Recensione Il Luogo delle ombre

Dalle nebbie dell'impietoso oblio riservato ai flop produttivi ecco riemergere Odd Thomas, appassionante urban fantasy tratto dai romanzi di Dean Koontz e diretto dallo specialista in mostri Stephen Sommers.

recensione Il Luogo delle ombre
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Dalle parti del deserto del Mojave emerge una cittadina relativamente tranquilla, Pico Mundo. Qui vive Odd Thomas: un ragazzo come tanti, non fosse per il nome, per l'appunto, "strambo" e per l'innata abilità di vedere e comunicare con gli spiriti che vagano per le vie del paese. A volte si tratta di fantasmi amichevoli; altre, invece, si tratta di anime in pena in attesa di riscatto, che chiedono aiuto al giovane per potersi finalmente affrancare da quel che le tiene prigioniere. Sentendosi in qualche modo obbligato ad aiutarli, Odd fa tutto quel che può per svelare i misteri dietro le morti dei suoi ectoplasmici conoscenti, mantenendo, per il resto, un basso profilo: lavora come cuoco alla tavola calda locale e il suo tempo libero è tutto per la bella fidanzata Stormy. Ma un brutto giorno arriva in città un enorme nugolo di Bodach, esseri malefici attirati dai disastri e dalle tragedie. Un così grande numero di demoni può essere solo indice che qualcosa di terribile sta per accadere, e quindi il nostro, insieme all'amico detective Wyatt Porter, inizia a indagare su un caso molto più grande di lui...

I may see dead people. But by God, I do something about it.

Ci sono film che nascono con ottimi auspici ma, nonostante l'impegno e la dedizione da parte di chi ci lavora su, si rivelano disastri produttivi, nonostante il buon risultato finale. Ne è un perfetto esempio questo Odd Thomas (Il luogo delle ombre, in versione nostrana, per seguire il titolo italiano del libro da cui è tratto): annunciato nel 2010 e girato (con non poche difficoltà) nel 2011, il progetto si è arenato per controversie e dispute legali legate alla produzione per quasi due anni, a montaggio ormai completato. I diritti del film, infine, sono stati sbloccati per l'home video e una (assai limitata) distribuzione solo a inizio 2014, col risultato finale di aver racimolato meno di 600mila dollari con la distribuzione in piccoli Paesi esteri. Un flop certificato da più di 26 milioni di dollari che è pesato tantissimo sulla testa di Stephen Sommers, che della pellicola è stato non solo regista ma anche sceneggiatore e produttore.

Fate is not a straight road

Nel MareMagnum dei recuperi estivi a basso costo Il luogo delle ombre arriva ora anche nelle sale del Bel Paese, perdendosi un po' tra i vari scarti di magazzino e quei pochi blockbuster che attirano davvero gli spettatori al cinema anche d'estate. Sinceramente, visti i trascorsi del progetto, non ci si aspettava granché, e invece Odd Thomas stupisce: che Sommers credesse nel progetto si nota e anche il cast ci mette del suo. La parte del protagonista è del sempre sottovalutato Anton Yelchin (che nella sua carriera sta facendo il pieno di personaggi che rimangono coinvolti col sovrannaturale bizzarro: basti pensare a Fright Night o Burying the Ex), accompagnato dalla tanto poco nota quanto deliziosa Addison Timlin e dal sempre impagabile Willem Dafoe in un ruolo insolitamente sopra le righe. L'adattamento guarda, principalmente, al primo libro della lunga saga scritta da Dean Koontz, elargendo qua e là riferimenti anche al prequel e alle graphic novel sul personaggio di Odd, dimostrandosi come un adattamento fedele ma, chiaramente, non omnicomprensivo: su schermo, comunque, il ritmo funziona egregiamente e la sensazione che "manchi qualcosa" non si avverte più di tanto, catturati dal peculiare alternarsi di commedia nera, urban fantasy e un pizzico di romanticismo, incastonato benissimo nel contesto.

Il Luogo delle ombre Il luogo delle ombre appassiona, diverte e, in certi punti, intenerisce anche: una gran bella sorpresa per quello che dovrebbe essere un fondo di magazzino e si rivela essere, invece, forse il film più solido della filmografia di Stephen Sommers. Peccato che non potremo mai vederne un sequel, ma possiamo consolarci con i romanzi.

7

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