Recensione Equilibrium

Cosa hanno in comune Matrix e 1984? Scopriamolo in Equilibrium, ora in HD.

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Nunzio Gaeta Nunzio Gaeta ama scrivere e parlare in maniera trasversale di cinema, serie tv e videogames, nonché di tutto ciò che ruota intorno alla cultura giapponese. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

E’ possibile vivere in un mondo popolato da individui senza nessuna emozione? L’emozione, valore dalle mille sfaccettature, può provocare morte, dolore, odio, rancore, rabbia, ma altrettanti sentimenti come l’amore, la speranza, la gioia. Vale la pena vivere senza di essa? E, se decidiamo di privarcene, cosa resta del nostro lato umano? Cosa ci rende diversi da una qualsiasi altra macchina capace di alimentare il mondo? Tutte domande, queste, che vanno a riscontrarsi in Equilibrium, film cult del 2002 scritto e diretto da Kurt Wimmer (Salt e Ultraviolet tra gli altri), che vede come protagonisti un tormentato Christian Bale insieme ad Emily Watson (vista anche nel recente War Horse) e a Taye Diggs. A prima vista (complice anche lo slogan americano che ai tempi recitava uno squallido "dimenticatevi Matrix"), Equilibrium può sembrare soltanto una mera copia del classico dei Wachowski, ma addentrandosi nella trama scopriremo che non è affatto così. Uno script che ben s’interfaccia con opere come 1984, e che da luogo alle vicende narrate in un precisato futuro dilaniato da continue guerre.

La fine della guerra, ma a che prezzo?

Per porre fine a questi feroci conflitti che hanno irrimediabilmente piegato l’umanità, viene istituito un nuovo ordine, governato da un misterioso pseudo dittatore chiamato Il Padre, il quale decide di porre fine alle dispute tentando di annientare il problema alla radice: ossia eliminando ogni traccia d’emozione dall’animo umano. Grazie alla completa distruzione di tutto ciò che ci rende creativi ed emotivi (libri, quadri, ogni tipo d’animale ma anche dei più semplici colori primari) e grazie all’ausilio di una droga chiamata Prozium, ciò che resta della civiltà diviene in poco tempo piegata e annientata di fronte alla volontà di questo strano individuo. Un regime che ricorda alla lontana il Nazismo portato alla sua massima espressione, con tanto di forze armate attue a sopprimere ogni tipo di ribellione. Ribellione che può consistere, come s’intravede fin dalle battute iniziali, anche solo nel tenere nascosti cimeli e rimembranze di una civiltà ormai perduta, capaci di scaturire una qualsiasi emozione. Nel tentativo di frenare questa ribellione viene instituito il Tetragrammaton, ossia un ordine composto da individui senza scrupoli, chiamati Cleric, al servizio del Padre dotati di una sola direttiva: distruggere ogni tipo di ricordi materiali e uccidere gli oppositori. Ed è proprio uno dei Cleric, ossia John Preston, che per una serie di circostanze riuscirà ad aprire il suo animo rimasto sopito da tempo e a cercare di porre fine a questa tirannia.
La particolare impronta stilistica volutamente minimalista del film ha permesso al regista di contenere le spese pur dando alla pellicola un'impronta “asettica” e “fredda” che conferisce un’atmosfera sicuramente vincente. Le stesse scene che fanno da apripista al film, prese dai vari conflitti passati della nostra storia, donano un senso di continuità e coerenza alla produzione, pur risultando, a conti fatti, semplici collage ben architettati. Nonostante presenti svariati punti in comune con Matrix, specialmente nelle scene di combattimento che accompagnano i momenti più adrenalinici della pellicola, Equilibrium risulta un prodotto sicuramente consigliabile a chi è attratto dai più svariati concetti di fantapolitica o distopia presenti nel film, o anche solo a chi cerca un prodotto valido e, per certi aspetti, diverso dal solito.

Mediocrità tecnica.

La versione Bluray di Equilibrium si presenta in maniera piuttosto mediocre: un’attenzione anche solo minima in più non avrebbe di certo guastato. Il video ci dona un immagine molto granulosa che perde innumerevoli dettagli nelle scene luminose, rivelandosi appena sufficiente in quelle più buie. Ciò è dovuto ad una pessimo utilizzo del filtro DNR, che d’altra parte però ha perlomeno contribuito ad annullare pixellamenti e imperfezioni presenti nella versione dvd. L’ abbozzata resa cromatica trae vantaggio dallo stile e dalle ambientazioni asettiche risultando a prima vista senza infamia e senza lode. Il sonoro si assesta su livelli migliori, con traccia 5.1 sia per l’italiano che per l’inglese, pur non brillando certo per limpidità o chiarezza. Altra nota stonata è riservata agli extra, quasi del tutto assenti, se si esclude il commento del regista al film (interessante specialmente nella parte inerente al budget) e nel semplice making of del film in bassa risoluzione a 4:3. Insomma, una versione home video che di certo non brilla per qualità o contenuti, e che può far chiedere un occhio solo ed esclusivamente se non si possiede già la versione in dvd, o se si è dei veri sostenitori del film, s’intende.

Equilibrium L’edizione Bluray di Equilibrium si presenta superficiale e abbozzata sia per qualità e quantità di contenuti che per lo stesso transfer effettuato alla pellicola. Nonostante questo resta, anche in virtù del prezzo ridotto, ugualmente consigliata verso chi è intenzionato a visionare un film che non brilla per nessuna dote in particolare, ma che rappresenta sicuramente una piacevole visione.

6

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