Insospettabili sospetti, la recensione del film di Zach Braff

In Insospettabili Sospetti tre amici in pensione si ritrovano costretti a escogitare un piano criminale per salvare quel che resta del proprio futuro.

recensione Insospettabili sospetti, la recensione del film di Zach Braff
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Si dice che siano i sentimenti più forti a muovere l'uomo, a spingerlo verso direzioni e decisioni altrimenti impensabili. E guardando Insospettabili Sospetti (Going In Style in originale) è chiaro che questa teoria debba essere in parte vera: è la disperazione, unita alla consapevolezza di non avere più nulla da perdere, a spingere i protagonisti del film diretto da Zach Braff a concepire un piano piuttosto bizzarro, soprattutto per dei pensionati che nella loro vita non hanno mai infranto mezza legge. Willie (Morgan Freeman), Joe (Michael Caine) e Al (Alan Arkin) sono amici da anni, sin da quando lavoravano insieme in fabbrica. Si sostengono in ogni momento di gioia e difficoltà e vivono le proprie giornate praticamente in simbiosi, seguendo una agenda ben stabilita di eventi che spaziano dalle bocce alla colazione nel pessimo bar di sempre. Non hanno molto, ma quel poco gli basta per stare bene e assicurarsi una certa tranquillità: ma quando la banca decide di utilizzare il loro fondo pensione per coprire un'assicurazione aziendale, rischiando di lasciarli senza casa e senza sicurezze, i tre decidono di dare una scossa alle proprie vite e deviare dalla retta via.
Una storia piuttosto banale se la si guarda nel suo complesso, ma che riesce a trovare un suo modo particolare di essere grazie a tre personaggi ironici e altamente umani, per i quali è davvero troppo facile fare il tifo, interpretati da tre attori in grado di portare anche la situazione più semplice a un livello superiore.

Tutto grazie a loro...

La direzione che la trama di Insospettabili Sospetti vuole prendere la si capisce fin da subito, fin dal momento in cui Willie, recatosi in banca per capire come mai la rata del suo mutuo è improvvisamente divenuta così alta, si ritrova vittima di una rapina. Ma fortunatamente la sceneggiatura di Ted Melfi trova un modo ironico e piuttosto brillante, soprattutto grazie ai dialoghi e alle specifiche dei suoi protagonisti, per mandare avanti la storia, rendendo la narrazione piacevole e divertente e incuriosendo, seppur teneramente, lo spettatore. "Sullo schermo ci sono tra i migliori attori di Hollywood e per me è stato un enorme piacere dirigerli", ammette Zach Braff. "Sono sicuro che il pubblico apprezzerà come abbiano bilanciato perfettamente commedia ed azione, senza omettere un filo di romantico e sentimentale che è un'altra parte importante della storia. Adoro questi ragazzi. Chi non li adora? Con la più totale naturalezza ci fanno credere che questi tre amici si conoscano e siano amici da 40 anni, nel bene e nel male, e che siano sempre disposti a difendersi tra loro". E infatti bisogna ringraziare proprio Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin, accompagnati da uno spettacolare e completamente fuori fase Christopher Lloyd, se Insospettabili Sospetti riesce a intrattenere lo spettatore per tutta la sua durata, distraendolo con delle interpretazioni strepitosamente ironiche da ogni banalità e linearità registica.

Perché, complice la consapevolezza di un cast che può reggere da solo un intero film, Zach Braff non si è cimentato in grandi virtuosismi, prediligendo una regia molto basica, impostata per mettere in luce le capacità dei suoi attori senza fronzoli, esagerazioni o stravaganze. Un punto di vista assolutamente condivisibile e rafforzato anche dai cambiamenti di sceneggiatura apportarti rispetto all'originale del 1979 diretto da Martin Brest, dove la storia si concentrava maggiormente sulle conseguenze dell'atto criminale svolto dai tre amici. La versione di Zach Braff e Ted Melfi, invece, è piena di battute e rimandi, che alleggeriscono la trama in superficie, mantenendo però intatto e assolutamente attuale il suo scopo di denuncia di un sistema che non funziona, sia che si tratti di pensioni che di assicurazioni o di banche.

Insospettabili sospetti “Accadono molte cose divertenti, ma il realismo della situazione e la situazione di per sè sono interpretate in modo diretto ed onesto e non si può fare a meno di essere mossi dal punto di vista di questi tre uomini che improvvisamente cercano un modo di sopravvivere”, commenta Zach Braff a proposito di Insospettabili Sospetti e, pur ammettendo i limiti del suo lavoro, non si può non essere d’accordo con lui. Con leggerezza, semplicità e ironia, il film riesce a mettere in luce delle situazioni difficili, apparentemente un po’ assurde, ma completamente integrate nel nostro tempo, soprattutto se ambientate in America, dove le famiglie diventano sempre più complesse e le relazioni parentali più confuse. Ci vuole ingegno e coraggio per andare avanti e cercare di costruirsi (o costruire per i propri cari) un futuro migliore, bisogna saper trasformare la disperazione in qualcosa di propositivo, che ti sproni ad andare avanti. Magari rapinare una banca non sarà l’esempio migliore, ma l’idea di base è ben chiara e comprensibile.

6.5

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