Recensione I due superpiedi quasi piatti

Bud Spencer e Terence Hill sono due poliziotti "per caso" in trasferta a Miami

recensione I due superpiedi quasi piatti
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Girato in Florida (per gli esterni) e a Milano (per gli interni) ed ambientato a Miami, I due superpiedi quasi piatti vede nel 1977 lo storico regista Enzo Barboni (qui firmatosi col suo solito pseudonimo E.B. Clucher) tornare a lavorare con la coppia Terence Hill - Bud Spencer dopo il grande successo del dittico di Trinità. In realtà quattro anni prima il cineasta aveva provato una "sostituzione" in corso per Anche gli angeli mangiano fagioli, dove a fare compagnia a Bud vi era Giuliano Gemma, ma l'alchimia tra i due non ebbe lo stesso successo di pubblico. Potendo usufruire dei due "originali" invece il risultato divenne sin da subito un altro classico (il nono) per il leggendario duo, ancora impegnato in un mix di cazzotti e risate che però, questa volta, li vede loro malgrado agire per conto delle forze di polizia statunitensi. E proprio dai reali agenti del posto la coppia di attori rischiò di essere arrestata (se non peggio), poiché un cittadino li aveva visti aggirarsi in divisa e armati senza che però nessuno avvertisse le autorità locali delle riprese del film. Quando si dice che la realtà supera la finzione...

Poliziotti per caso

In I due superpiedi quasi piatti Matt Kirby e Wilbur Walsh sono due perditempo (il primo reduce da un viaggio come clandestino, il secondo con un breve passato in carcere) che cercano lavoro al porto. Entrambi si imbattono, in tempi diversi, in una banda di taglieggiatori che gestisce il mercato dei trasporti e solo facendo gioco-forza riusciranno a venirne fuori. Insieme la nuova coppia decide di tentare una rapina ad un supermercato ma per un errore finisce per essere arruolata nelle forze di polizia. Diventati così loro malgrado agenti di strada, Kirby e Walsh conoscono una bella ragazza cinese che gli chiede di indagare sulla morte di un suo parente, scomparso da qualche giorno (e che loro riconoscono da una foto come un cadavere ritrovato qualche giorno prima in mare e ucciso in circostanze misteriose). Durante le indagini i novelli poliziotti per caso scoprono che dietro all'omicidio dell'asiatico vi sarebbero proprio i taglieggiatori del porto di loro vecchia conoscenza...

Nati con la divisa

Gran ritmo, situazioni fresche e originali, dialoghi sprint e un buon numero di battibecchi tra i due protagonisti fanno di I due superpiedi quasi piatti uno dei miglior film della coppia. Dal tentativo di "rapina" finito a male e alla conseguente entrata nelle forze dell'ordine, la sceneggiatura inanella gag ispirate (l'addestramento, l'incontro con le finte nobildonne russe, gli improbabili dialoghi con la famiglia cinese) alla solita sequela di risse da bar, qui più articolate e inventive del solito a cominciare dal geniale prologo nel quale Terence Hill e Bud Spencer finiscono, prima di unirsi in "società", in fotocopia a darle di santa ragione ai cattivi della situazione. Che ritornano, come "carne da macello" per il funambolico finale, con la lunga scazzottata nella sala da bowling nel quale Bud fa addirittura strike con uno degli scagnozzi, amplificando inoltre in più versioni il suo classico "pugno" dall'alto verso il basso. Con un cast di comprimari e cascatori riconoscibili al pubblico e la presenza di due guest-star come Laura Gemser (storica star dell'eros nostrano) nei panni dell'ingenua ragazza orientale e l'attore americano David Huddleston (in futuro sarà anche in Nati con la camicia) anche il contorno porta ad un risultato finale di assoluto rilievo, ancor oggi godibilissimo.

I due superpiedi quasi piatti In I due superpiedi quasi piatti Bud e Terence, in trasferta americana, sono due rapinatori che, per un beffardo gioco del destino, finiscono per essere arruolati in polizia. Una situazione paradossale che da il via ad una commedia fresca e originale, ricca di gag e risate e con la solita massiccia presenza di caotiche risse, qui coreografate con un'inventiva maggiore del solito, e che vede ancora, prepotentemente, a dominare la scena la simpatia e la perfetta alchimia tra i due protagonisti.

8

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