Recensione Il Castello Nel Cielo

Grazie a Lucky Red, torna in Italia il più classico dei film di Hayao Miyazaki

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Tenkū no shiro Laputa, ovvero Laputa, il castello celeste, è immeritatamente tra le opere meno conosciute al grande pubblico del Maestro Hayao Miyazaki. E questo nonostante l'importanza di questo vero e proprio classico sia ribadita da una notevole serie di fattori.
Innanzitutto, è il primo, vero film realizzato dallo Studio Ghibli (che fu fondato grazie soprattutto ai proventi del successo del precedente Nausicaä della Valle del Vento), e presenta una sorta di manifesto non solo delle tematiche dello studio -già accennate nella precedente opera- ma anche dello stile e del modus operandi dello stesso. Miyazaki prende l'idea dell'isola volante dal terzo libro de I Viaggi di Gulliver recuperando alcuni elementi dallo stesso Nausicaä e da Conan, ragazzo del futuro (oltre al piccolo cameo di una creatura ideata per un episodio di Lupin III°) e ci costruisce sopra una storia, anzi, un progetto, emblematico della produzione dei disegni animati nipponici tipica degli anni '80.
Non sono pochi, difatti, gli autori che, a partire da questo coinvolgente capostipite, hanno impostato la propria carriera e il proprio tratto autoriale, Hideaki Anno in primis, che con il suo Fushigi no umi no Nadia (da noi Il mistero della pietra azzurra) di fatto realizza un remake a puntate di Laputa, continuando ad omaggiarlo più volte all'interno dell'acclamato Neon Genesis Evangelion.

Tra fortezze celesti, pirati volanti ed eserciti ambiziosi

Sul finire di un diciannovesimo secolo 'parallelo' il piccolo ma volenteroso Pazu vede discendere dal cielo una misteriosa ragazza, dal nome di Sheeta. La giovane porta con sé numerosi segreti, ed è ricercata sia dall'esercito che da una intraprendente banda di pirati volanti. Tutto perché possiede una pietra, dagli arcani poteri, che si crede sia un'antica vestigia della civiltà di Laputa, la leggendaria isola nel cielo che solo in pochi vantano di aver visto, tra l'incredulità di tutti. Pazu, spinto dal desiderio di riabilitare la memoria del padre (aviatore che aveva dedicato la vita alla ricerca di Laputa, ridicolizzato per la sua ostinata ossessione) e da quello di proteggere la ragazza, si imbarca nell'avventura della vita...

Giunto nel nostro paese solo nel 2004, direttamente in DVD per mano di Disney, Il castello nel cielo ha vissuto una brevissima vita nel nostro mercato, andando subito fuori catalogo e non venendo più ristampato. Solo oggi, grazie all'infaticabile lavoro di recupero di Lucky Red, questo piccolo grande capolavoro miyazakiano torna nel nostro paese, e addirittura in sala, prima del doveroso passaggio in Home Video.
E a più di un quarto di secolo dalla sua uscita originale nelle sale giapponesi, il primo film targato Ghibli è ancora uno spettacolo imperdibile, per grandi e piccini.

Il Castello Nel Cielo Tra le opere più avventurose e divertenti del Maestro nipponico, Il castello nel cielo bilancia avventura e mistero, sentimento e filosofia, scienza e magia, senza lesinare mai in poesia e sense of wonder. Dal punto di vista tecnico non è chiaramente allo stesso livello dei film successivi, ma l'attenzione certosina al dettaglio e le splendide musiche di Joe Hisaishi conquistano senza riserve. Più che discreto l'adattamento italiano, curato ancora una volta (come nell'edizione Disney, del resto) da Gualtiero Cannarsi, che tuttavia non perde mai il 'vizio' di utilizzare un gergo a volte troppo forbito o desueto. Ad ogni modo, un appuntamento imperdibile per ogni vero amante del cinema d'animazione, e non solo.

8

Che voto dai a: Il Castello Nel Cielo

Media Voto Utenti
Voti totali: 19
8.6
nd