Recensione Educazione Affettiva

Federico Bondi e Clemente Bicocchi realizzano un documentario che racconta la scuola elementare come luogo di transizione dall'infanzia all'adolescenza: un’opera ad altezza bambina che narra il lato più bello e speciale della scoperta del mondo

recensione Educazione Affettiva
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Sempre e da sempre nell'occhio del ciclone, la scuola come luogo del sapere e della crescita, rappresenta un po' il fulcro di ogni società, essendo fucina e carburante per la formazione delle generazioni a venire, e quindi del futuro stesso. Imperitura fonte di dibattito sociale e politico, il modello scolastico è qualcosa che cambia e si trasforma nel tempo, aderendo ogni volta a stili e convenzioni sociali diverse e in continuo mutamento. Eppure quello che resta (o almeno dovrebbe restare) inalterato nel tempo è il concetto di educazione in senso lato, ovvero il percorso attraverso cui ogni singolo individuo può apprendere il valore della vita e il rispetto per gli altri. Ed è proprio attorno all'importanza di questo concetto che prende vita Educazione affettiva - documentario scritto e diretto a quattro mani da Federico Bondi (mar Nero, 2008) e Clemente Bicocchi - che ritrae l'aspetto più intimo dello stare a scuola, inquadrato attraverso le fotografie degli ultimi giorni tra i banchi di una quinta elementare della Scuola Pestalozzi in Toscana.

A scuola

Presentato nella speciale cornice della Camera dei Deputati, in una proiezione aperta a insegnanti, bambini e introdotta dalle sentite parole dello stesso vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, Educazione affettiva sfrutta il momento di transizione tra la fine di un ciclo scolastico (le elementari) e l'inizio di quello successivo (le medie) per osservare da vicino sguardi, parole, sogni e paure di un gruppo di bambini più o meno pronti a diventare ‘grandi'. La voglia di trovare un senso (come sottolineato anche dalle parole dell'omonima canzone di Vasco Rossi utilizzata nella colonna sonora) diventa dunque centrale in quella che è una realtà infantile alla ricerca della propria identità, del proprio modo di stare al mondo, del proprio sistema di relazionarsi. Spronati da insegnanti assai ispirati e in un contesto che non rappresenta esattamente l'ordinario scolastico ma piuttosto un esempio mirabile, il documentario di Bondi e Bicocchi s'introduce rispettoso nei luoghi fulcro della scuola (la classe, la palestra, il ‘fuori') per carpire quei piccoli grandi gesti che fotografano lo stato di coinvolgimento umano e sociale di queste energiche esistenze tutte in divenire. Il desiderio di chi vuole cambiare città dopo la perdita dei nonni, le paure di chi teme l'impatto con un mondo che ancora non conosce, le rivelazioni di chi ha sofferto il dramma dell'esclusione ma ne è forse uscito più temprato degli altri, sono tutti i tasselli di un unico puzzle narrativo che inquadra e racconta l'infanzia nel suo grande potenziale espressivo, e nella sua dinamicità migliore.

Educazione Affettiva Federico Bondi e Clemente Bicocchi firmano un film piccolo, che ci tiene a restare tale e che non ritrae - di fatto - la situazione attuale della scuola italiana ma piuttosto un modello cui ci si dovrebbe ispirare, avendo i mezzi per farlo. Un documento di valore che riflette ad altezza bambina sull’importanza di quei primi anni di approccio al mondo esterno, quelli che poi saranno le basi della struttura ossea ed emotiva degli adulti che verranno.

6.5

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