Everly, la recensione: Salma Hayek sexy anti-eroina Recensione

Salma Hayek, agente FBI sotto-copertura, inizia una guerra personale con un boss criminale in Everly, action-movie in onda in prima tv su Rai Movie

recensione Everly, la recensione: Salma Hayek sexy anti-eroina
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Everly è un'agente dell'FBI che da quattro anni lavoro sotto copertura come prostituta nel giro gestito dal potente boss giapponese Taiko, del quale è stata anche amante. Scoperto il suo tradimento il potente criminale decide di sbarazzarsi della donna, mettendo una taglia sulla sua testa: il denaro fa gola a molte colleghe di Everly, che cercano di eliminarla in ogni modo possibile trovando però la morte nel tentativo. La preda diventa così predatrice anche per l'istinto materno che la porta a proteggere la figlia piccola, condotta nel suo appartamento dall'anziana madre: le quattro mura, dalle quale Everly - una scatenata Salma Hayek - è impossibilitata a fuggire, diverranno luogo di una vera e propria guerra senza esclusione di colpi contro forze di gran numero superiore.

Non chiamatelo gentil sesso

Dopo l'esordio col cult nerd Knights of Badassdom (2013), il ritorno dietro la macchina da presa ad un anno di distanza di Joe Lynch è una vera e propria incursione nel cinema pulp. Peccato che nei novanta minuti di Everly - in onda in prima tv su Rai Movie alle 21.20 nella serata di mercoledì11 gennaio 2017 - venga fuori una palese mancanza di idee che il giovane regista cerca di nascondere accelerando sui lidi di una violenza gratuita e insensata che tenta di scioccare ad ogni costo. Il risultato è un'operazione volgare e scurrile, inutilmente emoglobinica e sadica in cui sparatorie e torture di sorta di susseguono senza sosta dall'inizio alla fine, tra presunti stupri (lasciati fuori campo), smembramenti, esecuzioni brutali con armi bianche o da fuoco in un'incessante battaglia impari intrapresa dalla protagonista Salma Hayek, il cui carisma sensuale e bollente può comunque poco in una sceneggiatura senza capo ne coda. E quando anche il personaggio potenzialmente più interessante, rappresentato da un giapponese morente alloggiato sul divano dell'appartamento e partecipe ad alcuni parzialmente riusciti vagiti di ironia nera abbandona il campo, qualsiasi motivo di interesse viene meno. Poliziotti corrotti, squadroni della SWAT, gruppi di yakuza più o meno agguerriti, un doppio boss intermediario (la coppia formata dal Sadico e dallo schiavo Masochista) e quello finale compongono l'infinita e ripetitiva lista di nemici da sconfiggere da parte di Everly, che qui diventa una sorta di anti-eroina di una struttura smaccatamente videoludica e, complice anche la limitata ambientazione (il sesto piano del palazzo), finisce ben presto per aggrovigliarsi in un noioso reiteramento di evoluzioni action neanche ben coreografate.

Everly Difficile giustificare un'operazione come Everly, inutile intruglio di violenza gratuita e dialoghi scurrili che vede per protagonista una pur volenterosa Salma Hayek. Joe Lynch dirige un mero esercizio di stile cinematograficamente nullo, aborto action strizzante l'occhio al torture-porn caratterizzato da sangue e volgarità in serie che si ricicla inoltre in una stancante monotonia, dovuta parzialmente anche alla scelta di ambientare l'intera vicenda all'interno di un appartamento al sesto piano, ennesimo elemento castrante di una sceneggiatura scritta coi piedi.

4

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