Recensione Il Re Scorpione

Stasera alle 19.50 su Italia 1 lo spin off de La Mummia con protagonista Dwayne Johnson

recensione Il Re Scorpione
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Nato come uno spin-off ed arrivato ad avere addirittura due sequel (di scarsissima qualità e destinati direttamente all'home video, con un quarto capitolo in dirittura d'arrivo), Il Re Scorpione (in onda domenica 4 maggio alle 19.50 su Italia 1) segna il primo ruolo da protagonista per Dwayne Johnson, ai tempi meglio conosciuto come il nome d'arte di The Rock nella sua carriera da wrestler. Il personaggio del Re Scorpione compare per la prima volta ne La mummia - Il ritorno, secondo capitolo dei "remake" girati da Stephen Sommers che, non a caso, compare in quest'occasione come produttore e co-sceneggiatore. La regia invece è affidata ad un onesto artigiano come Chuck Russell (Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, L'eliminatore) che ha puntato su un cast di comprimari più o meno famosi come Steven Brand (Samurai Girl), il da poco compianto Michael Clarke Duncan (Il miglio verde, Armageddon), Grant Heslov (Argo, Monuments Men) e Bernard Hill (Titanic, Il signore degli anelli). Una piccola curiosità per il pubblico del Belpaese: nei panni della protagonista femminile troviamo Kelly Hu, storica interprete pubblicitaria di Kaori negli spot Philadelphia.

Guerriero, Leggenda, Re

Nel 3000 a.C. il guerriero tiranno Memnone comanda un potente esercito: il suo scopo è quello di formare un immenso regno dove vi sia la pace, ma per farlo non esita a portare avanti sanguinosi massacri e crudeli violenze. I capi delle popolazioni ribelli si rivolgono a tre Accadi, tribù di infallibili assassini, capeggiati dal prode Mathayus, affinché uccidano lo stregone preveggente di Memnone. Ma Mathayus, unico sopravvissuto della pericolosa missione, scopre che il mago è una donna, Cassandra, ed esita, venendo così catturato. Riuscito fortunosamente a scampare a morte certa l'Accade trova un inaspettato aiuto proprio in Cassandra, stanca dei soprusi compiuti da Memnone.Un b-movie che cerca di recuperare il sapore ingenuo e caciarone dei peplum d'un tempo, con un occhio di riguardo per le produzioni italiane, che trova proprio nella sua innocenza il maggior pregio ma anche il peggior difetto. Il re Scorpione infatti, pur nei suoi vistosissimi limiti, è un'operazione talmente leggera che riesce a divertire in più occasioni, finendo al contempo per apparire come una produzione priva della decisiva convinzione. Puntata fortemente su un'ironia "politically correct", con un occhio di riguardo per il pubblico di famiglie con bambini (la violenza è infatti pressoché assente), il film mantiene gli stessi toni dell'attigua trilogia de La mummia, mostrando però quella mancanza d'inventiva che appartenteva in particolare al primo capitolo diretto da Sommers. Un'epica ridareccia che punta al lato più veniale in un racconto dal sapore fantasy reso affascinante dall'ambientazione sabbiosa del deserto e dalle discrete scenografie, non sempre accompagnate da effetti speciali all'altezza. L'azione, che punta tutto o quasi sull'erculeo fisico di un divertito Dwayne Johnson, la fa da padrone nei quasi 90 minuti di durata, con alcune sequenze ben realizzate e altre che sembrano per lo più improvvisate, non inficiando comunque l'effervescente ritmo della narrazione.

Il Re Scorpione Il re scorpione, a differenza dei successivi prequel / sequel, è un b-movie godibile che diverte pur senza regalare troppe sorprese. In una narrazione obiettivamente banale e in un comparto tecnico altalenante, il divertimento scaturisce soprattutto dalle battute/ammiccamenti di un azzeccato Dwayne Johnson e da una componente action che, pur non priva di evidenti sbavature, svolge il suo compito senza infamia e senza lode.

6

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