Torino 2015

Recensione I racconti dell'orso

In concorso al 33° TFF I racconti dell'orso di due giovani registi romani è un concentrato sperimentale di suggestioni fantasiose e idee visionarie: un racconto che poggia solo sul potere evocativo di una storia fuori dal tempo e dagli spazi a noi noti.

recensione I racconti dell'orso
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Una macchina è in viaggio nel profondo nord (da qualche parte in Finlandia) e a bordo ci sono due uomini e una bambina. I due adulti sono davanti e conversano del più e del meno, delle bellezze dell'Italia e del suo clima, mentre la bambina sul sedile posteriore, come spesso accade a quell'età quando si è in viaggio, si addormenta guardando il paesaggio boschivo che sfila veloce davanti ai suoi occhi. Entrata di peso nella fase REM, nella mente della piccola comincia a materializzarsi una strana storia, ovvero quella di un alieno (un monaco dalla faccia robotizzata) e di un omino rosso che giungono e vagano sulle sponde di un lago alla ricerca di qualcosa. I due esseri non parlano il linguaggio umano ma si esprimono, bensì, solo attraverso vocalizzi e mugugni infantili o sillabazioni robotizzate (tutti puntualmente sottotitolati per lo spettatore) e si cercano e inseguono attraverso una landa boschiva desertica. Nel loro cammino non incontreranno nessuno, se non un orso di peluche (da cui il titolo I racconti dell'orso) abbandonato accanto a un albero e ferito, ovvero con il tessuto interno della pancia completamente fuoriuscito. L'omino rosso provvederà a sistemare e ricucire l'orsetto, che poi accompagnerà per un breve tratto i due protagonisti, prima di essere nuovamente abbandonato al suo destino sul lago e a bordo di una minuscola e improvvisata zattera. A conclusione del viaggio, i due torneranno alla piccola baita sulla riva del lago, mentre a quel punto per la bambina sarà giunto il momento del risveglio e della fine del viaggio.

Placide percezioni oniriche

Nasce grazie al crowdfunding l'opera prima dei due giovani registi romani Samuele Sestieri e Olmo Amato dal titolo I racconti dell'orso. Un'avventura onirica, davvero particolare, che ricuce insieme l'immaginario infantile a quello fantasy, la fuga onirica a quella concettuale. Attraverso i due protagonisti alienoidi, frutto di un sogno intergalattico dove ci si rivolge al sole e alla luna in cerca di risposte e indicazioni, I racconti dell'orso fa il suo giro, intercettando una dimensione onirica che non ha nulla di concluso o conclusivo, ma solo una notevole capacità di liberarsi dagli schemi del comunemente noto. Suggestioni magiche al confine del mondo reale, dove non c'è alcuna strada o storia da seguire ma semplicemente l'istinto più selvaggio e minimalista, rintracciato negli imponenti paesaggi del grande nord, plaicidi e bellissimi. Un'opera che si appella al magico e che nel magico cerca il suo significato e il suo valore. Ci sono una infatti una certa magia e anche una certa malinconia ne I racconti dell'orso, un gioco ispirato con la fantasia e l'immaginazione più pure. I sottotesti, i rimandi, sono tanti, anche se tutti irriconoscibili, sospesi all'interno di un'opera che rifugge ogni schema e perfino il linguaggio canonico del parlato. Tra istallazione artistica e spettacolo mimico, l'opera prima di questi due registi abbraccia uno sperimentalismo totale, poetico, anche se profondamente difficile da ‘recepire', assimilare. Un'opera sicuramente degna di nota sia in termini di realizzazione sia in termini prettamente artistici (per la spiccata originalità e sensibilità che denota), che in qualche modo affascina e comunica, anche se resta comunque difficile immaginarla all'interno di un concorso ufficiale, proprio per la sua struttura estremamente sperimentalista.

I racconti dell'orso Due giovani registi romani realizzano grazie al crowdfunding I racconti dell’orso, opera in concorso (la rima è involontaria) al 33° Festival di Torino. Una placida poetica onirica che mischia suggestioni fantastiche a paesaggi reali in un film nuovo, originale, che ha senza dubbio una sua voce, anche se non è affatto facile da decifrare.

6

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