Lucca 2014

Recensione Cowboy Bebop - The Movie

Una delle più belle serie anime di sempre torna al cinema con la riedizione del suo episodio cinematografico

recensione Cowboy Bebop - The Movie
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

La vita procede come sempre, su Marte, nel 2071: gente che corre di qua e di là, fannulloni che oziano nei bar, delinquenti a piede libero compiono furti e omicidi, e frotte di cacciatori di taglie danno loro la caccia. Tra loro c'è il singolare equipaggio della navicella Bebop: l'ex malavitoso Spike Spiegel, il poliziotto che si è “messo in proprio” Jet Black, l'affascinante e scaltra Faye Valentine, la giovane, geniale e su di giri Ed Wong e il buffo ma sveglio cagnolino Ein. Il malassortito gruppo di bounty hunter si ritrova presto sulle tracce di un misterioso terrorista che ha seminato, alla vigilia di Halloween, il panico nella capitale del pianeta, provocando un disastroso incidente che ha liberato una letale tossina e ha causato centinaia di vittime. Cosa si nasconde dietro Vincent Volaju, il folle attentatore? In che guaio si stanno cacciando i nostri (anti)eroi questa volta? Lo scopriremo in Cowboy Bebop - The Movie, al cinema come evento speciale di inizio marzo grazie a QMI - Woovie Nights!

See you Space Cowboy

Qui tocca fare i nostalgici. E non serve neanche andare indietro con la memoria a trent'anni fa, come successo con altre riedizioni cinematografiche di grandi classici: bastano appena tre lustri a catapultare chi scrive (e presumiano anche buona parte dei lettori) alla propria adolescenza, quando negli anni '90 cominciavano a spopolare i primi anime e manga “consumati” con una certa coscienza più o meno critica dai pionieri appassionati del genere, che hanno seguito serie come Dragon Ball, Slam Dunk, Le Bizzarre Avventure di JoJo, Sailor Moon, Ranma 1/2, Neon Genesis Evangelion e decine di altre alla loro prima uscita nel nostro Paese. Sul finire degli anni '90 MTV, allora gloriosa emittente “giovane” che trasmetteva ancora principalmente... musica (pare assurdo dirlo, visto cos'è diventata ora) diede inizio alle Anime Night, serate settimanali dedicate alle saghe più nuove e appassionanti in arrivo dal Sol Levante. Tra queste, quella che creò il maggior numero di fan insieme a N.G. Evangelion fu senza dubbio Cowboy Bebop, capace di catalizzare l'attenzione non solo dei nipponofili ma anche dei fan dei comics e delle serie tv, dato il suo appeal “cosmopolita” che divenne un marchio di fabbrica del franchise.

Knockin' on Heaven's door

Realizzato nel 1999 dal collettivo Sunrise riunito sotto lo pseudonimo di Hajime Yatate (lo stesso che ci ha regalato tutte le più belle serie dello studio, da Daitarn III a I Cinque Samurai, passando per I Cieli di Escaflowne e diverse incarnazioni di Gundam) e sotto la guida di Shin'ichirō Watanabe, Cowboy Bebop è stato un progetto originale, ambizioso, fortemente artistico ma anche estremamente pop, che a più di quindici anni dalla sua uscita conserva ancora tutta la sua freschezza e si pone a livelli altissimi per regia, sceneggiatura, character design e musiche. Senza contare, inoltre, diverse e finissime chicche citazioniste dirette non solo ai manga ma anche e soprattutto alla letteratura e al cinema di fantascienza (da Blade Runner ad Atto di Forza e Alien, solo per citare qualche nome).
La serie, “purtroppo”, si esaurisce nell'arco di appena 26, splendidi, episodi, contornati da un manga in tre volumi e il qui recensito lungometraggio animato, che si inserisce negli eventi della saga piuttosto avanti nella vicenda, tra la 22esima e la 23esima puntata, rimanendo comunque un episodio non fondamentale e fruibile a se stante, per quanto sia comunque logicamente più 'saggio' seguire un ordine “cronologico” nella visione del tutto. Cowboy Bebop - The Movie, ad ogni modo e per chi se lo stesse chiedendo, non è un nuovo capitolo della serie, ma un film animato realizzato nel 2001 sulla scia del successo imperituro dei suoi personaggi: non potendo (o semplicemente volendo) dare un seguito effettivo alle avventure dell'equipaggio del Bebop la Sunrise e Watanabe decisero di realizzare questo gustoso inframezzo, che arrivò dopo poco anche in occidente grazie a Sony Pictures. Ora, a quasi quindici anni di distanza, grazie al folto seguito degli anime al cinema arriva anche la sua riedizione, occasione d'oro per (ri)avvicinarsi ad una serie di culto che merita di essere sempre ricordata.

Cowboy Bebop - The Movie Cowboy Bebop - The Movie è, chiaramente, in gran parte rivolto ai fan della saga originale, che tuttavia probabilmente l'hanno già visto, all'epoca o in DVD. Chi volesse scoprire la saga partendo dal film ritroverà il gruppo del Bobop già in forze e affiatato, pur non spoilerandosi molto della serie, in finale. Il film, in sé e per sé, è del resto fruibile anche “da solo” e propone un intreccio interessante, personaggi fascinosi e una realizzazione tecnica di buona fattura per l'epoca, trascinata dalla sempre strepitosa colonna sonora di Yoko Kanno e The Seatbelts, che esalta la vena iperrealistica e cosmopolita del titolo. Noi, restando ancora aggrappati all'utopia del live action con Keanu Reeves, il film animato ce lo rivediamo volentieri. Ci fate compagnia?

7

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