Korea Film Fest 2013

Recensione Hypnotized

Un melò che tra eros e thriller colpisce per scelte visive affascinanti

recensione Hypnotized
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Jin-su (Kim Hye-soo) è una scrittrice fallita in profonda crisi col marito, che per altro la tradisce ripetutamente da diverso tempo. Un giorno la donna comincia a soffrire di inquietanti allucinazioni e viene ricoverata d'urgenza in uno studio psichiatrico, dove fa la conoscenza di Seok-won (Kim Tae-woo), un dottore rimasto vedovo e mai ripresosi completamente dalla morte della moglie. Un anno dopo il ricovero, Jin-su è tornata a casa ma, complici i continui tradimenti del marito, non è guarita del tutto. Per caso incontra nuovamente Seok-won in un supermercato, e questi decide di aiutarla a superare il suo trauma con delle sedute di ipnosi regressiva. Giorno dopo giorno però lo psichiatra mostrerà attrazioni sempre più morbose verso la sua paziente...Kim In-shik nel 2004, al suo secondo film da regista, firma un'opera dalle diverse influenze, un melò continuamente in bilico tra thriller ed erotismo, tra atmosfere torbide e influenze horror, che riesce ad elevarsi da classico film di genere con una storia seppur non originalissima, alquanto conturbante e ricca di spunti di interesse.

Spettri della memoria

Già l'inizio di Hypnotized è straniante: per un film che viene presentato nella sezione K-Eros, trovarsi subito di fronte a un'allucinazione visivamente spettacolare, con oggetti che volano nella stanza (sequenza forse ispirata al capolavoro Last life in the Universe, uscito solo un anno prima, del regista thailandese Pen-Ek Ratanaruang), è un ottimo biglietto da visita. E Kim In-shik dimostra di saperci fare sia dietro la macchina da presa che in fase di scrittura (è anche autore della sceneggiatura), costruendo una trama che mantiene una buona dose di tensione in diversi passaggi e limitando al minimo indispensabile le sequenze prettamente erotiche. Una discesa negli abissi della follia con situazioni (in primis il finale) al confine con l'horror di matrice orientale, che permette anche di scandagliare bene due diverse follie: la prima, quella mentale che attanaglia la protagonista, mentre la seconda è quella morbosa, di un amore impossibile che attanaglia lo psichiatra della donna, dedito all'autodistruzione dopo averla conosciuta. Spettri della memoria che si mostrano nelle visioni di Jin-su, che più volte vede lo spirito della moglie del dottore accanto a loro, per nulla felice della loro relazione, si uniscono a sofferenze più umane come quella di una giovane paziente dell'istituto, ossessionata dalle proprie paure. Una storia dove nessuno è esente da colpe, a cominciare dal marito fedifrago, fino al professore che non esita a far uso dell'ipnosi per possedere il corpo e lo spirito di Jin-su, Hypnotized riesce a coinvolgere anche grazie ad una regia incisiva, abile sia nel dosare gli effetti speciali, sia nella torbida caratterizzazione dei personaggi.

Hypnotized L'eros è solo lo spunto, ma Hypnotized è prima di tutto un thriller dell'anima che scandaglia nei meandri della follia e degli impulsi sessuali con affascinanti scelte visive e con un accenno di atmosfera orrorifica che trova il suo apice nell'inquietante finale. Un film che riesce, con originalità, a miscelare diversi generi senza perdere di vista il tema principale della propria essenza.

7

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