Recensione Gli amanti passeggeri

Sull'aereo pazzo e 'innamorato' di Pedro Almodovar

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Un aereo della compagnia Peninsula decolla da Barajas diretto a Città del Messico ma per un problema tecnico il velivolo è costretto a restare sopra Toledo in attesa dell'ok per un atterraggio di emergenza. Nel frattempo, nel tentativo di gestire l'eventuale panico dei passeggeri, le hostess di bordo hanno addormentato (con sostanze non ben identificate) tutti i passeggeri dell'economy e subito dopo anche sé stesse. Ad animare dunque l'aereo in precario equilibrio sopra i cieli spagnoli resta un variopinto quanto eccentrico gruppo di esistenze: i due piloti in piena crisi d'identità sessuale, tre Stewart perdutamente gay e con innate doti da drag queen, e gli eccentrici passeggeri della business class (tra cui un finanziere truffaldino a rischio galera, una coppia di novelli sposi, un dongiovanni con scia di donne abbandonate ad attenderlo a terra, una regina della cronaca rosa, un messicano ingaggiato per una missione molto particolare e infine una ‘rabdomante' di defunti desiderosa di perdere la verginità.

Los amantes pasajeros

Lasciato il suolo spagnolo e la crisi, dilagante, da cui è afflitta la Spagna del presente, i problemi e i volti di una società che vorrebbe (ma non può) divertirsi come ai tempi - scatenati - del post-franchismo si trasferiscono in alta quota, trasportando e narcotizzando un'idea di società fino allo sballo. A suon di cocktail alla mescalina e balli sulle note di I'm so excited lo sboccato (sboccatissimo), irriverente, politicamente scorretto trio di Stewart dell'ultima ora tenterà così di smuovere le coscienze di un gruppo di esistenze rappresentative di una certa società lasciva e corrotta che non si pone altra questione se non quella di divertirsi e fregarsene fino alla fine, fino al punto in cui l'ombra della morte non risvegli la coscienza facendo scattare il tentativo di una telefonata (forse l'ultima, o quella mai giunta all'apparecchio della Pepa di Donne sull'orlo di una crisi di nervi) che possa rattoppare i buchi prima di un'eventuale dipartita. Alternando tra il livello aereo e quello terreno, Almodóvar dirige i suoi personaggi all'interno di un grande ingranaggio che è mosso dalla crisi del reale ma salvato dalla forma di un surrealismo schiettamente sessuale. Il sesso diventa così il mezzo (per tutti) per emanciparsi dalla sicura crisi o dalla probabile fine che attende questi amanti occasionali e navigati passeggeri.

I'm so excited

Dopo una fase di film seriosi e più spiccatamente drammatici, passando per la parentesi pseudo-thriller di La piel que abito, Pedro Almodóvar torna alla commedia eversiva e dissacrante dei primi tempi (in stile Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio o Donne sull'orlo di una crisi di nervi per intenderci), ritrovando nella matrice di totale sdoganamento sessuale la chiave per affrontare i temi di società e politica senza parlarne apertamente. Lontano dalla società e in volo verso una non meta, il cielo diventa così il luogo non-luogo dove tutto è concesso, tutto è possibile, e i colori, il linguaggio più che colorito, l'abuso di droghe o gli atteggiamenti più che lascivi diventano la risposta alle costrizioni e contrizioni terrene. Ma mentre per l'uomo medio l'oblio è totale, nell'uomo elitario fino all'ultimo istante di vita dimora la speranza di continuare a vivere (o morire) secondo i propri amorali principi, brindando con lo champagne alle proprie frodi e sguazzando nell'impenitenza dei propri tradimenti. Un Almodrama infine forse un po' sgangherato (come l'aereo che lo ospita) ma in piena regola sotto tutti i punti di vista, dove la smorfia tragica di un dolore societario latente è abilmente nascosta dietro i volti di un'ironia e di una ‘gaiezza' volutamente eccessivi.

Gli amanti passeggeri Sicuramente non il miglior Almodovar di sempre, Gli amanti passeggeri ritrova intatta la magistrale esuberanza del regista iberico, che mescola con ritmo e sapiente abilità registica gli elementi di una commedia farsesca che poggia molto su un cast di grandi volti comici (Javier Camara, Carlos Areces, Cecilia Roth, Blanca Suarez). Tra alti (qualche momento di puro intrattenimento comico) e bassi (qualche digressione narrativa non troppo funzionale al racconto e lo scollamento tra alcune scene) l’ultimo film di Almodovar vola via leggero garantendo (a chi ha amato lo stile incensurato delle prime commedie) novanta minuti di sicuro intrattenimento. Per tutti gli altri, tenetevi alla larga, se non siete amanti del genere questo film potrebbe risultare a tratti davvero urticante.

6.5

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