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Recensione Italy in a Day - Un giorno da Italiani

Sulle orme di Ridley Scott, Gabriele Salvatores ci racconta una giornata tutta italiana

recensione Italy in a Day - Un giorno da Italiani
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

“Italia 2.0. Non credo nella democrazia diretta. Non credo neanche che il pubblico abbia sempre ragione. E non penso che basti avere una chitarra per essere un musicista. Per questo ho trovato molto emozionante, istruttivo e interessante questo esperimento, realizzabile solo oggi con i media di cui disponiamo. Sono stato quello a cui migliaia di persone affidavano il loro message in a bottle. Ci voleva rispetto, attenzione. Ma anche la coscienza del proprio ruolo. Raccontare la tua storia, anche se con le parole degli altri. Oggi, sommersi da qualsiasi tipo di immagine, non è forse il montaggio, quindi il racconto, la vera anima di un film?”
Queste le parole dell'italianissimo Gabriele Salvatores, Premio Oscar nel 1992 per Mediterraneo e promotore di Italy in a Day, curioso e interessante social movie prodotto e realizzato seguendo la ricetta del “format” inaugurato dai celebri fratelli Ridley e Tony Scott con Life in a Day nel 2011 e che ha, in seguito, generato diversi epigoni, tra cui Britain in a Day e Christmas in a Day. L'idea è semplice quanto geniale: al giorno d'oggi chiunque ha a disposizione, se non una videocamera professionale, quantomeno una fotocamera o un cellulare in grado di girare video; ecco dunque che tutti i partecipanti al progetto realizzano, nel corso di una giornata prestabilita (nel caso del film di Salvatores, il tutto è avvenuto il 26 ottobre 2013), un filmato di lunghezza variabile nel quale raccontano uno spaccato di vita italiana, più o meno personale.

Un giorno da italiani

L'iniziativa, spinta non solo tramite i social network ma anche tramite i media tradizionali (tra cui la TV di Stato) ha avuto un responso entusiastico e, all'attenzione del regista partenopeo e del suo staff, sono infine giunti quasi 45mila video, attentamente visionati, selezionati e montati ad arte secondo un filo logico e temporale ben specifico da Massimo Fiocchi e Chiara Griziotti. In Italy in a Day ritroviamo quindi “di tutto e di più”: nottambuli e mattinieri, lavoratori indefessi e specialisti del pisolino, disillusi e innamorati, genitori e figli, grandi e piccoli, per raccontare le mille e mille facce di quest'Italia moderna e poliedrica che si allarga ben oltre i confini patrii. Alcuni video sono divertenti, altri tristi o malinconici, altri ancora, oltre (o invece che) rispondere alle domande suggerite da Salvatores, suggeriscono altri quesiti di interesse pubblico. E, dall'astronauta al pescatore, ognuno dice la sua e acquista un posto e un peso specifico nel film, che non necessariamente rispecchia quello che occupa nella società. E anche questo è il bello.

Italy in a Day - Un giorno da Italiani Certo, non tutto è interessante allo stesso modo e, dopo un po', il collage comincia a stancare, ma Italy in a Day, tramite il filtro di Salvatores, ci mostra uno spaccato di Belpaese spesso inedito o sottovalutato, tra modernità e tradizione ma rifuggendo, per quanto possibile, i luoghi comuni. Il film sarà in proiezione questa sera in diversi cinema italiani (trovate l'elenco su http://www.italyinaday.rai.it) e, a seguire, il 27 settembre 2014 sarà trasmesso in prima serata da Rai Tre come evento speciale.

6.5

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