Recensione Il Vendicatore - Out for A Kill

Steven Seagal è un professore d'archeologia che finisce del mirino di un'organizzazione criminale cinese in Il vendicatore - Out for a kill, straight to video diretto da Michael Oblowitz.

recensione Il Vendicatore - Out for A Kill
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Il professore d'archeologia Robert Burns si trova in Cina in una zona di scavi nei pressi del confine sino-kazako insieme alla sua collega Luo Yi quando scopre che la sua spedizione sta in realtà venendo usata come copertura per un imponente traffico di droga gestito da una potente organizzazione cinese che ha ramificazioni in tutto il mondo. Durante un rocambolesca fuga in auto per fuggire agli uomini dei gangster, Luo Yi rimane uccisa e Burns arrestato in quanto ritenuto complice del criminali. Lasciato libero per ordine della DEA, che intende utilizzarlo come esca per arrivare ai pesci grossi, Burns comincia ad indagare privatamente sui mandanti, attirandosi le ire del potente boss Wong che ne ordina l'uccisione; a fare le spese dell'attentato che intendeva toglierlo di mezzo è soltanto la moglie dell'uomo, il quale ora, con più niente da perdere, si concentrerà soltanto sulla sua personale vendetta.

Da solo contro tutti

Seconda collaborazione tra il regista sudafricano Michael Oblowitz e Steven Seagal, Il vendicatore - Out for a kill è, manco a dirlo, l'ennesimo straight to video interpretato dal maestro di aikido. Per l'occasione e per variare parzialmente l'ambientazione questa volta il nemico è la mafia cinese, incarnata qui da un'associazione globale di potenti boss che, come ovviamente prevedibile, finirà nonostante la superiorità di uomini e mezzi per essere sconfitta da un uomo solo. Dopo una citazione di Sun Tzu, "tutto in guerra si basa sull'inganno", a precedere i titoli di testa, la visione inizia nel peggiore dei modi: se il Nostro è scarsamente credibile nei panni di rispettato archeologo (e neanche il colpo di scena sulla sua identità lo giustifica), gli effetti speciali che plasmano i proiettili nella prima "scena madre action" raggiungono livelli tecnicamente imbarazzanti, anche per una produzione del genere. Con il procedere dei minuti la visione, pur costantemente penalizzata da una sceneggiatura improbabile popolata da personaggi del tutto anonimi, recupera qualche punticino grazie ad una manciata di sequenze action potenzialmente interessanti: Seagal, sostituito in certe occasioni dagli stunt per via di un fisico già (nel 2003) non proprio asciutto, si confronta infatti prima con due monaci buddisti e poi con un barbiere esperto di arti marziali animalesche in coreografie discretamente ispirate e spettacolari. Peccato che tutto il resto sia davvero poca cosa, con un continuo cambio d'ambientazione (dalla Cina a Sofia, da Chinatown a Parigi) che cerca invano di nascondere le copiose deficienze di una sceneggiatura tirata eccessivamente per le lunghe senza reali motivi di narrazione.

Il Vendicatore - Out for A Kill Il combattimento dal barbiere, con l'avversario impegnato in movenze animalesche, rimane il momento più riuscito di un film altrimenti infelice, ripetuta incursione di Seagal nell'universo direct to video. Il vendicatore - Out for a kill non aggiunge nulla al classico canovaccio narrativo che vede costantemente protagonista il corpulento attore da troppi anni a questa parte, con la consueta missione di vendetta qui eccessivamente complicata da una sceneggiatura che pone come villain una fitte rete criminale cinese e sballonzola il Nostro in giro per mezzo mondo senza sapere dove andare a parare.

4.5

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