ROMA 2012

Recensione Il volto di un'altra

Pappi Corsicato realizza una originale commedia di denuncia sui moderni mostri della società coeva

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Bella (Laura Chiatti) è la conduttrice di un famoso programma costruito sugli interventi di chirurgia estetica realizzati da suo marito René (Alessandro Preziosi). Il successo di Bella è indiscusso quanto la sua bellezza e la sua fama sembra addirittura offuscare quella dell'illustre marito-chirurgo. Un bel giorno, però, i produttori del programma le danno il ben servito, sostenendo che oramai "la sua faccia ha stancato". Furiosa per essere stata messa da parte, Bella avrà un'accesa discussione col marito, cui seguirà un incidente d'auto, provocato (a insaputa di Bella) da un operaio fognario della clinica di René (dal cui furgone è caduto un sanitario che ha colpito proprio la macchina di Bella). A causa dell'incidente, il volto della donna rimarrà fortemente sfigurato, ponendo seri dubbi anche sul futuro della sua carriera. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, e dalla necessità di ricostruire il proprio volto, Bella e suo marito riusciranno a intravedere anche dei grossi benefici. Una disgrazia che infine apparirà quasi provvidenziale metterà in moto tutto un meccanismo di pubblicità e news sostanzialmente legati all'unica grande domanda che sembra interessare il paese intero: come sarà il nuovo volto di Bella?

Bella o no?

Secondo titolo in corsa per il Marc'Aurelio d'oro 2012, Il volto di un'altra del regista partenopeo Pappi Corsicato è un film che sorprende per l'originalità e la verve narrativa con cui si affronta il tema dell'immagine e del successo ricercati e ottenuti a ogni costo. Attraverso le peripezie di Bella e del marito chirurgo René, circondati da un caleidoscopio di personaggi grotteschi e bizzarri (l'operaio fognario con velleità artistiche e vere doti da ricattatore o la suora che prende ‘bustarelle' e distribuisce lassativi con la medesima, sadica, euforia) Corsicato sostiene che ‘la vita è il coraggio di cambiare', o in questo caso il coraggio di realizzare un'opera d'arte tutto sommato controtendenza che sbeffeggia (fino in fondo e senza pudore) i miseri capisaldi tanto cari alla nostra effimera epoca dell'immagine: la perfezione estetica, il successo, la tv spazzatura e quel fenomeno di turismo sensazionalistico che oramai crea file di camper e roulotte anche dietro alla cronaca più becera. Un vero e proprio circo mediatico (e non solo) che si nutre di poco (spesso di nulla), e che registra, fotografa, pedina ogni fuoco fatuo che giunga indifferentemente dai quotidiani o dalle riviste di gossip in virtù di quel ‘proprio tornaconto' che ognuno insegue noncurante dei ‘cadaveri' sociali macinati lungo la via. Una guerra all'ultimo sangue che Corsicato inquadra bene soprattutto nella subdola e feroce lotta che va in scena tra moglie e marito, entrambi spronati da un arrivismo che sembra non avere alcun limite di sorta. Intorno a loro ruota quel mondo fasullo alimentato da un sensazionalismo mediatico sempre più eccitato di fronte alla possibilità di portare in diretta la disgrazia, la malattia, quando non la morte, e sostenuto dal marketing dell'orrore dove anche la possibilità di un volto sfigurato riesce a far vendere gadget e souvenir. Calamitare il centro dell'attenzione è il sottile fil rouge che lega insieme tutti i personaggi di questa commedia amara, un egocentrismo così esasperato da cancellare ogni segno della natura circostante, da rendere invisibile anche il più bello dei paesaggi (quelli splendidi del Sud Tirolo - Alto Adige) o la notizia di un'imminente e possibile catastrofe (l'asteroide Tony che minaccia di impattare la terra). Un pubblico annoiato e privo di stimoli attende invece che il miracolo chirurgico si compia davanti ai suoi occhi invidiosi; un pubblico così ottuso da non vedere il torbido e da non sentire il fetore della fogna se non dopo esserne stato innaffiato. Un film felicemente insolito nel panorama delle produzioni italiane, che usa al meglio la sua idea originale e i suoi attori (finalmente una Laura Chiatti in una parte che mette in risalto le sue doti- non solo fisiche) con coerenza e senza affidarsi al consueto schema del ‘lancia il sasso e nascondi la mano' tanto caro al cinema di pseudo-denuncia sociale moderno.

Il volto di un'altra Secondo film italiano in concorso al Festival Internazionale del cinema di Roma, Il volto di un’altra di Pappi Corsicato è una commedia di denuncia che sfrutta il trash in maniera raffinata, che è abile nell'llustrare i paradossi sociali con un linguaggio originale e metaforicamente sincero. L’abitudine al trash e l’ossessione per il successo e per l’immagine possono e riescono a creare dei veri e propri mostri umani, che Corsicato dipinge bene, e il suo film (che si nasconde dietro a una facciata ironica) non può far che rabbrividire.

7

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