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Contrattempo, la recensione del thriller disponibile su Netflix

Un businessman accusato di omicidio e la sua legale preparano la difesa in vista del processo in Contrattempo, sorprendente thriller spagnolo.

recensione Contrattempo, la recensione del thriller disponibile su Netflix
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A quattro anni dall'osannato esordio El Cuerpo (2012), il regista e sceneggiatore catalano Oriol Paulo si cimenta nuovamente col thriller di matrice gialla, dando vita ad un raffinato gioco delle verità che guarda a modelli alti. Contrattempo, film spagnolo disponibile da pochi giorni su Netflix, ha inizio all'interno di un appartamento il cui protagonista è recluso agli arresti domiciliari: Adrian Doria, rispettato businessman recentemente eletto come uomo dell'anno, è infatti accusato del brutale omicidio dell'amante Laura Vidal e le prove contro di lui sembrano essere schiaccianti. Per cercare di essere scagionato l'uomo ha assunto, su consiglio del fidato collaboratore Felix, la rinomata avvocatessa Virginia Goodman, famosa per non aver mai perso una causa. La donna studia così insieme al suo assistito un piano per affrontare il processo, ma per costruire una solida difesa ha bisogno di sapere quanto realmente accaduto il giorno del delitto, senza segreti di sorta.

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Un mirabile thriller da camera che acquista un dinamismo narrativo grazie ai preponderanti flashback in cui la legale e l'accusato ripercorrono i fatti che hanno condotto al giorno del crimine, analizzando diverse versioni dei fatti osservate ogni volta in una diversa ottica che permetta di giungere in fine alla pura verità. Il regista è astuto nel giocare con lo spettatore, disseminando potenziali falsi indizi e ribaltando continuamente l'essenza dei ricordi, seguendo la linea del pensiero laterale (secondo il quale ogni teoria deve essere affrontata da ogni punto di vista possibile, anche il meno realistico, prima di venire confutata) in una diabolica caccia ai dettagli messa in atto con raffinati picchi tensivi che mescolano più volte le carte fino al magnifico colpo di scena finale. Contrattempo gioca così tutto sulla drammatica contrapposizione tra i quattro personaggi principali della vicenda, ognuno alle prese con una personale missione di salvaguardia, personale o professionale, o di semplice e catartica vendetta, dando vita ad altrettante figure ricche di sfumature ben supportate dalle solide interpretazioni del cast. La sceneggiatura è abile nel rendere l'improbabile possibile, annullando qualche sporadica inverosimiglianza in una struttura da scatole cinesi in cui la suspense emotiva si fa totalizzante, mettendo lo stesso spettatore al centro di un contrasto morale in cui cercare moventi e assassini e suscitando un'estrema curiosità su quanto sia veramente successo, incalzando senza sosta per tutti i cento minuti di visione.

Contrattempo Un thriller a ritroso nel tempo per scoprire la verità sul brutale omicidio di una giovane donna, amante di un uomo d'affari sulla cresta dell'onda: Contrattempo sfrutta i costanti flashback e diverse versioni di questi per tracciare il percorso verso la verità, seminando dettagli in continuazione atti a far partecipare il pubblico alla risoluzione dell'enigma. Risoluzione va detto forse un po' forzata ma di indubbio impatto, con un finale sorprendente che ben convoglia tutta la suspense, emotiva e non, creata nei precedenti cento minuti di visione.

8

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