Colossal, il monster movie di Nacho Vigalondo con Anne Hathaway

Un gigantesco mostro comparso a Seoul sembra inspiegabilmente legato alla tormentata protagonista Gloria in Colossal, atipico monster movie.

recensione Colossal, il monster movie di Nacho Vigalondo con Anne Hathaway
Articolo a cura di

Se qualcuno fra voi è convinto che le vie del monster-movie risultino efficaci solo se utilizzate ai fini dei blockbuster e del cinema commerciale, ecco forse l'opera che potrebbe farvi ricredere: non è il primo caso in cui creature giganti sono al servizio di un percorso personale e metaforico, basti pensare solo al recente 7 minuti dopo la mezzanotte (2016), ma il regista spagnolo Nacho Vigalondo supera ulteriormente i confini di genere per dar vita ad un film bizzarro e geniale al contempo. In Colossal la protagonista Gloria sta attraversando un burrascoso periodo professionale e privato, dopo esser stata licenziata dal sito online per cui lavorava come giornalista, trascorrendo le sue giornate all'insegna dell'ubriachezza. Quando il fidanzato Tim, frustrato dalla situazione, la caccia dall'appartamento dove convivevano per prendersi un periodo di pausa, Gloria fa ritorno alla casa natale dove è cresciuta, in una piccola cittadina di provincia. Qui si imbatte in Oscar, suo amico d'infanzia ora proprietario di un bar dove viene assunta come cameriera; solo pochi giorni dopo un gigantesco mostro fa la sua comparsa nella lontana Seoul e Gloria scopre di essere in qualche modo collegata all'apparizione della creatura.

Mostri fantastici e mostri reali

Nacho Vigalondo non ha mai fatto film banali, e anche nei risultati più contrastati di una carriera sempre fuori dai canoni, ha sempre trovato una propria via con cui legare spesso il genere, e in particolare la fantascienza, ad uno sguardo umanistico e privato. E così dopo gli ufo di Extraterrestre (2011) questa volta il cineasta spagnolo si ispira ad un'altra iconografia classica del filone, quella portata al successo da Godzilla e dai kaiju-eiga nipponici, per raccontare una storia di rapporti e sentimenti. Parte come una commedia dai toni leggeri Colossal, con ispirate battute e un'ironia sempre pungente a segnare il ritorno della protagonista nei luoghi d'infanzia, alla ricerca di una pace interiore, per poi spostare le sue note su un disincantato fantastico che sfocia in un dramma aspro e crudele, preparando il campo all'epica resa dei conti finale.

Questione di stile

Un film sempre ricco di sorprese, capace di divertire ed emozionare nella sua varietà di anime narrative, che gioca volutamente con l'impossibile per mettere in scena una vicenda dai toni sommessamente reali di amori, gelosie e tradimenti, svelando via via lati sempre più insospettabili in Gloria e nelle figure che la circondano. Non è inoltre un caso che le apparizioni del mostro con conseguenti perdite di vite umane abbiano luogo in Corea del Sud, esattamente dall'altra parte del mondo, quando in realtà le origini vadano ricercate per l'appunto in terra americana, critica non troppo velata all'interventismo statunitense pronto a portare "la pace - guerra" ben oltre i confini di casa: è da intendersi anche in quest'ottica la piega degli eventi che ha luogo nell'ultima parte. Certo non mancano piccole sbavature in fase di scrittura, ma la ricostruzione di questa breaking news globale è costruita con dovizia, tra finti servizi di telegiornali e rimandi al mondo di internet (con tanto di virale video "thug life" annesso), trovando inoltre nei semplici ma efficaci effetti speciali una macchina dal discreto impatto spettacolare che ben convoglia il lato più intimista della vicenda.

Colossal Nacho Vigalondo reinventa il monster-movie con il suo bizzarro stile, dando vita ad una commedia fantastica che non lesina in risvolti drammatici e personali, trovando un'efficace protagonista in una convincente Anne Hathaway. Si ride e si sorride nella prima parte, con personaggi ben caratterizzati cui è facile affezionarsi, e quando il gioco si fa duro il racconto diventa aspro e febbrile trovando grandi momenti di cinema nell'iconico finale. Colossal è si opera fortemente metaforica, giocando sul sottile confine tra ironia e tematiche più profonde, ma si rivela efficace anche nel suo lato puramente spettacolare, con effetti speciali più che discreti quale perfetto suggellamento di un'opera dai più ampi significati.

8

Che voto dai a: Colossal

Media Voto Utenti
Voti totali: 5
7
nd