COTB 2014

Recensione Il giardino delle parole

Nexo Digital e Dynit portano al cinema il nuovo capolavoro di Makoto Shinkai

recensione Il giardino delle parole
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Avere 15 anni, per molti, significa non sapere bene a che mondo si appartiene: si vivono la scuola, la vita familiare, gli interessi e le inclinazioni personali, nonché i primi amori, senza avere idea di cosa si andrà incontro, nel bene e nel male. È così anche per Takao, un industrioso liceale sveglio e con una passione non comune: quella del design di calzature. L'esperienza scolastica lo annoia e l'unica cosa che desidera veramente è disegnare e realizzare le scarpe più belle che si possano immaginare. Impegnato con un lavoro part-time al fine di dare una mano a casa e mettere da parte i soldi per una scuola professionale, il ragazzo passa il suo tempo libero a studiare nuovi metodi di realizzazione di scarpe e calzature che siano compatibili col suo stile. E, durante i giorni di pioggia, salta deliberatamente la scuola per rifugiarsi in un giardino pubblico dove, guidato dall'ispirazione, mette nero su bianco le sue prime creazioni. Lì avviene l'incontro con una misteriosa giovane donna, molto bella ma dalle bizzarre abitudini alimentari: è l'inizio di un amore platonico fuori dagli schemi?

"Ai miei occhi, lei rappresenta il mistero stesso del mondo"

La maestria di Makoto Shinkai, dopo aver conquistato il Giappone, si è a poco a poco fatta strada anche in Occidente, dove il giovane cartoonist sta godendo di rinnovata fama: ogni sua opera, che sia un corto, un medio o un lungometraggio, viene sistematicamente ricoperta di elogi e premi. Il perché è presto detto: Shinkai gode di un talento e di una sensibilità unica, e tipicamente nipponica. Il suo stile, inconfondibile, combina alla perfezione il classico character design 'mangofilo' con ambientazioni fotorealistiche graziate da una meravigliosa e ispirata fotografia. Le sue scene sono talmente ben disegnate da rendere ogni fotogramma un piccolo quadro. Ma il nostro non è solo un grande artista: è anche un regista e uno sceneggiatore con la (almeno attualmente) rara dose della sintesi, dato che riesce a farci conoscere un intero mondo nell'arco anche solo di una manciata di minuti, facendoci immergere in esso e, soprattutto, riuscendo a commuoverci immancabilmente ogni volta.

"Realizzerò delle scarpe che facciano nascere in lei il desiderio di camminare"

Le sue opere, difatti, che siano ambientate nel presente o nel futuro, e che l'ambientazione sia contemporanea o fantascientifica, sono sempre basate sui sentimenti dei personaggi coinvolti, protagonisti di relazioni interpersonali spesso difficili ma mai patetiche. E anche quando tratta di storie d'amore (tematica più volte affrontata dall'artista, come in questo caso) non abbiamo mai la sensazione di assistere a qualcosa di 'già visto', dati l'approccio ai personaggi e l'originalità degli stessi. E, soprattutto, per l'estrema delicatezza con cui questi vengono trattati, mostrandone realisticamente pregi e difetti, a volte tipicamente nipponici, altre volte universali.
Quest'ultima opera di Makoto Shinkai è sicuramente la summa artistica del regista ad oggi, dato che unisce un lavoro tecnico sbalorditivo (anche per chi è abituato al suo meraviglioso operato) ad una nuova storia “d'amore” narrata con estrema delicatezza dati i non facili temi trattati all'interno, soprattutto per un paese tradizionalista come il Giappone. Al di là della tematica sentimentale, difatti, di sottofondo notiamo la grande attenzione per il disagio giovanile e le problematiche scolastiche tristemente note nel Paese del Sol Levante, tra le quali il bullismo e l'emarginazione di chi non si riconosce nel contesto “operativo” della macchina formativa scolastica giapponese, che lascia spesso poco spazio alle velleità artistiche.

Il giardino delle parole Nexo Digital e Dynit, dopo averci deliziato con blockbuster fantascientifici come Akira, Neon Genesis Evangelion e Ghost in the Shell, chiudono in bellezza questa prima parte della stagione 2014 di Nexo Anime con il film più recente più recente dell'eccezionale Makoto Shinkai, creatore di La voce delle stelle, 5 cm al secondo e Viaggio verso Agartha, al cinema unicamente il 21 maggio. Un'opera di grande delicatezza che merita assolutamente la visione, anche al cinema. L'unica “pecca” potrebbe essere rappresentata dalla relativa brevità del film (appena tre quarti d'ora) ma per ovviare a questo Dynit ha deciso di allegare al film anche alcuni contenuti speciali e il commovente e recentissimo corto Someone's gaze, sempre di Shinkai, per un'ulteriore mezz'ora aggiuntiva.

7.5

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