Recensione Grimsby - Attenti a quell'altro

Sacha Baron Cohen e Mark Strong, nel nuovo, dissacrante film diretto da Louis Leterrier, sono due improbabili fratelli, appena ritrovatisi, impegnati in una missione super segreta per salvare il mondo.

recensione Grimsby - Attenti a quell'altro
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

La vita di un agente segreto è sempre sull'orlo del pericolo. Lo sa bene Sebastian Graves, il miglior agente sul campo dell'MI6, impegnato in una missione top secret che, però, viene compromessa all'improvviso dall'imprevista intrusione di Nobby Butcher, uno spiantato senza arte né parte, ignorante, rozzo e cafone. La situazione si complica ulteriormente quando l'uomo si rivela essere il fratello perduto di Sebastian... o viceversa, nell'ottica di Nobby. I due, da piccoli, erano inseparabili, ma il destino li ha separati per portarli agli antipodi: uno è un "vero" James Bond, l'altro un hooligan le cui uniche passioni sono la numerosa famiglia che si è costruito e il pub dove andare a tracannare birra vedendo le partite. Questa strana coppia dovrà riscoprirsi e collaborare, se vorranno venire a capo di un intrigo internazionale dai risvolti inquietanti.

The Brothers Grimsby

A quattro anni dal pungente Il Dittatore, Sacha Baron Cohen torna con un film da lui scritto e prodotto. Certo, non è stato proprio con le mani in mano nel periodo intercorso tra i due film, e ogni volta che lo vediamo in tv o al cinema dà ulteriore sfoggio della sua estrema bravura di caratterista: ma il suo vero "io" inevitabilmente esce solo quando dà libero sfogo al suo estro dissacrante e sfrenato. È successo con tutti i suoi film precedenti, che non si facevano remora alcuna a essere pesanti e sconsiderati, e succede anche questa volta con Grimsby - Attenti a quell'altro, che vede alla regia il Louis Leterrier di L'incredibile Hulk e Now You See Me e nel cast parecchi volti noti, a partire dal sempre ottimo Mark Strong alla fidata Isla Fisher, passando per Rebel Wilson e Penélope Cruz. Si tratta, in pratica, di una parodia dei film di 007, ma più che a Kingsman dobbiamo guardare, per certi versi, allo SPY con Jason Statham uscito l'anno scorso e a I gemelli, solo molto più sboccato e dai toni accesi. Leterrier appare chiaramente nel ruolo di regista "tecnico" dell'operazione, sapendo benissimo come realizzare ogni tipo di scena, da quella comica a quelle di azione (ottimamente ben realizzate, peraltro) ma la penna è palesemente quella di Baron Cohen, che si diverte sempre a ribaltare le convenzioni e a essere quanto più sfrontato possibile. E, vi assicuriamo, ci sono un paio di scene in cui, nel bene e nel male, supera ogni cosa abbiate mai visto nei suoi precedenti lavori, invocando la grassa risata e mettendo a dura prova il buon gusto di molti.

Grimsby - Attenti a quell'altro Grimsby - Attenti a quell'altro, tecnicamente, è realizzato in maniera davvero competente, e i due protagonisti sono eccellenti. Oltretutto, le cose più assurde le vedrete fare non tanto da Baron Cohen quanto da Mark Strong, che si è messo completamente in gioco e ne esce vincitore. Il resto dei personaggi rimane un po' sullo sfondo e la satira non è azzeccata quanto ai tempi de Il Dittatore, ma l'intento del film è principalmente quello di far ridere, quindi non ce la sentiamo di rimarcare troppo l'assenza di un sotto testo politico (per quanto non manchino certo gli spunti legati al sociale). E, se potessimo avere un cut delle pellicola scevra di quei due o tre momenti davvero, davvero "pesanti", potremmo goderci tranquillamente un film gustoso e ricco di trovate divertenti. Così com'è, la nuova opera di Baron Cohen non si dimostra molto lontana nei toni dai precedenti titoli del cineasta, si tratta di prendere o lasciare: ma è nostro dovere avvisare chi ancora non lo conosce che il nostro dissacrante inglesino non ha peli sulla lingua, e certe scene potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno.

6

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