Recensione E Se Vivessimo Tutti Insieme?

Dalla Francia una commedia agrodolce per ragionare sul trasformarsi della vita nello scorrere delle primavere

Articolo a cura di

È tempo per il cinema di fare i conti con le nuove fisionomie delle società contemporanee, alimentate dal consumismo giovanile, ma inevitabilmente contraddistinte da un'età anagrafica che cresce ogni giorno di più. Intento del regista francese Stéphane Robelin (qui alla sua opera seconda dopo Real Movie del 2004) era dunque quello di fotografare (antropologicamente) proprio la condizione strutturale e le interazioni sociali di quelle esistenze che hanno attraversato numerose primavere. Dunque un'analisi della senilità in tutte le sue sfumature di colore, che si sofferma in particolar modo su quelle caratteristiche che di solito tendono a non entrare nei ritratti della società ‘anziana' - allegria, spensieratezza e (perché no) sessualità. E se vivessimo tutti insieme? si ripropone così di raccontare il dramma insito nel processo di naturale invecchiamento inviso eppure pertinente alle moderne società, per evidenziarne anche (e soprattutto) il volto più solare, conviviale e di norma meno raccontato che convive con i problemi di un corpo e di una mente in graduale perdita di energie. La storia di cinque amici di vecchia data (due coppie e uno scapolo incallito) diventa qui espressione di una convivenza che ‘risolve' (o meglio accantona) il problema della gestione solitaria dell'età che avanza e della graduale regressione dell'individuo alla sua dipendenza primigenia, ritrovando la forza nel valore dell'unione e convogliando le difficoltà di ognuno in una sorta di collettività autosufficiente.

Questione di... età

Annie (Geraldine Chaplin), Jean (Guy Bedos), Claude (Claude Rich), Albert (Pierre Richard) e Jeanne (Jane Fonda) sono cinque, inseparabili amici oramai tutti oltre gli ‘anta'. Il loro legame, solido e longevo, è l'unico elemento che sembra fiorire anziché appassire con il passare del tempo che, suo malgrado, si palesa nei problemi di ordine fisico (i problemi cardiaci di Jean o la malattia incurabile di Jeanne) e psicologico (una galoppante forma di Alzheimer che sta trasfigurando la vita di Albert) in tutti i componenti del gruppo. E mentre la cinica società (incarnata dai figli dei protagonisti) è già pronta a parcheggiare queste esistenze sul viale del tramonto in più adeguati luoghi ‘di riposo', prende corpo nei cinque amici l'idea di raggruppare gioie e dolori in una convivenza che rivendichi il diritto di non abdicare alla propria vita, ma (piuttosto) la voglia di combattere per viverla fino in fondo. Nascerà così questa sorta di ‘comune dell'età matura' destinata ad accogliere al suo interno anche il giovane Dirk (Daniel Bruhl), studente di antropologia alle prese con una tesi sulle ‘attitudini' della terza età. La casa di Annie e Jean diverrà dunque luogo di rilfessione intima e condivisione estrema dei propri spazi e dei propri dolori, un luogo che farà venire a galla anche alcuni segreti dell'affiatato quintetto rimasti taciuti per una vita intera.

"I sentimenti non invecchiano (quasi mai) con l'età..."

E se vivessimo insieme è il dramma della terza età visto con gli occhi radiosi della commedia. A raccontarlo sono i protagonisti (un cast di all star) di questa storia dolce-amara che parla di amicizia e solidarietà, ma anche di tradimento e di morte. Tutto ciò che di bello, o di brutto, appartiene per natura alla vita entra a far parte infatti di questa tavolozza di personaggi che insieme rappresentano uno spaccato del processo d'invecchiamento e dei problemi a questo connaturati. Attraverso l'occhio di Dirk, antropologo e dunque avido spettatore dei comportamenti dell'essere umano, E se vivessimo insieme? è un viaggio alla scoperta dell'altro (o meglio dell'altro io che si palesa con il passare del tempo); la scoperta più triste di un tempo che passa portandosi via non solo l'idea di un'esistenza autosufficiente, ma (in parecchi casi) anche (e soprattutto) il soave ricordo di quell'esistenza.

E se sivessimo tutti insieme? Stéphane Robelin affronta il tema poco appetibile e (generalmente poco trattato al cinema) della senilità, confezionando però non il solito dramma a tinta unita ma piuttosto un film immerso in una galleria di colori (solari o cupi) che descrivono la vita umana in relazione al passare del tempo. Un film che non osa e non sfida alcun reale tabù, ma che pone un lieve sorriso al posto della smorfia di dolore e che esorcizza il nero della morte attraverso il rosa shocking di una bara che inneggia alla vita.

6.5

Che voto dai a: E se sivessimo tutti insieme?

Media Voto Utenti
Voti totali: 6
5.5
nd

Altri contenuti per E se sivessimo tutti insieme?