Recensione Iron Sky - Second Opinion

Nazisti dal lato oscuro della Luna?! E fu subito cult

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

L'ucronia ha, da sempre, fornito i “what if?” più interessanti della storia della della fiction. “Cosa sarebbe successo se” ...Alessandro Magno non fosse morto giovane? Se Pietro non avesse fondato la Chiesa Cattolica? Se la rivoluzione francese non avesse avuto luogo? Dopotutto, sarebbe bastato davvero poco, a volte, per cambiare il destino di tutta l'umanità. Uno degli scenari più amati e sfruttati è quello della Seconda Guerra Mondiale, specialmente per quanto riguarda il fondamentale coinvolgimento nazista nella Guerra. Se Hitler non fosse mai nato, cosa sarebbe successo? O, ancora, se come ne La svastica sul sole di Philip K Dick, l'Asse avesse vinto la guerra? Il giovane regista finlandese Timo Vuorensola ha immaginato, invece, una linea narrativa decisamente fantastica secondo la quale un'agguerrita cellula nazista, prima della disfatta totale, riparò nientemeno che sulla faccia oscura della Luna, in attesa di riorganizzare le fila e prepararsi alla rivincita. Da questo incipit potevano svilupparsi infinite linee narrative: quella scelta da Vuorensola è quella (gustosa) della commedia satirica sci-fi.

Saranno nazi vostri

Quando una nuova missione lunare viene commissionata, dopo più di quarant'anni dall'ultima, dalla spregiudicata Presidentessa degli Stati Uniti (Stephanie Paul), in cerca di imprese memorabili sulle quali fondare la campagna elettorale per le rielezioni, nessuno poteva immaginare che, sul lato oscuro della Luna, profughi nazisti avevano, oramai da una settantina d'anni, instaurato una piccola ma efficiente colonia, brulicante di ideali ariani, in attesa unicamente dell'occasione adatta per ripartire alla volta della Terra. James Washington (Christopher Kirby), unico astronauta sopravvissuto della missione, viene fatto prigioniero dagli uomini di Klaus Adler (Götz Otto), spietato e ambizioso gerarca nazista desideroso di divenire il nuovo Führer. Grazie alla moderna tecnologia terrestre (nello specifico: uno smartphone!) lo scienziato Doktor Richter (Tilo Prückner) potrebbe essere in grado da portare avanti un attacco su larga scala al pianeta madre, forse anche conquistandolo. Viene così deciso di inviare un manipolo di uomini sulla Terra in ricerca e avanscoperta, capeggiato proprio da Adler, comprendenti lo stesso Washington e la bella e ingenua maestra Renate (Julia Dietze). Inutile dire che i fraintendimenti saranno all'ordine del giorno, e i risultati finali della missione sorprendenti...

What if?

L'opera prima (a livello internazionale: in patria era già noto per i suoi exploit con due film della serie Star Wreck) di Timo Vuorensola, presentata in anteprima allo scorso Festival di Berlino (qui trovate la nostra recensione dell'epoca) arriva infine a sorpresa sugli schermi italiani, importata dalla coraggiosa (lungimirante?) Moviemax, che ormai da tempo ci propone curiose proposte di genere lontane dall'ottica hollywodiana, ma non per questo meno divertenti o interessanti. E questo è proprio il caso di Iron Sky, film dai molti volti e che, per quanto non sia certamente un film perfetto, è sicuramente più meritevole di molte altre proposte -magari più blasonate- dell'ultimo periodo.
La vicenda è assolutamente sopra le righe, insensata se vogliamo, e con qualche buco di sceneggiatura qua e là: ma questo non impedisce ad alcune pellicole di diventare veri e propri cult, e questo caso ha tutte le carte in regola per diventarlo.
Sicuramente il film vince a mani basse sul piano dell'estetica, ricercata e, per certi versi, irresistibile. Accattivanti sono, difatti, i vari richiami post moderni dei personaggi e delle location “terrestri”, ma ancor migliori sono il design di scenografie e mezzi nazisti, “evoluti” nell'arco di settant'anni di isolamento secondo una logica dieselpunk funzionale e realistica, e quantomai iconica.
Già il guilty pleasure di un'idea così apparentemente trash varrebbe il prezzo del biglietto: calcolando poi che il casting è perfetto nel suo essere appositamente stereotipato (e gli esempi si sprecano) sia fisicamente che caratterialmente, e che il tutto è contornato da una forte dose di ironia e da una decisamente poco velata satira politica, non si può non apprezzare il lavoro di Vuorensola, impreziosito inoltre da una realizzazione tecnica di tutto rispetto, per essere inoltre un prodotto finanziato in maniera indipendente in un paese decisamente fuori dalle logiche degli alti budget della sci-fi moderna.
Altra piccola nota di merito va alla colonna sonora, accuratamente selezionata per sottolineare i vari momenti topici dell'opera: si spazia da pezzi classici ad inni nazionali, in gran parte reinterpretati dai mitici Laibach.

Iron Sky Lontano dalle logiche e dai clamori hollywodiani, arriva il divertente e sfrontato Iron Sky, che sfrutta le convenzioni esistenti nella commedia fantascientifica per abbatterle a suon di palesi citazioni di pellicole storiche, riferimenti politici più che mai attuali e stereotipi perfettamente architettati. Qua e là qualcosa non torna, ma l'intrattenimento è garantito. Una raccomandazione: gustatevi i titoli di coda, per avere un assaggio di come trasformare efficacemente una commedia da ridere in un'opera incredibilmente drammatica in pochi secondi...e per non perdervi l'immancabile cliffhanger per il seguito!

6.5

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