Emelie, la recensione del thriller di Michael Thelin Recensione

Una giovane babysitter che nasconde più di un segreto si "prende cura" di tre bambini in Emelie, teso thriller / horror diretto da Michael Thelin.

recensione Emelie, la recensione del thriller di Michael Thelin
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Che non tutte le babysitter possano essere come Mary Poppins è certo un dato di fatto, ma anche la protagonista di Emelie spicca tra le numerose colleghe filmiche in quanto vera e propria villain della pellicola. Nel teso thriller di Michael Thelin (al suo esordio nel lungometraggio dopo una carriera decennale nel settore dei video musicali) disponibile su Netflix infatti i coniugi Thompson sono in procinto di festeggiare il tredicesimo anniversario di matrimonio e, per non lasciare da soli i tre figli (rispettivamente di 11, 9 e 4 anni) nonostante l'assenza dell'abituale babysitter, decidono di affidarli alla giovane Anna, una ragazza dalle ottime referenze. Quando la giovane rimane però da sola con i bambini dimostra subito degli strani comportamenti che sembrano legati al suo recente passato...

Il nemico alla porta

Un horror psicologico che destabilizza i canoni del classico home-invasion ristrutturandoli dall'interno in quanto il nemico si palesa progressivamente, già dai primi minuti, nella persona che dovrebbe badare ai piccoli. Dei tre pargoli solo il primogenito sembra accorgersi degli strani comportamenti della babysitter, andando lentamente a svelare il ben ordito nugolo di segreti e bugie che la ragazza nasconde. E' un gioco semplice quello messo in scena dal regista che sa rivelarsi sorprendentemente efficace nel progressivo sviluppo degli eventi, con risvolti non banali e un paio di scene madri alquanto emotivamente disturbanti se filtrate nell'ottica del contesto. Emelie mostra lentamente le sue carte in un crescendo di tensione e schiva i pericoli di una narrazione parzialmente monotona, con le quattro mura di casa che si trasformano in una vera e propria prigione per le tre innocenti e potenziali vittime e le vie di salvezza che si assottigliano sempre di più all'avvicinarsi dell'epilogo. Thelin sa dove andare a parare nella gestione del gruppo di personaggi protagonisti, non rinunciando ad una violenza fuori-campo ma non meno intensa e dimostrando solida organizzazione registica nella gestione dei piccoli attori, ottimi colleghi in erba della villan assoluta di Sarah Bolger: l'attrice de I Tudors e C'era una volta è capace di trasudare innocenza e crudeltà con un registro di sfumature non indifferenti.

Emelie Thriller "casalingo" che flirta con l'horror psicologico, Emelie è una piacevole e originale sorpresa di genere capace di suscitare tensione e inquietudine in egual misura negli ottanta minuti di visione. Complici le convincenti performance dei piccoli attori e della protagonista Sarah Bolger, innocente e subdola al contempo, l'esordio su grande schermo di Michael Thelin si rivela emotivamente coinvolgente e registicamente ben organizzato, speziando con soluzioni originali una trama solo sulla carta prevedibile.

6.5

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