ancora minorenne al tempo delle riprese. Senza accodarci al facile, e forse in questo caso anche giusto (ma questa non è la sede adatta in cui discuterne), bigottismo sociale, Klip ha comunque dei motivi d'interesse.

Sex, Drugs & Rock'n roll

La giovane Jasna (Isidora Simijonovic) vive in famiglia con la madre, la sorella più piccola e il padre, da tempo gravemente malato ai polmoni e in attesa di un'operazione. La ragazza trascorre le sue serate in compagnia delle sue migliori amiche, in discoteche o case di amici dove girano quasi sempre grandi quantità di alcool e droga. Jasna è innamorata di un ragazzo di tre anni più grande, che però non sembra darle molta importanza, e nonostante tra i due vi sia l'inizio di una relazione, lui sembra volerla farla ingelosire a più riprese. Per Jasna, che riprende molto spesso ciò che accade con il suo telefonino, sarà forse l'inizio di un percorso verso la maturità...

Clip

Scomodo, sconcio, volgare. Klip non nasconde la sua essenza più cruda, anzi la spara senza troppe remore in faccia allo spettatore. Ma proprio in questa sua onestà, riesce a fotografare con una lucida analisi il degrado delle nuove generazioni, spesso (ma per fortuna con delle rare eccezioni) incapaci di guardare al futuro e senza limiti sia nell'ambito sessuale che nell'abuso di alcool e/o sostanze stupefacenti. In questo caso la fotografia della gioventù serba assume un carattere universale, e a differenza delle spesso patinate pellicole sulle adolescenti di matrice hollywoodiana, non ha paura di mostrare quello che fa più paura, la verità nuda e pura, priva di abbellimenti di sorta. Certo alcune scene possono provocare anche oltre il mostrabile, con tanto di diverse fellatio mostrate integralmente e senza trucchi tramite la videocamera del telefonino (e da qui il titolo, memore dei tanti filmini "osé" diffusissimi su internet e che vedono impegnati adolescenti di tutto il mondo) ma non si distaccano molto dai tipici sabato sera di una certa gioventù odierna. Di grande impatto la prova di un'intensa e soffertissima Isidora Simijonovic, esordiente senza timore e sempre coinvolta anche nelle scene sessualmente più esplicite, e in grado di irradiare una sensualità prorompente nonostante la giovane età. Ben integrato anche il contesto familiare, grazie a un'ottima caratterizzazione dei personaggi (protagonista in primis), che dona un carattere di ancor maggiore veridicità ad un film senza dubbio provocatorio che però riesce a raccontare con una certa abilità ciò su cui sovente si preferisce sorvolare o far finta di niente: la realtà, niente di più, niente di meno.

Klip Dalla Serbia un film nuovamente pronto a scioccare, ma non privo di una sua forza drammatica, capace di fotografare senza fronzoli e abbellimenti di sorta la condizione dei giovani d'oggi. Droga, sesso, alcool, ma anche un disperato bisogno di amore ben rappresentato dall'intensa protagonista Isidora Simijonovic, ancora minorenne ai tempi delle riprese.

6.5

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