Recensione Get Shorty

La divertente commedia gangsteristica con John Travolta, Gene Hackman e Danny DeVito

recensione Get Shorty
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Primo film della "nuova" carriera di John Travolta dopo il rilancio avvenuto l'anno prima grazie a Quentin Tarantino in Pulp Fiction, Get Shorty è l'adattamento del romanzo omonimo di Elmore Leonard. Con un buon apprezzamento da parte della critica e un ottimo successo di pubblico (per tre settimane di fila in testa al box-office americano) che gli garantì, dieci anni dopo, il discreto seguito Be Cool, la pellicola di Barry Sonnenfeld (regista di saghe di culto come La famiglia Addams e Men in Black) può essere considerata tra le trasposizioni più riuscite del famoso scrittore americano. Merito anche di un cast di grandissimi nomi che, oltre a star come lo stesso Travolta, Gene Hackman, Danny DeVito e Rene Russo sfoggiava caratteristi di lusso, in ruoli secondari, del calibro di James Gandolfini, Dennis Farina e Delroy Lindo, senza dimenticare il fulmineo cameo finale di Harvey Keitel.

Prendi il nanerottolo

In Get Shorty Chili Palmer è uno strozzino di Miami con una grande passione per il cinema. Quando Momo, il suo capo, muore a causa di un infarto, Chili deve vedersela con il vendicativo Ray, un gangster rivale con il quale esiste un reciproco sentimento d'antipatia. Costretto a restituire al "nemico" la somma di 3000 dollari in breve tempo, Chili cerca in un primo tempo di recuperarli dalla vedova del defunto LeoDevoe: ma l'uomo in realtà non è morto e se la sta spassando coi soldi dell'assicurazione in quel di Las Vegas. Arrivato nella città del vizio e rientrato in possesso della somma Chili decide però di investirla nel nuovo film di Harry Zimm, un regista in disgrazia e anch'egli indebitato con la mafia. Insieme la nuova strana coppia, coaduviata dalla bella attrice di b-movie Karen, dovrà cercare di convincere la star del cinema Martin Weir a firmare per la parte di protagonista. Ma sulla produzione della pellicola vi ha messo la mira anche Bo Catlett, ex-produttore di Zimm invischiato con la malavita...

As Good as It Gets

Piatto ricco e gustoso quello di Get Shorty, che attraverso i toni eleganti di una commedia "classica" e raffinata gioca con intelligenza sugli stereotipi dei mafia movie, a cominciare dalla presenza di interpreti abbonati al filone (DeVito e Gandolfini in primis). Un cinema che cita il Cinema (da inventati titoli di b-movie a capolavori reali come Un dollaro d'onore e L'infernale Quinlan) in un divertente gioco ad incastrI che trova, grazie alla perfetta alchimia narrativa (e attoriale) dei numerosi personaggi, un equilibrio invidiabile. Sonnenfeld sfrutta al meglio il romanzo di partenza dando vita a gag ispirate e dialoghi frizzanti, senza cadute di tono e mantenendo una solidità costante nei cento minuti di durata. E nonostante l'improbabiità di alcune situazioni, dovuta anche alla voluta "ingenuità" di certi comportamenti, l'anima da gangster-movie si accompagna magnificamente alle sue derivazioni comiche e parodistiche, facendo sorridere in più occasioni e imbastendo un'aura di rassicurante famiiarità con i protagonisti. Non privo di una gustosa, seppur innocua, satira sul mondo hollywoodiano, il film vive su un'ironia genuina e mai volgare che, complice le ottime interpretazioni (non uno dei ruoli, secondari inclusi, poteva trovare interprete più adatto), mantiene il piacere e la freschezza della visione ancor'oggi a vent'anni dalla sua uscita.

Get Shorty Un istrionico Travolta, che gigioneggia divertito, guida un cast all-star in Get Shorty, piacevole commedia gangsteristica diretta nel 1995 da Barry Sonnenfeld. La storia, pur a tratti improbabile, vive su una robusta base narrativa che coniuga nel migliore dei modi ironia e colpi di scena, sfruttando al meglio la fonte originaria grazie anche ad un cast delle grandi occasioni. E alcune sequenze, incluso il gustoso epilogo, denotano l'intelligenza registica nella gestione degli sviluppi più importanti.

7.5

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