Berlinale 64

Recensione Fuochi d'artificio in pieno giorno

Diao Yi'nan firma il noir trionfatore alla Berlinale del 2014: un film che attinge da canoni e spunti narrativi diversi impreziosito dalla splendida fotografia di Dong Jinsong.

recensione Fuochi d'artificio in pieno giorno
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Il nuovo film diretto dal regista cinese Diao Yi'nan, Fuochi d'artificio in pieno giorno (Bai ri yan huo), possiede un suo fascino e una buona originalità, pur non trovando sempre la formula giusta per far appassionare a una trama rallentata e appesantita da uno stile troppo frammentato e dalla presenza di un buon numero di stereotipi.
Il lungometraggio, vincitore dell'Orso d'oro nell'edizione 2014 del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, attinge infatti da canoni e spunti narrativi che caratterizzano più di un genere cinematografico per proporre un noir ben confezionato impreziosito dalla splendida fotografia di Dong Jinsong, che attribuisce agli eventi un'atmosfera ricca di sfumature, compensando una rappresentazione un po' troppo superficiale e stereotipata dei protagonisti. Non priva di difetti, l'opera firmata dall'autore di Uniform e Night Train sa però portare in secondo piano i passaggi meno convincenti facendo concentrare l'attenzione sugli elementi originali che lo caratterizzano.

Carbone nero e ghiaccio sottile

Nel 1999 vengono ritrovati dei resti umani in un carico di carbone, seguiti poi da casi analoghi avvenuti in altri impianti situati in altre città. Le indagini vengono affidate al detective Zhang (Liao Fan), che perderà però il suo distintivo dopo uno scontro a fuoco in cui rimane ferito e durante il quale perdono la vita alcuni suoi colleghi. Cinque anni dopo l'assassino ritorna in azione e Zhang, che ha abbandonato la polizia e lavora come guardia di sicurezza affrontando i propri problemi personali affogando i dispiaceri nell'alcol, è determinato a redimersi e a risolvere il caso che ha segnato la sua vita aiutando il suo ex collega, il capitano Wang (Yu Ailei). Tutti gli indizi sembrano ricondurre a una misteriosa donna di nome Wu Zhizhen (Gwei Lun Mei), di cui Zhang finisce per innamorarsi, mettendo a rischio la propria vita.

China pulp

La passione del regista per le storie poliziesche è evidente ed è stata messa a frutto nel migliore dei modi, integrando nel lungometraggio anche un pizzico di umorismo che ha contraddistinto le sue opere precedenti e alcune sequenze pulp, ben realizzate e dirette, che lasciano il segno.
L'ambientazione della storia nelle classi sociali più umili della Cina contemporanea avrebbe potuto essere uno degli elementi più originali e convincenti della sceneggiatura, ma lo spunto non viene poi sviluppato in modo approfondito. Particolare anche la scelta della protagonista femminile: la tradizionale femme fatale, figura essenziale e immancabile nei noir, in questo caso è la semplice e dimessa impiegata di un negozio di pulizie a secco che si ritrova, suo malgrado, ad affrontare una situazione dai confini sfumati tra il bene e il male.
Il cast caratterizza bene i propri personaggi, soprattutto nel caso di Liao Fan che sa muoversi con naturalezza e bravura tra registri diversi, passando dall'esagerata e quasi surreale sparatoria ambientata nel salone di bellezza all'intensità dell'inseguimento dell'assassino in notturna che avviene dopo una suggestiva sequenza ambientata su una pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Oltre allo schema tradizionale del giallo da risolvere, a sfumature piuttosto sanguinose, Black Coal, Thin Ice, prova a sfiorare anche temi più personali ed emozionanti come l'amore, il tradimento, e la complessità dei sentimenti umani; elementi non tutti trattati con la stessa cura e attenzione, ma tuttavia in grado di arricchire la trama.
Il difetto principale del film diretto da Diao Ynan è invece la struttura troppo frammentata che rende il lungometraggio quasi suddiviso in capitoli e rende complicato lasciarsi coinvolgere dalla passione e dalla voglia di redenzione e riscatto che sostengono la storia.

Fuochi d'artificio in pieno giorno Il talento dell'intero cast artistico e tecnico permettono a Fuochi d'artificio in pieno giorno di sopperire con talento ai propri punti deboli, facendo emergere con forza la bellezza espressiva delle immagini e l'intensità delle performance recitative. Il risultato finale è un noir, sicuramente apprezzabile, in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, brutalità e poesia, cultura orientale e atmosfere internazionali.

7

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