Roma 2015

Recensione Iqbal - Bambini senza paura

Iqbal: Bambini senza paura è un film che traspone e alleggerisce in chiave animata la cruda realtà dello schiavismo e dello sfruttamento minorile. Un'opera che bilancia la delicatezza del tratto grafico con il coraggio della storia reale cui s'ispira.

recensione Iqbal - Bambini senza paura
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Iqbal Masih è un bambino pakistano e, nel 1995, quando muore, ha solo dodici anni. Il suo nome però passerà ai posteri, divenuto il piccolo Iqbal simbolo dell'attivismo contro il cappio dello sfruttamento del lavoro minorile. La sua infatti è la storia terribile ma anche piena di coraggio di un bambino che iniziò a lavorare a soli quattro anni, venduto poi come schiavo per pagare i debiti della sua famiglia e costretto a lavorare oltre dieci ore al giorno pur di fare salva la pelle, ma che infine si ribellò alla sua schiavitù scappando dal suo ‘carceriere'. Poco dopo morì per colpa di uno sparo partito non si sa bene da chi o come, ma la sua storia divenne una dimostrazione di coraggio e un monito per il mondo, affinché queste orribili vicende di oppressione e tratta dei minori possano essere definitivamente debellate. Da questa storia vera nasce l'ispirazione per Iqbal: Bambini senza paura, un film d'animazione italo-francese realizzato con una tecnica mista di animazione 3D su scenografie disegnate. La storia, rivisitata, è quella del piccolo Iqbal, bravissimo nell'annodare tappeti, talmente bravo da esser in grado di realizzare perfino il pregiatissimo e richiestissimo tappeto Bangapur. Causa la malattia del fratello e l'impossibilità di pagare le medicine, Iqbal partirà alla volta della città convinto di vendere la sua fedele capretta per ricavarne il denaro necessario per i farmaci. Ma sulla sua strada s'imbatterà nel furfante Hakeem, che facendogli credere di aiutarlo lo venderà invece al suo compare Guzman, un uomo senza scrupoli che insieme alla moglie ha messo su un traffico illecito di bambini, comprati come schiavi e poi messi a lavorare senza sosta alla fabbricazione dei tappeti. Deciso a ribellarsi a quella vita, Iqbal diventerà il motore di una rivoluzione destinata a fare scuola.

Crude realtà e linguaggio animato

Su disegni semplici e una trama lineare Michel Fuzellier e Babak Payami ripercorrono in chiave animata la storia di Iqbal, bambino sveglio e dall'animo ribelle in grado di creare una breccia nell'orrido sistema di schiavismo minorile che si muove sottobanco nelle società più arretrate. E un'animazione dai tratti semplici e lineari dà vita a un film altrettanto semplice e lineare, con il grande valore aggiunto di far luce su una zona d'ombra molto ampia all'interno dello stato dei diritti umani. Una storia dove la semplicità del tratto grafico sottende poi la complessità di un orrore umano diffuso, tentacolare, dove gli stessi organi preposti alla ‘vigilanza' sono invece parte integrante del sistema di sfruttamento e corruzione. Coprodotto tra Francia e Italia, si tratta di un lavoro d'animazione che risente della cifra stilistica dei prodotti animati d'oltralpe,ma che resta tutto sommato legato all'universalità di un tratto grafico infantile, rotondo, capace di essere facilmente decodificato e apprezzato da un pubblico di spettatori anche giovanissimi. Una piccola fiaba che incarna il valore della giustizia e combatte il germe dello sfruttamento facendo leva sulla straordinaria fonte d'ispirazione di un piccolo eroe dagli occhi grandi e dallo sguardo fiero, di nome Iqbal. Un prodotto accattivante ma soprattutto necessario per portare all'attenzione delle persone (grandi come piccine) l'immagine valorosa di un modo ‘giusto', leale e coraggioso di stare al mondo. Una piccola grande storia (che fa il paio con Malala, un altro interessante prodotto ugualmente ambientato in Pakistan e similmente ispirato a una storia di ‘eroismo precoce') che possono valere da punto di riferimento positivi, ‘merce' sempre più rara agli occhi e nei cuori delle generazioni contemporanee.

Iqbal: Bambini senza paura Coprodotto tra Francia e Italia arriva nei cinema Iqbal: Bambini senza paura, ispirato alla storia vera di un piccolo e valoroso eroe contemporaneo, un bambino di nome Iqbal ribellatosi allo stato di sfruttamento minorile che gli era stato imposto. Una storia graficamente e concettualmente semplice con il grande pregio di affrontare con slancio creativo argomenti complessi, controversi e sempre assai difficili da raccontare.

7

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