Recensione I spit on your grave

Il remake di uno scandoloso classico dell'horror arriva infine anche in Italia

Articolo a cura di

Tutto iniziò nel 1972 con “un tale” di nome Wes Craven. Il suo film 'L'ultima casa a sinistra' fu probabilmente il primo esponente, o quantomeno una delle pellicole per antonomasia, di quel filone horror denominato Rape & Revenge che vanta precedenti illustri come La Fontana della Vergine di Ingmar Bergman. La reazione fu fortissima, tra censure, tagli e rimaneggiamenti, dividendo la critica tra chi esaltava il film come riuscito tentativo di proporre una violenza realistica all'interno dell'horror moderno fino a chi lo tacciava di misoginia estrema e violenza gratuita. Passarono sei anni e il regista Meir Zarchi, sconvolto dal suo incontro con una ragazza vittima di violenza sessuale, decide di mettere in scena la sua rabbia e le sue angosce nel film Day of the Woman. Le critiche furono ancora più aspre di quelle mosse al film di Craven e il film fu a sua volta tagliato e censurato, e Zarchi si vide costretto a distribuire autonomamente la pellicola. Qualche anno dopo, per avere la possibilità di distribuire la pellicola sul mercato internazionale il regista si vide costretto a modificare il titolo del film in I Spit on your Grave. Nel 1982 la pellicola arrivò finalmente sul mercato italiano, con alcuni tagli, il divieto ai minori di 18 anni e un nuovo titolo, Non violentate Jennifer, e divenne subito cult.

Non violentate Jennifer

A 34 anni di distanza dall'originale arriva sugli scaffali italiani il DVD/Blu-Ray di I Spit on your Grave, remake ad opera del regista di pellicole straight-to-video Steven R. Monroe. Al giorno d'oggi, con la mancanza di idee che affligge terribilmente il mercato cinematografico, i produttori si gettano a capofitto nella ricerca di nuove idee, spesso con uno occhio di riguardo al passato. L'idea dell'ennesimo remake di un cult lasca evidentemente perplessa una buona parte del pubblico, ma forse la presenza tra i produttori del nome di Mehir Zarchi può regalare una qualche speranza.
Ci siamo quindi avvicinati con i soliti preconcetti che accompagnano la visione di un remake di un film celebre e possiamo dire che la pellicola si difende egregiamente, senza però spiccare per originalità.

Jennifer Hills (Sarah Butler) è una giovane scrittrice alla ricerca dell'ispirazione. Affittata una baita sperduta nel bosco e armata unicamente di un computer portatile e una scorta enorme di alcolici ed erba, la ragazza si appresta a pensare in tranquillità al suo nuovo romanzo. Purtroppo la presenza della ragazza non passa inosservata e alcuni giovani si preparano a fare visita alla giovane preda indifesa. Entrati nella baita i quattro giovani -con la connivenza dello sceriffo del luogo- brutalizzano e violentano la ragazza, che esausta riesce a fuggire e a gettarsi nel fiume. Jennifer, creduta morta dal branco e carica di odio, si prepara dunque per la sua terribile vendetta, che colpirà tutti senza esclusione.

Un approccio tra classico e moderno

Aumentano i personaggi del branco, cui viene aggiunto lo sceriffo Storch, incarnazione della legge e della violenza misogina insita nel sistema. Ma mancano dei veri e propri stravolgimenti di quella che poteva essere la forma originale della pellicola che rimane comunque lontana, soprattutto nella seconda parte quando ci si discosta in modo più evidente dalle rotaie posizionate del film di Zarchi.
Quello che però lascia perplessi di fronte a questa pellicola è la mancanza di quell'aura disturbante che contornava il film di Zarchi. Le scene di violenza su Jennifer, per quanto terribili, mancano di quella cruda cattiveria che caratterizzava l'originale. Monroe riesce però a spingere l'acceleratore della violenza nella seconda parte quando mette in scena la vendetta della giovane, discostandosi in modo più evidente dall'originale ma mantenendone lo spirito. Ecco quindi che Jennifer, trasformatasi in una delle mitologiche Furie, si prepara a vendicare col sangue la violenza subita, utilizzando alcuni terribili oggetti, come un paio di cesoie arrugginite, ami da pesca e soda caustica.
È d'obbligo però segnalare che dopo l'avvento del cosiddetto Torture Porn, con pellicole come Saw e Hostel, la tolleranza del pubblico di fronte alla violenza è aumentata notevolmente e di conseguenza scioccare lo spettatore diventa molto più difficile. Forse visto dieci anni fa questo film avrebbe colpito allo stomaco un numero maggiore di persone.

L'edizione blu-ray

La versione Blu-Ray del film si presenta ottimamente, con una buona qualità del video, sempre ben definito e dai colori cupi che rispecchiano la cruda realtà della pellicola. L'audio compie il suo dovere con la traccia italiana sia in Dolby Digital 2.0 che in DTS HD 5.1. Da segnalare però l'assoluta mancanza di sottotitoli, in qualsiasi lingua, sia della pellicola che della featurette presente negli extra che rende la visione di questo interessante contenuto speciale estremamente ostica per tutti i non anglofoni. Il packaging spinge sull'elemento scandalistico, con un bollino di attenzione, la tag-line “Riuscirai a non chiudere gli occhi?” e la frase “Più sconvolgente dell'originale” tutti ben in vista.

Tra i contenuti speciali del Blu-Ray oltre ai classici trailer e alcune scene tagliate compare una interessante featurette che mette a confronto questa pellicola con l'originale del 1978, sicuramente l'elemento più interessante insieme al commento del regista e della produttrice. Di seguito potete vederli nel dettaglio:
Scene tagliate con sottotitoli in italiano (12 minuti);
Trailer: Trailer cinematografico, Teaser trailer, Red Band Trailer (4 minuti);
Radio Spot (20 secondi);
Featurette “The Revenge of Jennifer Hills - Remaking a cult icon” (17 minuti): Steven E. Monroe e Mehir Zarchi ci raccontano i retroscena che hanno portato alla creazione di questo remake;
Commento della produttrice Lisa Hansen e del regista Steven R. Monroe;

I spit on your grave Arriva finalmente in Blu-Ray I Spit on your Grave, film terribile e violento ma che non riesce ad arrivare alla mostruosa brutalità dell'originale. Le scene di violenza sessuale sono pesanti ma non riescono a sconvolgere lo spettatore e si nota una maggiore vena creativa solo nella seconda parte, quando il sangue comincia a scorrere a fiumi. Vogliamo però consigliarlo a tutti gli amanti del genere che rimarranno sicuramente soddisfatti e che, siamo sicuri, dopo la visione della pellicola, andranno a rispolverare l'originale.

7

Quanto attendi: I spit on your grave

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 7
55%
nd