Recensione Colpi di fulmine

Con l'amore a prima vista inizia la nuova era del cinepanettone

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Se ne è parlato tanto perché, secondo molti, sarebbe stato il primo cinepanettone Filmauro a non contenere la parola "Natale" nel titolo. Cosa tutt'altro che vera, considerando che, in seguito al mitico apripista Vacanze di Natale (1983), diretto da Carlo Vanzina, le uscite dicembrine di casa De Laurentiis hanno annoverato, tra gli altri, Montecarlo-Gran casinò (1987) e S.P.Q.R.-2000 e ½ anni fa (1994), sempre a firma del figlio di Steno, Yuppies 2 (1986) e Anni 90 parte 2 (1993) di Enrico Oldoini, Paparazzi (1998) e Body guards-Guardie del corpo (2000) di Neri Parenti.
Il Neri Parenti di fantozziana derivazione che, come avviene ormai dall'inizio del XXI secolo, figura sempre in qualità di regista all'interno dei lungometraggi natalizi Filmauro, la cui principale novità, per quanto riguarda questo del 2012, in realtà, è rappresentata dalla scelta di costruire il tutto su due episodi separati, non più intrecciati tra loro o destinati ad avanzare in parallelo.
Novità che, comunque, riguarda soltanto il cinepanettone, in quanto, per chi non ne fosse al corrente, ricordiamo che anche le commedie prodotte dai De Laurentiis all'inizio degli anni Ottanta - da Qua la mano (1980) di Pasquale Festa Campanile a Testa o croce (1982) di Nanni Loy - erano già strutturate nella medesima maniera.
Quindi, senza tenere conto del precedente esperimento veronesiano Italians (2009), possiamo quasi considerare questo Colpi di fulmine come un nostalgico ritorno di Filmauro a quella tipologia di spettacolo comico su pellicola.

Amori a prima vista

Nostalgico ritorno che, in questo caso, pone al proprio centro l'amore a prima vista e parte dalla figura dello psichiatra Alberto, il quale, incarnato dall'immancabile mattatore della risata sotto l'albero Christian De Sica e finito per errore nel mirino del fisco, si rifugia in un paesino del Trentino e si sostituisce a don Dino alias Luis Molteni, spacciandosi per il nuovo parroco del posto... ma senza immaginare di perdere la testa per Angela, con le fattezze di Luisa Ranieri.
Un segmento che si rifà in maniera evidente a Il missionario (2009), diretto da Roger Delattre, e che precede quello di cui sono protagonisti Lillo e Greg (al secolo Pasquale Petrolo e Claudio Gregori).
Il secondo veste i panni di Ermete Maria Grilli, ambasciatore italiano presso la Santa Sede che, improvvisamente, s'innamora della verace pescivendola romana Adele Ventresca, ovvero Anna Foglietta, tanto da chiedere al primo, suo autista, di trasformarlo in un vero coatto per poterla così conquistare.

Cinepanettone addio?

E, al fianco di De Sica, spesso impegnato al telefono con un fratello interpretato da Pier Maria Cecchini, abbiamo, inoltre, la cantante Arisa e il mimo di Zelig Simone Barbato, coinvolti nella classica vicenda del truffaldino scambio d'identità che, tirando in ballo anche la brassiana Deborah Caprioglio nel ruolo di una procace edicolante, individua nelle sequenze delle confessioni alcuni dei suoi momenti più divertenti; riconfermando, tranquillamente, che quello raggiunto dal figlio del grande Vittorio sia ormai lo stesso status di attore comico consumato di cui hanno potuto godere, a suo tempo, importanti nomi cinematografici nostrani del calibro di Alberto Sordi e Vittorio Gassman.
Anche se il maggior numero di spunti per spingere lo spettatore a ridere viene fornito dalla seconda delle due storie, sorta di My fair lady (1964) rovesciato che, finalmente, rende giustizia anche sul grande schermo al notevole talento dell'accoppiata degna erede di quella formata negli anni Sessanta dai compianti Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, considerando soprattutto la loro analoga provenienza televisiva.
Una vicenda che, tra grotteschi clacson e apparizioni per i veterani Stefano Antonucci, Armando De Razza e Martine Brochard, non solo viene impreziosita dalla prova della mai disprezzabile co-protagonista di Nessuno mi può giudicare (2011), ma racchiude anche la sequenza che, più delle altre, sembra portare la firma di Parenti: quella in cui Lillo e i propri familiari tentano di non farsi scoprire dalla Foglietta all'interno della loro casa, data per una sera in prestito a Greg.
Man mano che viene assurdamente ribadito come, per un romano, il congiuntivo sia veleno (!!!) e l'abbondanza di consuete volgarità verbali si trova ad essere adoperata in maniera talmente intelligente da risultare del tutto indolore e quasi inavvertibile.
Tanto che dalla sala si esce allegri e soddisfatti, ma, soprattutto, con la forte sensazione di aver appena assistito a un'ora e quarantaquattro di celluloide classificabile come "cinepanettone" esclusivamente a causa della sua uscita in sala datata 13 Dicembre.
Segno che anche in casa Filmauro i tempi stanno cambiando... e, probabilmente, in positivo.

Colpi di fulmine Christian De Sica sacerdote improvvisato (e inaspettatamente innamorato) per sfuggire a un errore effettuato dalla legge ed un distinto Greg a lezioni di “coatto romano” dal suo autista Lillo al fine di trovare il modo di conquistare la rozza pescivendola Anna Foglietta. Un concentrato di volti comici in grandissima forma e capaci di valorizzare a dovere un esile script - a firma del regista Neri Parenti, del Volfango De Biasi autore di Come tu mi vuoi (2007) e degli immancabili Domenico Saverni e Alessandro Bencivenni - intento a giocare sulla tematica degli amori che sbocciano a prima vista. Addio vacanze di Natale e storia unica, la nuova era del cinepanettone Filmauro è iniziata a suon di due episodi sì separati, ma assemblati in maniera tale da costruire efficacemente un vero e proprio crescendo comico. Del resto, più avanzano i fotogrammi e più si ride... pur senza eccellere.

6.5

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