Venezia 2012

Recensione Izmena

Segreti e tradimenti nel nuovo film di Serebrennikov

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Regista di origini russe responsabile, tra l’altro, di uno dei segmenti inclusi nel collettivo Korotkoe zamykanie, del 2009, Kirill Serebrennikov torna dietro la macchina da presa con un’operazione internazionalmente conosciuta come Betrayal e che, come il titolo lascia intuire, si concentra sulla tematica del tradimento, non poco sfruttata dall’universo delle immagini in movimento.
Operazione il cui soggetto nasce in parte dalla sua esperienza personale, in parte da
una storia di cronaca accaduta negli Stati Uniti negli anni Novanta, dove, in una piccola cittadina, due persone avevano ucciso i loro coniugi che li avevano traditi ed erano riuscite a nasconderlo per molto tempo.
Un soggetto di cui spiega: “Quando ho incontrato la mia co-sceneggiatrice Natalia Nazarova abbiamo molto congetturato su questo - cosa potrebbe fare quell’uomo, come potrebbe essere quella donna. La sceneggiatura ha subito modifiche considerevoli durante le riprese: a un certo punto ho voluto dare a quelle persone meno segni di riconoscimento possibili, meno qualità concrete; volevo che la storia si svolgesse soprattutto nello spazio interiore, nello spazio del tradimento vero e proprio. Tutti gli eventi del film, o quasi tutti - gli incidenti, gli uragani - sono eventi di natura interiore. Izmena è più una storia metafisica che d'amore. Perché l'amore è una cosa melodrammatica, ed era la cosa che volevo di meno. Abbiamo cercato insieme alla protagonista, Franziska Petri, la natura irrazionale delle azioni femminili. Ne abbiamo parlato quasi senza fine, e lei si è mossa impavida in quella - oscura - direzione”.

Mariti, mogli e... amanti

Quindi, si comincia immediatamente con una dottoressa che, mentre si accinge a effettuare un elettrocardiogramma ad un paziente, gli rivela che il marito la tradisce con sua moglie.
Da qui, si passa alle prove, dalla loro panchina alla loro camera d’albergo dove consumano il tradimento; fino al momento in cui i due fedifraghi muoiono tragicamente cadendo dal balcone.

Un incidente che, ovviamente, portano le indagini a sospettare dei due protagonisti, ovvero una coppia di persone cui, al posto del cuore, si è spalancato un vuoto incolmabile, e che si ritrovano, di conseguenza, a essere complici e partner.
Complici e partner la cui perdita comune li lega l’uno all’altra più forte della passione, sperando di ottenere, in cambio del loro amore scomparso, qualcosa che non sia soltanto il misto di gelo e imbarazzo reciproco.
Continuando a impegnarsi a condurre, a distanza di anni e nonostante le circostanze, la loro storia tormentata e interminabile verso una qualche conclusione.

Dalla Russia con umore

E, dalla già citata Franziska Petri ad Arturs Skrastins, passando per Dejan Lilic e Albina Dzhanabayeva, è un cast decisamente in forma a sostenere l’oltre ora e cinquanta di visione che, nonostante il tema trattato, non mostra nulla di particolarmente esplicito durante le sequenze di sesso, se non qualche corpo nudo.
Cast i cui personaggi, a loro modo, risultano tutti un po’ folli, finendo per enfatizzare ancora di più il generale clima grottesco già fornito dalla sottile venatura di altamente cinico umorismo destinata ad attraversare le diverse situazioni raccontate.

Mentre i lenti ritmi di narrazione scandiscono un insieme che, inizialmente vicino a un certo cinema francese del passato, individua una certa originalità nel suo modo di svilupparsi.
Man mano che l’autore si mostra sempre più spietato con i protagonisti e il mosaico bizzarro dei loro rapporti non si compone, l’attrazione reciproca non riesce a replicare l’amore dei partner-traditori e, quella che prende forma, altro non è che una storia di solitudine reciproca.
Con un epilogo più volte rimandato, fino alla conclusione di una vicenda che, in fin dei conti, non presenta nulla di eccezionale, pur meritando una visione.

Izmena “Ho deciso di realizzare un 'film catastrofico' sulle relazioni uomo-donna ed è l’infedeltà coniugale a fungere da forza motrice della mia storia. E’ un film di emozioni e pensieri nascosti, un film su ciò che forse non ha nemmeno un nome nel linguaggio umano. Abbiamo escluso molte cose dal film: la città in cui vivono i protagonisti, i loro amici, i loro nemici. C’è soltanto l’aria del tradimento, lo spazio del tradimento, la carne del tradimento. Ogni dettaglio sottolinea lo stesso tema - l'ardente desiderio dei protagonisti di non rimanere da soli e il loro desiderio istintivo di amare qualcuno”. Sarebbe sufficiente questa dichiarazione del cineasta russo Kirill Serebrennikov per sintetizzare un giudizio sulla sua ultima fatica, efficacemente venata di cinico umorismo e caratterizzata da una struttura narrativa tutt’altro che classica. Una storia di infedeltà coniugale con morti che coinvolge nello spingere alla curiosità verso il più volte rimandato epilogo... pur rimanendo senza infamia e senza lode.

6

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