Recensione Intruders

Tra Spagna e Inghilterra, un nuovo essere è pronto a invadere i nostri incubi...

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Dopo aver diretto un sequel, per molti superiori all'originale, come 28 Settimane dopo, ed esser giunto all'onore delle cronache cinefile dopo una carriera comunque segnata da lavori interessanti come Intacto, il regista spagnolo Juan Carlos Fresnadillo, fresco di abbandono del prossimo remake de Il corvo,  torna dietro la macchina da presa per Intruders, un horror / thriller ambientato tra la Spagna e l'Inghilterra con protagonista un cast internazionale di volti noti come Clive Owen (Closer), Carice van Houten (Game of Thrones), Daniel Bruhl (Eva), Pilar López de Ayala (Le 13 rose) e la stellina nascente Ella Purnell (Non lasciarmi).

L'uomo nero

Su una sceneggiatura, scritta a quattro mani dai connazionali Nicolás Casariego e Jaime Marques, Fresnadillo tesse le vicende del suo film. O sarebbe meglio dire, dei suoi film.

Infatti, sino a pochi minuti dalla fine dove un cliffhanger discretamente originale collega le due storie, la narrazione segue due ambientazioni distinte l'una dall'altra, messe in comunione soltanto dalla presenza dell'inquietante essere senza volto che perseguita due bambini, una inglese (la Purnell), figlia della coppia Owen - van Houten, l'altro spagnolo che può contare soltanto sull'appoggio della madre e di un giovane prete. Il problema per due terzi della pellicola è una totale mancanza di coerenza, sia a livello di trama, che di stile registico, che spezza nettamente l'opera in due tronconi separati, riuniti soltanto dal sopraccitato colpo di scena che, nonostante alcuni buchi e forzature, potrà ripagare gli spettatori meno smaliziati. Il cineasta spagnolo costruisce un horror che paura non fa, e cerca di concentrarsi invece su una costante tensione interiore, raccontando quel disagio infantile di una sotterranea e inspiegabile paura che veniva incarnata dai bambini con la figura dell'uomo nero, qui sostituita da un demone più "umano", con tanto di lungo mantello e cappuccio. Visivamente alcune scene sono senza dubbio di effetto, come la prima apparizione della creatura nella stanza della bambina o ancora il tour de force finale, ma Intruders è un'opera troppo ingarbugliata per riuscire ad appassionare dall'inizio ai titoli di coda, con tanto di personaggi apparentemente fondamentali che poi si rivelano inutili, come quello del prete di Daniel Bruhl. Clive Owen si impegna, ma è anch'esso vittima di un personaggio latente e inspiegabilmente orfano delle sue memorie passate, e perciò non riesce a infondergli credibilità. Al punto che gli intrusi del titolo vien da chiedersi che non siano proprio gli spettatori.

Intruders Fresnadillo dirige un horror con alcuni buoni spunti e un riuscito cliffhanger verso la fine, ma sin troppo martoriato da una sceneggiatura lacunosa e una regia discontinua. Senza-Faccia, nuova creatura destinata a popolare gli incubi cinefili, almeno nelle intenzioni, è troppo umano e stilizzato per fare davvero paura, e neanche "mascellone" Owen può far nulla di fronte al terrore della noia.

5

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