Recensione Frozen - Il Regno di ghiaccio

Immergiti nel magico mondo del nuovo classico Disney

recensione Frozen - Il Regno di ghiaccio
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Non ci possono essere vacanze natalizie senza un film Disney, proprio non esistono: leggende metropolitane vecchie di anni e anni narrano di principesse, avventure, magia e misteri che ogni anno si affacciano allo schermo cinematografico affascinando spettatori di tutte le età. Il Natale, probabilmente, si rifiuterebbe anche di arrivare senza la giusta favola ad annunciarlo...
Leggende e licenze poetiche a parte, ormai il film di animazione natalizio è qualcosa a cui non vogliamo rinunciare e, anche quest'anno, Disney soddisfa i nostri desideri con una storia ricca di amore, fiocchi di neve, ghiaccio, castelli, principesse e... renne! Perché la fantasia dei bambini, a cui maggiormente il film è indirizzato (ma ovviamente non solo a loro), include davvero qualsiasi cosa nella costruzione di un mondo da favola e Frozen - Il Regno di Ghiaccio ha cercato di inglobare il maggior numero di elementi favolistici possibili, creando un film alla portata dei sogni di tutti, che rimette in scena atmosfere spesso dimenticate, ritenute poco adatte ad affascinare il pubblico giovane contemporaneo. Una favola vecchia di anni che si veste della spensieratezza di oggi, divenendo un classico Disney frizzante e ricco di scintillanti sfaccettature, proprio come un cristallo di neve.

Dimenticato...

Da piccole Anna ed Elsa erano davvero inseparabili, ma un giorno, all'improvviso, Anna si ritrova a essere completamente tagliata fuori dalla vita di sua sorella. Elsa si è chiusa in un mondo tutto suo e, dopo la morte dei genitori, l'intero regno di Arendelle è stato chiuso fuori dalle porte del castello. Anna è cresciuta da sola, senza imparare nulla del mondo esterno: è allegra, piena di fiducia negli altri, passionale, spensierata e impaziente di poter finalmente conoscere gente e incontrare l'amore della sua vita. Il giorno dell'incoronazione di Elsa qualcosa va storto: i suoi poteri glaciali vengono resi noti a tutti e la nuova regina fugge nel bosco, nascondendosi al popolo (e alla sorella) e involontariamente scatenando sul regno un inverno perenne. Anna, insieme al coraggioso Kristoff e alla sua fedele renna Sven, parte alla ricerca di Elsa, decisa ad affrontare tutti i pericoli della magia di sua sorella e che le innevate montagne dell'Everest le porranno davanti pur di salvare Elsa e tutto il regno.

La vera magia

Liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen, Frozen - Il Regno di Ghiaccio ne rielabora completamente i contenuti mantenendo intatto solo quel senso di ancestrale magia che tanto affascina da sempre della storia originale. Molti elementi peculiari, come lo specchio rotto attraverso il quale Kai vede il mondo in modo negativo e l'ottimismo, l'amore e la forza di Gerda, sono ancora nel film Disney, solo sono stati trasformati in altro, qualcosa di più semplice da comprendere per un pubblico molto piccolo, ma non per questo meno ricchi di profondità e significato. Di base si tratta della storia di due sorelle, Anna ed Elsa, che il destino ha costretto a essere diversissime tra loro: la prima sente la necessità di essere costantemente in mezzo alla gente, di fidarsi degli altri, è ottimista, solare e sempre pronta a sacrificarsi per il bene del prossimo: Elsa, invece, si sente davvero libera solo quando è da sola: terrorizzata da anni passati a nascondersi per celare il suo potere, non riesce a vedere del positivo nel futuro e tende ad allontanarsi anche dalle cose che ama di più, come Anna. Diverse come l'estate e l'inverno eppure, proprio come le due stagioni, indispensabili l'una alla completezza dell'altra. È quando sono insieme che si vede la loro vera natura, che le barriere caratteriali si abbattono, e si scopre quanto anche le persone più diverse abbiano fondamentalmente bisogno della stessa cosa. È questa necessità comune, universale, che si insegue per tutta la narrazione di Frozen - Il Regno di Ghiaccio, mascherata come la necessaria quest per salvare il destino di una congelata Arendelle.
Un'animazione stilisticamente all'avanguardia, che porta la maestria degli Studios a nuovi impensabili livelli (la rifrazione della luce sul ghiaccio, la consistenza fallace della neve, la complessità delle acconciature delle protagoniste...), ma che si amalgama senza intoppi a una costruzione del tutto classica. Si torna a una sceneggiatura basata sui temi classici dell'amore, della fiducia e della famiglia, che si costruisce attorno alla struttura del musical: tutto può essere cantato e anzi enfatizzato dalla colonna sonora, che accompagna e rende tangibili i pensieri e le emozioni dei protagonisti. Una messinscena quasi teatrale quella diretta da Chris Buck e Jennifer Lee, che si modella come sul più grande dei teatri di Broadway, tra cristalli e fonti di luce ben studiate, costumi mozzafiato e un giusto alternarsi di situazioni commoventi e più leggere scenette comiche. C'è il dramma e il divertimento, c'è il ballo e il monologo in solitudine, ci sono le scene illuminate a giorno e i più intimi spazi chiusi... ma soprattutto c'è il ritrovato gusto dei vecchi Classici Disney e il frizzante senso di giocattolosa realtà che ha caratterizzato le storie proposte negli ultimi anni.
E se scegliere la propria preferita tra Anna ed Elsa può essere allo stesso tempo semplicissimo e complicatissimo, non si può non amare Olaf, lo spirito del rapporto tra le due sorelle. "Quando Elsa abbandona Arendelle", racconta Jennifer Lee, "inizia a giocare con la vera magia che ha nascosto per tanto tempo. il pupazzo di neve che crea nasce dai ricordi dei momenti felici che ha condiviso con Anna quando erano bambine. Olaf rappresenta l'innocenza pura e la gioia dell'infanzia. Nel momento in cui lo abbiamo impregnato di tutto questo, il personaggio è semplicemente decollato. È divertente nel modo in cui sanno essere divertenti i bambini. Non è minimamente influenzato dal mondo. È l'unico personaggio che non lotta con la paura opposta all'amore. Lui è amore".

Frozen - Il Regno di ghiaccio Frozen - Il Regno di Ghiaccio è l’astuto risultato di uno studio svolto a voler unire le atmosfere, musicali e molto teatrali, dell’animazione classica con i più moderni mezzi espressivi, non solo tecnologici ma anche di linguaggio. Un progetto ambizioso, soprattutto dal punto di vista dell’animazione, visto che Disney si è ritrovata ad affrontare quello che da sempre viene considerato l’elemento più complesso da realizzare digitalmente e lo ha reso protagonista indiscusso della sua storia. Un risultato squisito, capace di far provare allo spettatore più giovane una vasta gamma di emozioni, tenendolo incollato allo schermo come un magnete. Ma questo succede tranquillamente anche a quelli che, almeno all’anagrafe, non sono più bambini.

7

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