Imperium, la recensione del thriller con Daniel Radcliffe

Daniel Radcliffe è un agente dell'FBI infiltratosi in un gruppo di neo-nazisti in Imperium, teso thriller ispirato a una storia vera.

recensione Imperium, la recensione del thriller con Daniel Radcliffe
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Che la carriera di Daniel Radcliffe abbia subito negli ultimi anni una progressiva, e positiva, evoluzione è sotto gli occhi di tutti i cinefili più attenti: dai ruoli romantici come in What If (2013) a parti più ilari e intelligentemente farsesche come quella del cadavere in Swiss Army Man (2016), l'ex Harry Potter ne ha fatta di strada e il qui oggetto d'analisi Imperium non fa che confermarlo. In questo teso thriller disponibile su Netflix e ispirato ad una storia vera l'attore interpreta Nate Foster, giovane agente dell'FBI specializzato in missioni anti-terrorismo, che viene "reclutato" dalla collega e superiore Angela Zamparo affinché si infiltri in una banda di neo-nazisti sospettata di star progettando un attentato terroristico. Dopo le iniziali titubanze il ragazzo accetta l'incarico finendo invischiato in un mondo e in una realtà a lui allora sconosciute, trovandosi a lottare interiormente tra il senso di giustizia e il legame che comincia a legarlo a coloro che in realtà sta ingannando.

"La parola costruisce ponti verso luoghi inesplorati"

Il tema del poliziotto / agente sotto copertura è uno dei classici del cinema thriller poliziesco, con film che hanno fatto scuola nel nuovo millennio come Infernal Affairs (2002) e l'ivi remake hollywoodiano The Departed (2006); come differenziarsi allora dall'abusato canovaccio di genere e dar vita a qualcosa di originale? La sceneggiatura di Imperium ha avuto relativamente vita facile in questo, dato che è stata partorita (a quattro mani col regista) da Michael German, il vero agente dell'FBI a cui la storia si è ispirata, infiltratosi per diversi anni in un gruppo di neo-nazisti. Il film per ovvi motivi accorcia il periodo temporale, limitandolo ad una manciata di settimane / mesi, ma il succo del racconto non perde in qualità dando vita ad un solido e robusto prodotto di genere che rispecchia a grandi linee il sottobosco politico e sociale in cui si muovono questi "nostalgici" skin-head di estrema destra. La narrazione si rivela equilibrata al punto giusto, sfumando al meglio i caratteri introspettivi del tormentato protagonista (Radcliffe si rivela assai efficace in un ruolo scomodo, e sa mordere con la giusta grinta) e il versante più prettamente di genere, limitando le scorribande di pura violenza (l'unico scontro a mani nude è in realtà "subito" dai neo-nazi in una schermaglia con militanti dell'opposta fazione) e prediligendo una sana intensità tensiva, con il Nostro che in più di un'occasione rischia di essere scoperto. Peccato per qualche imperfezione e sbavatura a livello di script, con alcune figure che finiscono troppo presto (e senza una reale ragione) nel dimenticatoio facendo parzialmente perdere coesione all'intero costrutto, ma le quasi due ore di visione si rivelano ad ogni modo più che godibili.

Imperium Un agente dell'FBI viene inviato sotto copertura in una banda di neo-nazisti in procinto di sferrare un attentato su suolo americano in Imperium, teso thriller tratto da una storia vera che ha per protagonista un convincente Daniel Radcliffe. Film ambizioso che, nonostante qualche sbavatura a livello narrativo, si rivela un gradevole intrattenimento di genere, capace di gestire in maniera equilibrata sia le dosi di suspense che uno scavo psicologico nella mente dell'infiltrato, offrendo nei cento e rotti minuti di visione diversi spunti di riflessione sulla società e la politica contemporanee.

6.5

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