Roma 2014

Recensione Doraemon 3D

Il mitico gatto robot creato da Fujiko Fujo rivive in un bellissimo film in CGI, trentacinquesimo della serie cinematografica

recensione Doraemon 3D
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

È incredibile come, a quarantacinque anni dall'uscita del primo episodio a fumetti, Doraemon sia ancora così attuale, senza tempo, nonostante sia sempre costantemente calato nel “presente”. Magia di un gatto robot futuristico idolo di milioni di bambini, protagonista di innumerevoli manga, tre serie animate, numerosi corti e ben 35 lungometraggi cinematografici. Un successo inarrestabile e mondiale, che ha consacrato la coppia di fumettisti nipponici che si cela dietro lo pseudonimo di Fujiko Fujo nell'Olimpo della letteratura per ragazzi. In Stand by me Doraemon, arrivato nel nostro paese col più semplice titolo di Doraemon 3D, viviamo una sorta di reboot della saga, che rimane ancorata alle sue basi ma si proietta verso le nuove generazioni di bambini anche tramite un restyling in CGI e l'uso della stereoscopia, elementi finora inediti nei film per il cinema. Tutto, ad ogni modo, è come lo conosciamo, senza cambiare di una virgola: il look dei personaggi, il setting delle ambientazioni, e l'enorme varietà degli utopistici chusky sfoderati dalla tasca interdimensionale (il mitico gattapone) del felino robotico azzurro.

Nobita Nobi's sliding doors

La storia di Doraemon e del suo amico Nobita riparte dunque da zero, col simpatico androide (o sarebbe meglio dire gattoide?) che arriva dal futuro per aiutare Nobita Nobi, un ragazzino di buon cuore ma piagnone e scansafatiche, a migliorare le sue prospettive per il futuro. Se, difatti, non si darà da fare e supererà la sua indole indolente, il destino serberà un'esistenza misera al ragazzo, nella quale non esaudirà nessuno dei suoi sogni. Doraemon, tramite l'ausilio di bizzarri gadget detti chusky, caccerà fuori dai guai il nuovo amichetto innumerevoli volte e lo aiuterà ad essere rispettato dai compagni di scuola Gian e Suneo e benvoluto dal suo amore segreto, la dolce Shizuka.
È interessante notare dunque come Doraemon 3D sia perfettamente fruibile da chiunque, perché i nuovi piccoli fan godranno della storia dall'inizio, mentre quelli storici (oramai più che grandicelli, sia che abbiano seguito le vecchie serie animate o quella più recente del 2005) troveranno un facile raccordo con le loro memorie e vedranno, in qualche modo, anche la conclusione di quest'epopea, per quanto il finale resti intelligentemente aperto.

Chusky per tutti i gusti

Se ai puristi l'idea di un Doraemon in 3D può far storcere il naso, possiamo assicurarvi che quella sfoggiata da Stand by me Doraemon non è la classica CGI “di convenienza” sfruttata per sveltire il lavoro sull'animazione destinata all'infanzia. Ben consci di non avere le risorse tecniche di Disney-Pixar o DreamWorks, i realizzatori del film hanno optato per un aspetto molto “lucido” e solo apparentemente semplice, ottimizzando i risultati con una fotografia accattivante ma non lasciando indietro molti bei dettagli. Basta vedere la cura con cui sono animati i personaggi e disegnate certe scenografie: i prati o i cieli stellati sono resi inaspettatamente bene. Inoltre, la stereoscopia è effettiva per gran parte del film, portando piccoli e grandi spettatori “all'interno” della pellicola come se fosse una giostra, ma senza stancare e senza mai perdere di vista il cuore pulsante dell'operazione, ovvero la storia e i sentimenti dietro di essa. Mixando tre celebri episodi della serie che narrano dell'incipit e della fine delle avventure del duo, nonché del matrimonio di Nobita, i registi Ryuichi Yagi e Takashi Yamazaki dipingono tutta la parabola dell'evoluzione dell'amicizia dei due personaggi ma soprattutto della conseguente maturazione del ragazzino, che si rende conto che le persone care sono sempre pronte a darti una mano, ma il primo a doversi impegnare per far sì che tutto vada per il meglio sei tu stesso. Si esplorano, senza paroloni ma con tanta sincerità, i rapporti interpersonali tra le persone, con un linguaggio adatto ai bambini ma che colpisce anche gli adulti, a cui viene ricordato il peso della responsabilità e l'importanza dell'educazione dei più piccoli.

Doraemon 3D Doraemon 3D, sfruttando abilmente la commistione fra i punti di forza dell'ormai classica serie e quelli dei moderni film in CGI, conquista il pubblico di ogni età con il giusto amalgama di azione, divertimento, sentimenti e piccole ma importanti lezioni di vita. Ryuichi Yagi e Takashi Yamazaki, con la maestria imparata dal gattone blu, tirano fuori il chusky giusto al momento giusto dal loro gattapone, e noi siamo felici di testimoniarlo.

7

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