Recensione Good as You

Una gay comedy italiana che svela un mondo di maschere e 'doppiezze' molto etero

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Boicottato dal movimento politico cattolico Militia Christi che si è spinto perfino a diffidare i cinema dal proiettare il film in questione per i suoi contenuti 'antinaturali' e diseducativi, Good as You (acronimo di Gay e slogan utilizzato alla fine degli anni ‘60 dal movimento omosessuale per rivendicare i diritti di un gruppo di persone ‘buone come le altre') arriva in sala autodefinendosi ‘la prima gay comedy italiana'. Frizzante e generoso dal punto di vista attoriale, il film di Mariano Lamberti ha in effetti qualcosa che pochi altri film incentrati sulla ‘varietà sessuale' sembrano possedere, ovvero la libertà di non prendersi troppo sul serio. Lontano dai drammi casalinghi e sociali del battersi per il proprio status sessuale sempre osteggiati dal muro di facili pregiudizi, Good as You si cala nelle contraddizione del tema indossando le stesse maschere solitamente attribuite alla comunità etero, inquadrando le vite degli otto protagonisti - tutti (o quasi) felicemente gay - attraverso le lenti di una stessa società vittima di invidie, confusioni, bugie, tradimenti. Pur non privo di cliché e di un po' di sana retorica, il film di Lamberti gode più di ogni altra cosa dell'affiatamento e del colore che il coro di personaggi riesce ad assicurare, assegnando a ciascuno dei proto(tipi) il compito di incarnare una delle tante debolezze umane che alla fine della fiera trasudano comunque (pur nel loro essere stereotipati) una genuina umanità.

Favole e illusioni

È la sera di capodanno e Adelchi (Lorenzo Balducci), nevrotico architetto che vive con la instabile sorella Silvia attende con ansia di conoscere Claudio (Enrico Silvestrin), un bel ragazzo che ha conosciuto (o almeno così pensa) tramite chat. Perché in realtà la persona con cui Adelchi ha instaurato il rapporto virtuale è Francesca (sorella di Claudio) mossa dal desiderio di aiutare il fratello a trovare un compagno stabile.

Ma la sera del fatidico incontro, impossibilitata a scortare il fratello a casa di Adelchi (perché trattenuta dai capricci della sexy compagna Marina) Francesca si farà sostituire da Mara (Elisa Di Eusanio), sua ex compagna, una romana verace con la passione per la Maggica e le ‘relazioni pericolose'. Alla fine, in casa di Adelchi, confluiranno per un ultimo dell'anno scoppiettante e ad alto tasso erotico anche l'amico Marco (Diego Lombardi) con il compagno Nico (Luca Dorigo). Poi allo scoccare della mezzanotte, la variegata comitiva (complice un momentaneo black out) calerà la maschera del personaggio che di lì a poco andrà a interpretare in quella finzione che nei mesi a venire darà vita a menzogne, tradimenti, ipocrisie. Le solite deviazioni umane che saranno poi smascherate da una propizia serata in costume dedicata al tema "le favole".

Così è (se vi pare)

Figlio legittimo dell'omonima pièce teatrale di Roberto Biondi, Good as You trasporta dal mondo del teatro l'affinità col tema delle maschere, e dei mascheramenti (o smascheramenti) che di tanto in tanto siamo chiamati a fare. Nella frizzante farsa di un esser gay che rimanda alla finzione più generale dell'essere uomini, Lombardi inserisce così tutte le variabili del relativismo pirandelliano di cui sono fatte le vite umane. Più convincente nella fase introduttiva (in cui emergono tutti i tic e le complessità caratteriali dei protagonisti, dal paranoico all'insicuro passando per il romantico e l'opportunista) che in quella riepilogativa (in cui manca alla sceneggiatura quel qualcosa in più che sdogani il film dal suo aspetto volutamente leggero) Good as You è un film da interpretare nel suo proposito di ri-leggere la sessualità attraverso le difficoltà di natura relazionale a essa legate. Un'opera di certo non da osannare, ma neanche da biasimare per la leggerezza con cui affronta un tema (o meglio i temi) troppo spesso pregiudizialmente inserito in un filone a tinte invariabilmente drammatiche.

Good As You Tra polemiche e diffide arriva in sala Good as You, commedia corale sull’omosessualità ma soprattutto sulla moderna crisi dei rapporti e della sincerità quale valore fondante del vincolo affettivo. Condita di gag e personaggi a loro modo divertenti, sessualmente libera ma non volgare, la commedia di Mariano Lamberti controbilancia in parte la sua superficialità narrativa con l’irriverenza di uno spaccato socio-sessuale che pur nella sua volatilità è portatore sano di un ottimismo che alla comunità glbtq è di rado concesso.

6.5

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