Recensione Deadheads

Zombi, splatter e risate dal sapore anni Ottanta

Articolo a cura di

Per tutti i seguaci della musica del passato, i deadheads altro non rappresentano che coloro che furono i seguaci del gruppo rock dei Grateful dead, intenti a seguire il più possibile i concerti della band durante i suoi tour.
Nel caso del lungometraggio diretto da Brett e Drew T. Pierce, però, già autori nel 2003 di due episodi inclusi nel collettivo Secrets of Fenville, la musica del periodo hippie non c'entra assolutamente nulla, in quanto è una vicenda zombesca ambientata ai giorni nostri quella destinata a dominare i circa novantaquattro minuti di visione.
Una vicenda zombesca che vede Michael McKiddy e Ross Kidder rispettivamente nei panni di Mike e Brent, i quali, in maniera inspiegabile, sono gli unici due infetti che pare siano riusciti a mantenere la propria lucidità nel mezzo di un'epidemia che ha finito per trasformare tutti i comuni mortali in aggressive salme viventi.
Quindi, non solo non manifestano alcuna forma di appetito per la carne umana, ma decidono anche di partire in viaggio per ritrovare l'amore perduto del primo; mentre una grossa azienda senza scrupoli, a quanto pare coinvolta nell'invasione e con progetti segreti in merito, non tarda a mettersi sulle loro tracce.

La notte dei non morti viventi

Se vogliamo, una coppia che rischia di ricordare per certi versi quella protagonista di Scemo & più scemo di Bobby e Peter Farrelly, ma che non può fare a meno di richiamare alla memoria il tedesco Maial zombie-Anche i morti lo fanno di Mathias Dinter per quanto riguarda la generale situazione di cui si trova protagonista.
Perché, al di là della presenza dei morti viventi, il cui look risulta piuttosto simile a quello degli zombi visti nell'australiano Undead di Michael e Peter Spierig, è fondamentalmente una commedia quella che scorre sullo schermo.
Una commedia che rimescola in un certo senso le carte de Il ritorno dei morti viventi 3 di Brian Yuzna al fine di tirare fuori un elaborato che arriva quasi ad assumere i connotati di una presa in giro delle storielle sentimentali hollywoodiane.
E, per poter capire meglio da quali parti si trovi il tutto, sarebbe sufficiente citare la sequenza in cui, presso un drive in, viene proiettato La casa di Sam Raimi, ovvero il classico dello splatter che ha contribuito in maniera fondamentale a lanciare quella tipologia di film dell'orrore da ridere poi efficacemente riconfermata dal giovane Peter Jackson di Bad taste-Fuori di testa e Splatters-Gli schizzacervelli.
Oltre che da Brett e Drew T. Pierce, i quali, pur senza eccellere, ci regalano in questo caso uno spettacolo tanto movimentato quanto divertente che, a partire da I Goonies verbalmente citato, difficilmente nasconde un certo clima di nostalgia nei confronti di quello che fu il colorato, coinvolgente e scacciapensieri cinema d'intrattenimento degli anni Ottanta... horror e non solo.

Deadheads In fatto di morti viventi, Brett Pierce già prese parte nel 2002 allo straight to video collettivo Dead/Undead, nel quale Drew T. Pierce figurò in qualità di scenografo e di assistente al trucco. In questo caso, entrambi dietro la macchina da presa, confezionano circa novantaquattro minuti di visione atti a sfruttare la figura degli zombi per far ridere, pur tirando in ballo la classica vicenda sentimentale spesso alla base delle commedie a stelle e strisce indirizzate ai teen-ager. E, con immancabili spargimenti di liquido rosso e buoni effetti speciali, ciò che viene fuori è un tutt’altro che noioso insieme ben recitato e non privo di rimandi a classici e cult del genere che, in un certo senso, lascia anche respirare tra i fotogrammi un’aria tipicamente anni Ottanta.

6.5

Quanto attendi: Deadheads

Media Hype Utenti
Voti Hype totali: 0
ND.
nd