Recensione Eva

Dalla Spagna un'emozionante storia di un possibile, prossimo, futuro di uomini e robot

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Dove risiede l'umanità? E' in grado un robot di provare emozioni pure e spontanee? Il cinema, così come la letteratura, ha sempre cercato di dare una risposta ipotetica a queste domande così avanti nei tempi, anche se il futuro prossimo sembra destinato a riportarle in auge. E così dopo recenti classici come A.I. Intelligenza artificiale di Spielberg, e prodotti più leggeri quali L'uomo bicentenario, ora è la scena spagnola che prova a darci la sua personale risposta. Già comprato per il mercato italiano da Videa, e annunciato prossimamente nelle sale italiane, Eva ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica all'ultimo Festival di Venezia e vinto 3 Premi Goya, gli Oscar Spagnoli. Diretto da Kike Maíllo, giovane regista cresciuto sotto l'ala di Guillermo del Toro, il film è ambientato in un futuro prossimo nel quale i robot hanno raggiunto un incredibile livello tecnologico...

"Cosa vedi, quando chiudi gli occhi?"

Siamo per l'esattezza nel 2041, nella cittadina di Santa Irene in Spagna. Alex (Daniel Bruhl), noto ingegnere cibernetico, torna a casa dopo dieci anni per lavorare ad un progetto segreto che ha la scopo di creare una bambina robot, capace di provare le stesse emozioni di un giovane essere umano. Ma oltre all'ambiziosa "missione" che si trova davanti, l'uomo dovrà anche venire a patti con il proprio passato, e col rapporto che ora lega suo fratello David (Alberto Ammann) e la sua ex, Lana (Marta Etura), che hanno avuto anche una figlia, Eva (Claudia Vega). La bambina, che spicca per spontaneità e intelligenza, si affeziona, ricambiata, a suo zio Alex, che decide di prenderla come modello su cui costruire l'intelligenza artificiale del robot cui sta lavorando... Un'opera soprendente, folgorante, in grado di emozionare a più riprese con un apice emotivo nel toccante finale, e che riesce a conquistare sin da subito per l'intensità dei suoi protagonisti, su cui spicca la giovanissima esordiente Claudia Vega, vera e propria rivelazione di cui sicuramente sentiremo ancora parlare. Un film che riesce a toccare nelle corde più profonde del cuore, senza mai scadere nel patetismo o in facili lacrime, ma approfondendo e scavando nell'anima dei suoi protagonisti, divisi tra il passato e il presente, etica e compassione. Le macchine di questo ipotetico futuro sono pressoché simili agli uomini, sia nel comportamento che nell'aspetto, e questo inevitabilmente pone adito a dubbi morali su quale sia il diritto di privare un'entità, seppur senziente, della propria esistenza. Una semplice frase è infatti in grado di disattivare per sempre la memoria cibernetica di questi evolutissimi robot, resettandoli come in una qualsiasi morte umana. Ambientato in una piccola cittadina, sovrastata da montagne innevate che innescano una potente e ispirata aura malinconica, Eva non soffre neanche per un istante di momenti di stanca, riuscendo a regalare personaggi ottimamente caratterizzati (menzione speciale per il bizzarro maggiordomo robot di Alex) e una storia, per quanto avveneristica, convincente e credibile. Credibilità aumentata dagli ottimi effetti speciali, con un integrazione di effetti digitali e animazioni di alcuni automi incredibilmente perfetta con l'ambiente circostante. E il cliffhanger nella parte finale, a suo modo geniale nel sovvertire le previsioni precedenti, rende ancora più bella una pellicola che speriamo di poter vedere presto anche nei nostri cinema.

Eva Eva è un film che esce fuori da qualsiasi genere: fantascienza, dramma, thriller sono fusi in questo perfetto concentrato di emozioni, che non ha nulla da invidiare ai classici del genere. A un passo dal capolavoro, un'opera che tiene incollati sino alla fine, avvinghiando con i suoi toni suadenti e intensi e i suoi sobri ma splendidi effetti speciali, rapendo con il sapore di una fiaba avveniristica pregna di toccante magia.

8.5

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