Recensione Keeper of Darkness

Nick Cheung è un esorcista investigatore dell'occulto che si trova ad affrontare un potente spirito bramoso di vendetta in Keeper of darkness, seconda regia dell'attore hongkonghese.

recensione Keeper of Darkness
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Fatt è in grado, fin da bambino, di poter comunicare con gli spiriti. Proprio grazie a questo raro dono l'uomo è diventato uno dei più famosi esorcisti sulla piazza, pur se restio a farsi pubblicità gratuita: il suo scopo infatti è quello di aiutare le anime dannate per liberarle dai tormenti che le impediscono di raggiungere la pace. Un giorno viene contattato dalla reporter Fong Zi-ling, determinata a dimostrare l'esistenza dei fantasmi andando però incontro a diversi imprevisti nella sua ricerca. Le cose si complicano ulteriormente con l'arrivo di un potente spirito, morto in tragiche circostanze molti anni prima e ora in cerca di vendetta. Fatt, che può anche contare sull'aiuto di una ragazza fantasma domiciliata in casa sua e con la quale è amico sin dall'infanzia, dovrà scavare nel passato per mettere fine a una minaccia che rischia di coinvolgere anche il mondo dei vivi.

I vivi e i morti

Non vi è dubbio che Nick Cheung sia un grande patito delle ghost story, visto che le sue due prime opere da regista hanno entrambe cavalcato questo copioso sottofilone mai in crisi nel mercato orientale. A soltanto un anno di distanza da Hungry Ghost Ritual (2014), "l'hongkonghese dagli occhi di ghiaccio" torna dietro la macchina da presa per raccontarci una storia (ideata da egli stesso e poi sceneggiata da Sin Ling Yeung) che, visto l'ottimo successo al botteghino nazionale e l'epilogo ben più che aperto, potrebbe essere soltanto la prima di un'ipotetica serie. In effetti gli ingredienti vi sono tutti e Keeper of darkness appare in più passaggi come una sorta di vero e proprio pilot di una narrazione più ampia, con l'introduzione delle classiche spalle del protagonista e ad un mondo dell'oltretomba qui ancora poco approfondito ma comunque dotato di spunti potenzialmente interessanti. Il problema generale dell'operazione risiede però in una messa in scena fin troppo commerciale che strizza l'occhio al grande pubblico con toni leggeri spesso tendenti alla commedia, includendo inoltre una love-story umano-spiritica che stona non poco con le iniziali atmosfere tendenti ad un tono più dark. La suspense è così ampiamente ridotta in favore di un piacevole dark-humour che pur acquisendo forza nelle riuscite caratterizzazioni non trova sempre la giusta sintonia con i momenti più cupi e vagamente action-thriller, penalizzando in parte anche la discreta gestione degli effetti speciali. Le stesse scene madri sono risolte troppo sbrigativamente e solo il carisma dello stesso Cheung nei panni dell'investigatore esorcista placa le falle di una narrazione sin troppo indecisa.

Keeper of Darkness Letteralmente traducibile come il custode delle tenebre, Keeper of darkness non rispetta appieno le aspettative di un titolo così dark. Il secondo film da regista di Nick Cheung (interprete del protagonista Fatt) infatti non sublima le potenzialità di una storia dai bivi oscuri preferendo ibridarvi toni più leggeri, "inusuale" love story inclusa. La tensione e gli spaventi sono così all'acqua di rose e l'atmosfera generale, pur non priva di soluzioni originali, risente della mancanza di una netta presa di posizione sul genere da seguire; la visione, seppur innocua, rimane comunque piacevole, lasciando più che aperte le porte ad un probabile sequel.

6

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