Torino 2015

Recensione Hello, My Name is Doris

Sally Field è Doris in My Name is Doris, commedia leggera e un po' sopra le righe che racconta gioie e dolori di una ultra-sessantenne alle prese con una nuova adolescenza e il sogno elettrizzante di un nuovo amore

recensione Hello, My Name is Doris
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Doris (Sally Field) ha sessanta anni e ha sempre vissuto con sua madre, con la quale condivideva anche la passione per l'accumulo compulsivo, ovvero collezionare oggetti perlopiù abbandonati e di svariate provenienze, nonché detentori dei significati più disparati. Alla morte della madre, il fratello e la di lui famiglia le faranno pressioni per liberare la casa dall'occupazione degli oggetti e trasferirsi altrove. Ma Doris è contraria, non vuole lasciare il luogo che da sempre ha condiviso con la madre, per la quale ha anche rinunciato a seguire il proprio istinto e la propria vita. Circondata da molte cose ma poche persone, Doris ha una sola, cara amica; una donna schietta e determinata, che ha per tutti un aggettivo appropriato ('fascisti' a quelli che le mostrano il dito medio, 'burocrati' a quelli che le impediscono di sgranocchiare il buffet prima dell'ok ufficiale), e una nipotina tredicenne già in grado di dispensare consigli affettivi alle amiche della madre. Sarà proprio insieme alla sua amica che Doris andrà al seminario sull'autostima e di auto-aiuto di un celebre guru e scoprirà che ciò che è impossible (impossibile) può essere in realtà riletto come I'm possible (io sono possibile). Un gioco di parole inglesi che tramuta l'impossibile in possibile, il sogno in realtà, cavalcando l'idea che nel bene o nel male siamo sempre artefici del nostro destino e che nulla è in fondo impossibile, se solo lo si vuole davvero. L'attempata Doris dall'abbigliamento più che stravagante si metterà dunque in testa di poter conquistare un collega d'ufficio, molto più giovane di lei (Max Greenfield), di almeno la metà degli anni. Con il suo eccentrico carisma e la sua spiccata simpatia, Doris cercherà in tutti i modi di approfondire la conoscenza del bel giovane e presentarsi con la schiettezza ‘atipica' della sua età, racchiusa in: Hello, My Name is Doris.

Smoke gets in your eyes

Il regista statunitense Michael Showalter cuce addosso alla celebre attrice Sally Field (brillante interprete nella sua lunga carriera di numerosi titoli di successo tra cui Mrs. Doubtfire e Forrest Gump) il ruolo eccentrico e stravagante di Doris (in omaggio a Doris Day) Miller, una ultra-sessantenne rimasta senza madre ma circondata da un mare di oggetti di dubbia utilità. Commedia che si muove sul filo ‘improbabile' di un riscatto umano e generazionale sui generis, attraverso il tentativo goffo ma simpatico di una cosiddetta ‘vecchietta', impelagata in una cotta adolescenziale. La commedia è volutamente sopra le righe e trova la sua verve in una serie sconfinata di siparietti tragicomici in cui Doris tenterà gli approcci più inverosimili. Dal farsi gonfiare una sedia/palla da ufficio, all'imbucarsi al concerto ai colori neon del gruppo electro pop Baby Goya and the Nuclear Winters, fino all'idea di ostacolare scientemente le vicende amorose della sua ‘preda', Hello, My Name is Doris è una carrellata continua di gag e situazioni imbarazzanti giocate tutte sull'ironia del fraintendimento. Una scrittura vivace e l'interpretazione frizzante di Sally Field danno il tono di questa commedia leggera che non pretende si essere più di ciò che è. Ovvero una passeggiata dolceamara tra le vie della vita, e tra le fantasticherie romantiche di una donna ritrovatasi a sfogare in tarda età e tutto insieme il fardello di frustrazioni e rinunce legate al proprio passato.

Hello, My Name is Doris Hello, My Name is Doris di Michael Showalter con Sally Field nei panni dell’eccentrica Doris Miller, è una commedia sopra le righe, dell’assurdo con un buon ritmo e senza grosse pretese. Concentrata tutta sulla verve comica di Sally Field nei panni di una atipica sessantenne, si tratta di una commedia divertente e leggera, che mantiene fede alla propria vocazione e non cerca mai di essere qualcosa di più del tenero ritratto di una donna eccentrica in fuga dalla sua opprimente solitudine.

6.5

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