Venezia 72

Recensione Italian Gangsters

Renato De Maria racconta la vita di alcuni 'banditi' le cui criminose gesta tra Milano, Bologna, Torino, diventeranno a loro modo leggenda in un documentario originale e appassionante.

recensione Italian Gangsters
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Il primo dopoguerra ha rappresentato un periodo di grande trasformazione per il nostro Paese, ancora fortemente rurale eppure votato a una certa industrializzazione, che porterà grandi risultati ma anche una forte distinzione tra le classi sociali. I giovani figli degli operai, che hanno vissuto la guerra e tutto quello che ne consegue, ora vivono nel mito dei film americani, della bella vita, e intanto si ritrovano a lavorare in fabbrica, subendo un forte scollamento tra aspirazioni personali e vita reale; in questo contesto, un paio di decenni prima degli anni di piombo, cominciano a muoversi al Nord alcuni "banditi" le cui criminose gesta tra Milano, Bologna, Torino, diventeranno a loro modo leggenda. Italian Gangsters racconta la vita dei sei più noti e chiacchierati: Ezio Barbieri, Paolo "Il Dillinger bolognese" Casaroli, Pietro Cavallero, Luciano De Maria, Horst Fantazzini e Luciano "Il solista del mitra" Lutring.

Ho preso dove ho voluto, dove c'era da prendere.

Renato De Maria aveva già esplorato la vita di personaggi controversi e che avevano deciso di vivere solo secondo le proprie regole nel 2009 con La prima linea, liberamente ispirato alla biografia del terrorista Sergio Segio. Con Segio, i protagonisti di Italian Gangsters condividono alcuni ideali (soprattutto politici) ma si tratta, in realtà, di personaggi diversi per intenti e periodo storico: e De Maria -di nuovo alla Mostra dopo La vita oscena- tende a sottolineare proprio come, nonostante i vari Fantazzini, Cavallero etc. da ragazzi volessero sovvertire il Sistema e fare la rivoluzione, ma si sono in realtà lasciati prendere la mano e dati al crimine più spicciolo e fine a se stesso. Se già l'idea di recuperare in excursus queste figure negative eppure assai interessanti è meritevole di attenzione, ancor più intelligente è la tecnica di incastro delle testimonianze escogitata per questo particolare documentario. I sei protagonisti sono in scena tramite l'interpretazione di altrettanti, bravi, attori, che recitano in monologo le vere parole dei banditi, rilasciate nelle loro autobiografie o in interviste di giornalisti importanti; nel frattempo, sullo schermo girano anche spezzoni tratti dai Super 8 dell'archivio storico Home Movies e/o clip da film su di loro o a loro ispirati, di noti registi esponenti del genere crime e poliziottesco all'italiana, come Fernando Di Leo, grazie alla collaborazione con RaroVideo.

Italian Gangsters Interessante e piuttosto originale nel suo alternarsi di ottimi e accattivanti monologhi, filmati d'epoca e spezzoni di film ispirati alla vita dei più noti "Italian Gangsters", il nuovo film di Renato De Maria a suo modo appassiona e fa (ri)scoprire l'universo degli autodistruttivi banditi del dopoguerra italiano. Dispersivo in alcuni passaggi, il film è comunque impreziosito da un ottimo lavoro di ricerca e da interpretazioni di spessore da parte dei sei attori protagonisti: Francesco Sferrazza Papa, Sergio Romano, Aldo Ottobrino, Paolo Mazzarelli, Andrea Di Casa e Luca Micheletti.

7

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