Recensione Il Ragazzo Della Porta Accanto

Jennifer Lopez e Ryan Guzman protagonisti di un torbido thriller sul tema dello stalking diretto da Rob Cohen e prodotto da Jason Blum: una pellicola in divenire divisa tra più anime.

recensione Il Ragazzo Della Porta Accanto
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Per la bella Claire, professoressa di letteratura in un liceo americano, si prospetta un periodo difficile dopo la separazione dal marito Garrett: a sostenerla, l'affetto del figlio adolescente Kevin e l'amicizia della collega vicepreside Vicky. La vita della donna viene ulteriormente scossa dall'arrivo nel vicinato del giovane e aitante Noah, nemmeno ventenne, trasferitosi nel quartiere per badare a un anziano parente dopo la morte dei genitori. Il ragazzo della porta accanto, come si suol dire: faccia pulita, fisico curato ma non eccessivo, ben educato, istruito... e che fa subito amicizia con Kevin, intrattenendosi in amabili conversazioni sull'Iliade con l'affascinante mamma e instaurando così una sincera amicizia con la famiglia. Sincera amicizia che però si trasforma presto in attrazione fisica prima e -una volta che Claire, in un attimo di debolezza, cede alle avance di Noah- in morbosa gelosia. Di lì le cose iniziano a precipitare e Claire e tutti i suoi affetti più vicini vengono messi in pericolo dalle macchinazioni di Noah...

Provaci ancora Jennifer

J Lo, nella sua vasta filmografia, ha fatto centro decisamente poche volte: e anche nel caso de Il ragazzo della porta accanto non possiamo certo dire che il suo exploit verrà ricordato nella storia della cinematografia. Peccato, tutto sommato, perché il cast, sebbene presenti l'unico nome di spicco nella persona della showgirl di origini portoricane, è in parte e Ryan Guzman (il cui unico vero barlume di notorietà è rappresentato finora da due episodi della saga di Step Up) convince nel bipolare ruolo del "good boy gone bad". E peccato anche perché il film è un prodotto di Jason Bloom (attuale Re Mida dell'horror/thriller e produttore anche di interessanti pellicole come Whiplash) con al timone Rob Cohen, che certamente non è il regista di punta della Hollywood attuale e negli anni duemila non ha (quasi) mai sfondato, ma è pur sempre colui che ha iniziato la miliardaria saga di Fast & Furious e diretto cult anni '90 come Dragon - La storia di Bruce Lee e Dragonheart. Il film però non riesce a convincere per una certa mancanza di identità, presentandosi come un thriller dal taglio classico ma indulgendo troppo, nella prima parte, sulle scene di sesso (solo relativamente "soft") e regalandosi un finale quasi da horror, relegando la drammatica e attualissima tematica dello stalking alla parte centrale, ma con risultati abbastanza banali e risvolti anche risibili. Non mancano, difatti, incongruenze o scene e dialoghi involontariamente buffi che, inevitabilmente, cozzano con la serietà dello script. E il tutto stranisce ancora di più se si pensa che il copione è stato scritto da una donna: ci si aspettava un'attenzione diversa, insomma, alla problematica e ai sentimenti delle donne vittime di molestie.

Il Ragazzo Della Porta Accanto La mano di Rob Cohen si vede ben poco durante i 90 minuti scarsi di durata de Il ragazzo della porta accanto, thriller dedicato al triste dramma dello stalking narrato con piglio forse troppo passionale all'inizio e troppo da pellicola dell'orrore nella parte finale. L'importante tematica (e le sue morbose implicazioni) alla base della sceneggiatura rimane spesso sullo sfondo, esplorata solo in parte e in maniera banale nella parte centrale della pellicola, lasciando lo spettatore con un certo vuoto che certamente non può essere colmato solo dall'avvenenza di Guzman (che pur restituisce una buona prova) e dall'espressione eternamente corrucciata di una sempre piacente Jennifer Lopez.

5

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