Mostra del Cinema di Venezia 2015
Mostra del Cinema di Venezia 2015 Dal 02/09/2015 al 12/09/2015

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Locarno 66

Recensione Come ti spaccio la famiglia

Una commedia on the road e... sopra le righe!

Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Diciamocelo, è uno dei film che più volevamo vedere al festival di Locarno. Dopo una giornata di drammi e lunghe sequenze dalla lentezza antonioniana, tutta la stampa desiderava un po' di sana e rinfrescante brezza americana secondo il filone dell'action-comedy. E' fin dal trailer e dalla sua idea che We're the Millers suscita molta attesa, anche in Italia, nonostante l'impietosa traduzione in Come ti spaccio la famiglia. Viene da chiedersi perché questo genere di film debbano sempre essere tradotti con titoli così demenziali da farli rassomigliare all'apparenza a Disaster Movie e simili quando invece, come in questo caso, sono spesso ben fatti e degni di lode. Perché non optare per un più moderato e semplice Noi siamo i Millers? Oppure Ecco i Millers, o per esagerare un po' Mille miglia Millers. Ma veramente Come ti spaccio la famiglia può essere un titolo così dotato di appeal per il pubblico? Whatever.

QUATTRO CUORI E UN CAMPER

David Clarke (che l'autore sia un appassionato del serial Revenge?) è un piccolo spacciatore di erba (drug dealer, per essere precisi) per conto di Brad, un boss spaccone e miliardario, viscido e pacchiano, con lo studio circondato da un acquario in cui le orche azzannano i delfini durante ogni meeting. Quando tre teppisti da poco rubano la roba a David, il poveretto si trova a dover saldare a Brad un debito di oltre 40mila dollari. Allora Brad gli propone un'unica possibilità: andare in Messico e ritirare dall'uomo con un occhio solo un certo quantitativo per suo conto. Un'operazione bella grossa per uno che si fa truffare da un gruppetto di perdigiorno. Poi, l'illuminazione: nessun poliziotto sospetterebbe di un'allegra e comunissima famigliola piccolo borghese in camper. Detto fatto: David raduna una finta famiglia fatta di individui emarginati e senza veri obiettivi. La bella spogliarellista Rose (Jennifer Aniston: anche solo per il suo numero da stripper a metà film vale il prezzo del biglietto), il giovane e sfigatello -e apparentemente gay- Kenny (Will Poulter) e una ragazza che sta per strada e sembra "Eminem in 8 mile" (Emma Roberts, la bella biondina di Cinque giorni fuori). Prende questi individui scapestrati, gli dà una bella ripulita (se stesso incluso) ed eccoli qua: la famiglia Millers! Neanche a dirlo, ovviamente, tutto è anni luce lontano dall'andare liscio. Tra gangster messicani e agenti DEA, tra scambisti e vibratori, tra tarantole e combattimenti con teiere di caffè, il viagio (la vacanza?) dei Millers è irta di difficoltà.

ON THE ROAD PER CAMPERISTI IN ERBA

"On the road per camperisti in erba" non sarebbe male come sottotitolo, in effetti. Il film, che può contare su un'ottima sceneggiatura (dialoghi efficaci, scelte perfettamente concatenate, rarissimi scivoloni e soprattutto solo un fingere di rispettare certi cliché comedy che improvvisamente ribalta, spiazzando), si delinea come un mix tra un vivacissimo on the road e il sottogenere di commedia legata agli spaccini d'erba "simpatici", alla Pineapple Express (a sua volta tradotto, per la cronaca, in Strafumati). Ma il film è ben lontano dall'umorismo abbastanza demenziale di Pineapple: i Millers contano su una sceneggiatura coi fiocchi, un'idea vincente, un cast azzeccatissimo (da Jason Sudeikis, protagonista perfetto, a Ed Hemls, disgustoso riccone di Denver, fino ovviamente alla Aniston. Spettacolari soprattutto Will Poulter e i coniugi Fitzgerald, mentre poco convincente Tomer Sisley come gangster... e anche da Emma Roberts ci si aspettava francamente di più).

Come ti spaccio la famiglia Non c'è molto di cui discutere: Come ti spaccio la famiglia è un bel film, fa ridere dall'inizio alla fine, assai consigliabile soprattutto in lingua originale. Il merito principale è dei quattro sceneggiatori, mentre la regia di Thurber è discreta e ben confezionata, ma punta (giustamente) a nascondersi, ad accompagnare il plot, ma con il merito di un buon orchestramento e del giusto ritmo, pur con qualche scivolone nel finale (il principio alla screwball comedy, insomma). Must see.

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