Roma 2015

Recensione Dobbiamo parlare

Sergio Rubini presenta al Festival del Cinema di Roma 2015 la sua ultima opera dal titolo Dobbiamo Parlare: un affresco amaro e pungente del viver di coppia, declinato nelle affinità politiche e sociali, contaminato dal 'vizio' dell'amore o del denaro.

recensione Dobbiamo parlare
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Siamo ‘in casa' della Roma borghese, più precisamente in uno splendido ma ‘problematico' appartamento (l'acqua calda è poca, la corrente salta) nel cuore della città eterna e con una splendida vista sopraelevata. Vanni (Sergio Rubini), uno scrittore affermato sempre in cerca di sfornare best-seller e la sua compagna Lina (Isabella Ragonese), scrittrice trentenne in cerca di un suo affrancamento professionale, sono in procinto di andare a una mostra e poi a cena con gli editori di Vanni. Una serata all'insegna di quelle public relations sempre troppo necessarie nel lavoro che entrambi svolgono. Ma l'imprevisto è dietro l'angolo. Costanza (Maria Pia Calzone), dermatologa e migliore amica di Lina, sta per piombare in casa loro con una notizia bomba. La donna ha infatti scoperto, complici le nuove tecnologie, che il marito (Fabrizio Bentivoglio), un noto e facoltoso cardiochirurgo, ha una relazione extraconiugale con la moglie del macellaio. La notizia promette di essere una di quelle mine vaganti che una volta attivate distruggono ogni cosa. Saltata la cena con gli editori, Vanni e Lina si ritroveranno invischiati in una serata di chiarimenti, rivelazioni e accuse che partendo dagli amici poi coinvolgerà inevitabilmente anche la loro stessa relazione. Come nella migliore tradizione dei ritrovi da ‘confessionale', la serata della consolidata coppia (nove o dieci anni che stanno insieme, fanno perfino fatica a ricordarlo) andrà infatti incontro a un fuoco incrociato di parole da cui non sarà facile uscire illesi. A osservare da un lato il pungente quadretto sarà invece il pesce rosso di casa, posto lì a scopo terapeutico per affrontare la rinomata fobia di Lina per gli animali, e che diventerà invece e suo malgrado testimone di un ‘pericolosissimo' campo di battaglia verbale ed emotivo. Chi si salverà?

Parole affilate come spade

Sergio Rubini torna dietro la macchina da presa con Dobbiamo parlare (titolo che si rifà alla classica frase che all'interno di una coppia indica l'imminente arrivo di una spinosa questione da affrontare, e che rappresenta la traduzione per il cinema della commedia teatrale scritta dallo stesso Rubini dal titolo Provando... ne dobbiamo parlare) e rielabora quella che sembra essere una struttura particolarmente in voga al cinema negli ultimi anni, ovvero l'analisi dialogica di un nucleo, in un confronto scatenato da un elemento di disturbo iniziale e tendente al parossismo emotivo, quando non all'isterismo collettivo. Non a caso il film di Rubini sembra essere una via di mezzo tra il fin troppo rigoroso Carnage di Polanski e il liberatorio Il nome del figlio di Francesca Archibugi (a sua volta ispirato al racconto - e poi film - francese Le Prénom). Come i succitati ‘cugini' filmici anche Dobbiamo parlare di Rubini utilizza lo stesso schema teatrale con pochi protagonisti (qui solo due coppie), una sola location (la casa di Vanni e Lina), e un crescendo dialogico dai risvolti catartici, liberatori, in qualche misura anche distruttivi. In questo genere di film la verve e la funzionalità della scrittura, così come la ‘tenuta' attoriale dei protagonisti e l'equilibrio tra i registri comico e drammatico sono tutto. Sergio Rubini riesce a dosare piuttosto bene il suo materiale puntando soprattutto sull'ottima sceneggiatura scritta a sei mani dallo stesso Rubini, con Carla Cavalluzzi e la pungente penna di Diego De Silva. Forse è proprio il contributo di quest'ultimo a dare alla commedia quella sferzata di ironia (incarnata soprattutto dall'Alfredo di Bentivoglio), che riesce a stemperare l'amarezza di una storia dove non sembra esserci luce di speranza, almeno dal punto di vista delle relazioni di coppia. Alcuni bassi fisiologici, qualche stereotipo (specie politico) di troppo e un finale forse non all'altezza della parte centrale, non inficiano più di tanto la godibilità e la freschezza di una commedia italiana che nonostante i suoi limiti spinge sulla forza di dialoghi incalzanti e schietti per parlare di un tema sempre spinoso, come quello della totale sincerità e dell'altruismo affettivo quale meta ultima dei (e nei) rapporti. Una versione light sul tema delle coppie fondamentalmente in crisi di identità, politica, sociale ed emotiva, prima ancora che prettamente relazionale.

Dobbiamo parlare Sergio Rubini presenta la sua ultima opera dal titolo Dobbiamo parlare, un affresco colorato e pungente sullo stato di coppia. Un'opera di impostazione teatrale (che è infatti tratta dall'opera per il teatro dello stesso Rubini dal titolo Provando... ne dobbiamo parlare) che s'inserisce nel filone di commedie dialogiche in cui lo scontro verbale diventa strumento critico e catartico, liberatorio e distruttivo, all'interno di una logica corale e verbale di analisi filmica.

6.5

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