Recensione G.I. Joe: La Vendetta

I G.I.Joe tornano al cinema con un secondo capitolo ricco di azione, intrighi e combattimenti

recensione G.I. Joe: La Vendetta
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

In un periodo assolutamente denso di film action “derivati” (in gran parte da fumetti, ma anche da videogiochi, cartoni animati e, come in questo caso, giocattoli) l'uscita di un nuovo film dedicato agli eroici soldati della Hasbro non è più un evento come poteva essere una volta: comprensibile, dunque, il desiderio dei produttori (Lorenzo di Bonaventura in testa) di realizzare e portare la pellicola con la massima cura nei cinema, distanziandola da prodotti simili e rifinendola a costo di ritardarla per quasi un anno, come effettivamente è successo.
Torniamo dunque indietro fino al 2009, quando sulla scia del successo di Transformers, un'altra linea di giocattoli Hasbro invade le sale cinematografiche, trainata dalla visione del regista Stephen Sommers e da un restyling di ottima fattura. I patriottici soldatini americani, tanto amati soprattutto negli anni '80 grazie anche alla popolare serie animata, tornavano così alla vita in un contesto rimodernato e denso di nuove e vecchie ansie legate al terrorismo e alla compenetrazione dei poteri forti e, soprattutto, deviati, che potrebbe portare il mondo intero sull'orlo della dittatura. Esercitata, in questo caso, dai Cobra, organizzazione terroristica ad alto potenziale che può essere fermata solo da una forza paramilitare segreta, attrezzatissima e altamente addestrata a far fronte ad ogni minaccia: i G.I.Joe.
Un film che poteva essere retorico e pacchiano si risolse, invece, in un divertente pop-corn movie abbastanza curato sebbene non privo di difetti, ma comunque ampiamente sottovalutato nell'arco generale delle sue potenzialità. Potenzialità che ora Jon Chu, nuovo regista all'opera sulla serie, vuole rivendicare e sfruttare, a modo suo, per il secondo episodio di quella che potrebbe anche diventare una vera e propria saga: tutto dipenderà dal risultato di G.I.Joe: La vendetta (G.I.Joe: Retaliation negli USA) al botteghino.

Stereoscopia decisiva

La scelta di riconvertire il film in 3D è stata uno dei motivi principali per il quale il film è stato posticipato: motivazione prettamente commerciale, eppure il risultato finale ci ha stupito. Di solito, i film non pensati per essere in stereoscopia presentano riconversioni con effetti blandi e poco incisivi. L'impressione iniziale, in effetti, è questa, ma proseguendo con la visione, tuttavia, in particolare nelle scene d'azione si nota un gustosissimo effetto tridimensionale che gioca spesso con la percezione dello spettatore e gli effetti pop-up, intrattenendolo come un “signor” pop-corn movie dovrebbe fare.

Knowing is half the battle... again

Nel primo capitolo, un manipolo di eroici G.I.Joe, tra cui Snake Eyes, Scarlett, Breaker e Heavy Duty, insieme ai due nuovissimi acquisti del corpo, ovvero Duke e Ripcord, hanno sventato la minaccia delle testate a nanomacchine di James “Destro” McCullen che erano il fulcro della macchinazione di Cobra Commander, consegnando i responsabili alla giustizia e riportando la pace nel mondo. Duke (Channing Tatum) è ora a capo delle operazioni sul campo, supportato da Roadblock (Dwayne “The Rock” Johnson), Lady Jaye (Adrianne Palicki) e Flint (D.J. Cotrona). Ma anche se i capi del complotto sventato qualche tempo prima sono imprigionati in una base segreta, i Cobra sono ancora attivi: Storm Shadow (Lee Byung-hun) e Firefly (Ray Stevenson) stanno riorganizzando le forze dell'organizzazione per sferrare un contrattacco e liberare il loro leader. Nel frattempo, dietro le quinte lavora Zartan (Arnold Vosloo) che ha segretamente preso il posto del Presidente degli Stati Uniti (Jonathan Pryce) e trama per conquistare il mondo in nome dei Cobra...

Vecchi e nuovi alleati

La storia, dunque, riprende da dove l'avevamo lasciata, anche se molti dei personaggi visti nel precedente film non vengono ripresi o menzionati, per dar spazio a nuovi e non mettere troppa carne al fuoco, lasciandoli buoni per eventuali seguiti, secondo una tecnica ormai rodata sulle orme di quanto fa da diversi anni Paul W.S. Anderson con la saga di Resident Evil. La cosa inizialmente spiazza un po', ma i nuovi personaggi non fanno rimpiangere i precedenti e chi, invece, è rimasto, si rivela come star dello show. Se il nuovo protagonista Roadblock interpretato da The Rock è un buon personaggio in sé e incarna gli ideali di patriota, uomo di famiglia e amico leale, ancora una volta a rubare la scena sono i Cobra: il leggendario Storm Shadow (Lee Byung-hun si dimostra sempre più un interprete eccellente) e anche Zartan (grazie all'estro di Jonathan Pryce) nei panni del Presidente 'bucano' lo schermo più di una volta. Cobra Commander, al di là del costume di scena decisamente ben riuscito, è piuttosto anonimo, ma a questo e alla mancanza della Baronessa Cobra sopperisce il Firefly di Stevenson, come sempre da tenere d'occhio nei suoi ruoli in film di questo genere (Porthos in I Tre Moschettieri, Volstagg in Thor).
Per chiudere, la Palicki non fa rimpiangere la Nichols, eroina del precedente capitolo, e in più è affiancata da una suadente Elodie Yung nei panni della ninja Jinx. Peccato per il Flint di D.J.Cotrona, piuttosto anonimo, mentre ben riusciti i cammei di Channing Tatum e Bruce Willis, oramai nume tutelare delle nuove generazioni di attori dell'action, quanto e più di Sylvester Stallone.

Chu Style

Il cast eterogeneo non è l'unico cambiamento rispetto al primo capitolo: l'azione è relativamente pacata in più punti, maggiormente dediti ad un contesto spionistico, ma esplode dirompente in altri, con un'alternanza di ritmo totalmente differente da quanto ci aveva mostrato Sommers in La nascita dei Cobra. E del resto diverso è anche lo stile delle scene d'azione: al posto degli incredibili inseguimenti del capostipite, qui abbiamo un maggior numero di schermaglie, proprio come nel cartone animato di trent'anni fa, decisamente spettacolari e più volte debitrici dei film di matrice orientale, vedasi gli spettacolari duelli fra ninja (immancabile, naturalmente, il duello fra Snake Eyes e Storm Shadow!). E in questo senso, la spiccata sensibilità per le coreografie di Chu è sicuramente un punto a favore.
La sceneggiatura, curata questa volta da Rhett Reese e Paul Wernick, fautori di Benvenuti a Zombieland, risulta questa volta meno affrettata, anche se debitamente pretestuosa in alcuni frangenti: tuttavia, è una cosa buona che il film mantenga un registro generalmente epico senza scivolare nel triviale di molte produzioni attuali simili.

G.I. Joe: La Vendetta I G.I.Joe tornano al cinema con un secondo capitolo ricco di azione, intrighi e combattimenti, rinnovando la formula con diversi cambiamenti nello stile e nel cast. Il film intrattiene con gusto, rifacendosi più alla serie animata e ai fumetti che al precedente film di Sommers (e la cosa si vede anche nello stile di armi, mezzi e armature), e pur non essendo destinato a rimanere negli annali presenta diverse ottime scene e alcune buone interpretazioni (quelle dei Cobra, tra tutte). La formula si può raffinare ulteriormente per un eventuale terzo episodio, ma lo spettacolo è garantito.

7

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