Recensione Donnie Brasco

Al Pacino e Johnny Depp sono i superbi ed intensi protagonisti di Donnie Brasco, magistrale mafia-movie diretto nel 1997 da Mike Newell ed entrato di diritto nella storia del genere.

recensione Donnie Brasco
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I film di mafia che sono entrati nella storia del cinema hanno sempre potuto contare su grandi interpretazioni: dalla trilogia de Il padrino a Quei bravi ragazzi, attori di primissimo livello hanno sfumato magnificamente personaggi spesso scomodi, vere e propri antieroi e/o criminali spietati ed al contempo ricchi di umanità. Nel 1997 anche Donnie Brasco si aggiunge al pantheon del sottofilone, mettendo in mostra l'indimenticabile rapporto di amicizia / sfida che vedeva per protagonisti Al Pacino e Johnny Depp. Diretta dal Mike Newell di Quattro matrimoni e un funerale (1994) e Harry Potter e il calice di fuoco (2005), la pellicola è ispirata al romanzo autobiografico del vero Joseph D. Pistone, agente FBI sotto copertura che agì da infiltrato per diversi anni nei più pericolosi ambienti della malavita newyorkese.

Quei bravi ragazzi

Infiltrato con l'identità di un ricettatore di gioielli e con il nome di Donnie Brasco, l'uomo entra in contatto con i vertici della famiglia Bonanno grazie all'interdizione di Lefty Ruggiero, un pesce piccolo di mezz'età che non è mai riuscito a scalare i ranghi. Tra i due vige un rapporto di rispetto ed amicizia che rischia di incrinarsi quando viene promosso capo della banda lo sbruffone Dominick "Sonny Black" Napolitano. Oltre a dover lottare con i propri rimorsi di coscienza (se venisse scoperto anche l'ormai amico Lefty rischierebbe la vita), Joe / Donnie si trova alle prese con una crisi matrimoniale dovuta ai suoi numerosi periodi d'assenza da casa. E mentre le indagini si avvicinano sempre di più ad una svolta, anche i rischi si fanno più pericolosi.

Onore e dovere

Non è mai semplice caratterizzare col giusto piglio la personalità di un infiltrato, e i rischi di scadere nella banalità dei luoghi comuni sono spesso difficili da evadere. Mike Newell, potendo contare sull'immensità introspettiva della (vera) storia da raccontare, si cimenta nell'impresa con un piglio deciso e scattante che infonde all'operazione e al suo protagonista la giusta dose di sommesso tormento. Il tutto senza dimenticare una ricca costruzione narrativa che trova nel complementare personaggio di Lefty il giusto mezzo per garantire alla vicenda un'intensità drammatica che lascia il segno, sublimata dal toccante epilogo. Un'esistenza di tradimenti, da quello coniugale e verso i doveri di genitore sino al continuo doppio gioco coi compagni di banda, che destabilizza Joe / Donnie fino al punto di creare in lui un vero e proprio cortocircuito, scaturente anche dallo stretto rapporto con l'amico mafioso. Il film si regge su una calibrata gestione del ritmo che coniuga nel migliore dei modi gli istinti drammatici a virate thrilling tipiche dei migliori crime-movie, sguazzando in un equilibrato mix di ironia e violenza che rispecchia abbastanza realisticamente gli ambienti criminali del periodo. Periodo che risplende dal punto di vista scenico tramite una perfetta rappresentazione di ambienti e costumi, trasportando con fascinosa veemenza negli anni '70 in quel mondo di vizi e malaffare. Al resto ci pensano Depp e Pacino che, in prove che si muovono su un perenne filo tra vibrante sottrazione ed esplosioni magnetiche, ci offrono un rapporto che esplode in una malinconica genuinità e da vita a scene madri di rara potenza emozionale.

Donnie Brasco Mike Newell dirige nel 1997 uno dei mafia-movie migliori del decennio, trovando una regia ispirata e un comparto tecnico di primissimo ordine, capace di raccontare con la giusta intensità la forza insita nella vera storia dell'infiltrato Joe Pistone, alias Donnie Brasco. Una storia di amicizia e di affetti, trovati e perduti, che ripercorre alcuni topoi classici del genere con istinti citazionisti ma ricchi di una feroce personalità, trovando nella coppia Pacino - Depp il vero e proprio fiore all'occhiello, per oltre due ore ricche di emozioni mai banali e scontate.

8

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